Economia

Regione Lombardia lancia le “Zone di innovazione e sviluppo”

L'obiettivo è rafforzare la competitività della Lombardia a livello internazionale valorizzando le specificità economiche dei singoli territori

di Flavia Carletti

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Rafforzare la competitività della Lombardia a livello internazionale valorizzando le specificità economiche dei singoli territori. Con questo obiettivo, la Regione lancia le Zone di innovazione e sviluppo (Zis), un nuovo modello di intervento che intende agevolare le collaborazioni tra imprese, università, enti pubblici, enti di formazione e realtà sociali, così da potenziare gli “ecosistemi” locali rendendoli unici e riconoscibili a livello nazionale e internazionale. I protagonisti delle Zis saranno i territori, con Regione nel ruolo di regista e “connettore” tra diversi soggetti pubblici e privati, così da creare le condizioni per la crescita delle imprese, la nascita di startup innovative, lo scambio di conoscenze tra aziende e centri di ricerca, la creazione di lavoro qualificato e nuove competenze, l’attrazione di investimenti e talenti. La nuova strategia regionale, promossa dal governatore Attilio Fontana e dall’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, è stata presentata oggi a Palazzo Lombardia nell’ambito dell’evento finale di “Lombardia Protagonista – Qui Puoi”, il tour istituzionale che ha fatto tappa in tutte le province, intensificando il dialogo con gli stakeholder e ponendo le basi per nuove sinergie territoriali.

Fontana: «Le Zis esempio virtuoso di politica industriale»

«Attraverso le Zis vogliamo valorizzare le specializzazioni produttive e tecnologiche di ciascun territorio. Ogni singola area eccelle in determinati settori economici: come Regione intendiamo dare ulteriore impulso al ‘sistema lombardo’ e alla sua capacità di fare rete», ha affermato il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. «Le Zone di innovazione e sviluppo potranno rappresentare un esempio virtuoso di politica industriale che metteremo a disposizione del Paese. La Lombardia è la prima regione manifatturiera d’Europa: mettiamo in campo ogni strumento utile per mantenere e implementare questa nostra peculiarità», ha aggiunto Fontana. «Cambiamo per innovare. Le Zis saranno il connettore dei valori aggiunti di cui già disponiamo e che metteremo a sistema, ecosistemi settoriali che innovano in squadra tra aziende, ricerca, formazione, istituzioni e credito. Guardiamo al futuro difendendo il nostro sistema produttivo con l’obiettivo di consegnare opportunità ai giovani», ha specificato l’assessore Guidesi.

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Le fasi per la creazione delle Zis

Il percorso per la creazione delle Zis si articola in due fasi. La prima riguarda la Manifestazione di interesse, in pubblicazione nelle prossime settimane, attraverso cui soggetti pubblici e privati di un determinato territorio potranno presentare congiuntamente un progetto preliminare, detto Masterplan. Il documento dovrà contenere la specializzazione territoriale su cui puntare; i partecipanti e l’organizzazione della governance; gli spazi, i laboratori e servizi esistenti o da sviluppare; le indicazioni sulla sostenibilità a lungo termine del progetto. Le proposte che otterranno il via libera accederanno alla seconda fase, che riguarda la negoziazione e l’elaborazione del Piano strategico definitivo. Con il supporto di Regione saranno individuate le azioni concrete da realizzare, con una visione pluriennale che arriva al 2050. Nello specifico il lavoro verterà sulla creazione o implementazione di spazi attrezzati, infrastrutture digitali e percorsi formativi, costruendo nel contempo un sistema di indicatori di monitoraggio che misurino i risultati e l’impatto delle attività sul territorio in termini di innovazione, occupazione e competitività.

A chi si rivolge l’iniziativa

Potranno presentare una candidatura gruppi misti pubblico-privati formati da imprese e startup (nel ruolo di capofila); enti pubblici (Comuni, Province, Camere di Commercio); università e centri di ricerca; enti di formazione; fondazioni, associazioni o realtà del terzo settore. Ogni candidatura dovrà includere una lettera di ‘endorsement’ della Provincia competente. Potranno essere istituire un massimo di due Zis per provincia, mentre non ci sono limiti predefiniti per le candidature interprovinciali. La dotazione finanziaria messa a disposizione da Regione per la prima fase sarà di 1 milione di euro: i progetti ammessi alla Fase 1, infatti, potranno ricevere un contributo regionale a copertura del 50% delle spese di consulenza per la redazione dei documenti da presentare nel dossier di candidatura della Fase 2, entro il limite di 100.000 euro. Altre risorse regionali saranno successivamente messe in campo per il sostegno alla realizzazione della Fase 2. Per accompagnare e sostenere i territori che vorranno raccogliere la sfida, Regione ha previsto una struttura dedicata all’interno della Direzione Generale Sviluppo Economico, che sarà il punto di riferimento per orientare, assistere e valorizzare i progetti Zis.

Accoglienza positiva per il progetto

«Applaudiamo all’iniziativa di Regione Lombardia perché attraverso le Zis si intensifica il lavoro a favore delle imprese e dei territori. Apprezziamo la capacità di visione e la volontà di puntare sui giovani: la Lombardia è il motore dell’Italia, incarna l’eccellenza in tanti comparti e continua a ottenere riconoscimenti internazionali, come dimostra l’andamento delle esportazioni. Le Zis vanno nella direzione di proseguire su questa strada aiutando i territori a crescere», ha detto il presidente di Confindustria Lombardia e Feralpi Group, Giuseppe Pasini. «Positivo lavorare a una prospettiva di sviluppo basata sugli ecosistemi, valorizzando le vocazioni diversificate dei territori lombardi. Come Fondazione Cariplo collaboriamo in modo proficuo con Regione Lombardia su diversi fronti, a cominciare dal sostegno ai "progetti emblematici". Un’alleanza con Regione che possiamo implementare anche guardando alla strategia delle Zis», ha aggiunto il vicepresidente di Fondazione Cariplo, Claudia Sorlini. «Le Zis sono un’iniziativa ottima che potrà dare risultati importanti intervenendo sul tema della regia e della "messa a sistema" delle eccellenze e dei punti di forza che caratterizzano la Lombardia. In questo contesto le Università lombarde giocano e giocheranno un ruolo sempre più fondamentale», ha concluso il rettore dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, Marco Emilio Orlandi, in rappresentanza del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Lombarde.

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