Redditometro, Fi e Lega contro Fdi: noi siamo da sempre contrari
Dopo essere stato sospeso, lo strumento viene ora riattivato da un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
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Sul ritorno del redditometro si registrano posizioni divergenti all’interno della maggioranza, in particolare tra Fratelli d’Italia da una parte e Forza Italia e Lega dall’altra.
Lo stop di Fi: «Sempre stati contro il redditometro»
«Forza Italia è sempre stata contro il redditometro», hanno sottolineato fonti del partito azzurro interpellate sul possibile utilizzo del sistema che rileva il reddito presunto per stabilire le imposte dovute dei contribuenti, come stabilito da un decreto firmato dal viceministro all’Economia Maurizio Leo, esponente di Fratelli d’Italia. Tra gli azzurri ci sono dubbi sulla misura e si stanno verificando i termini della misura che, hanno spiegato le stesse fonti, «confliggerebbe con il provvedimento del concordato preventivo contenuto nella delega fiscale». «Rimettono il redditometro? Non credo proprio...». Così il capogruppo di Fi al Senato Maurizio Gasparri ha risposto a chi gli chiedeva un commento alla notizia del decreto che reintegra lo strumento che il fisco utilizza per risalire al reddito presunto dei contribuenti-persone fisiche.
Romeo (Lega): centrodestra da sempre critico sul redditometro
Anche la Lega ha preso le distanze dalla soluzione concepita sotto la regia di Fdi. «Mi sembra di capire che sia un provvedimento fatto dal viceministro Leo quindi chiedete a Fdi», ha detto il capogruppo della Lega in Senato, Massimiliano Romeo, in merito alla misura sul redditometro. «La trovo solo un po’ strana come proposta, perché noi del centrodestra siamo stati sempre stati critici su questi strumenti», ha aggiunto il senatore.
Osnato (Fdi): non è la svolta epocale della politica fiscale di questo governo
Marco Osnato (FdI), presidente della Commissione Finanze della Camera, ha posto l’accento sul fatto che «il redditometro non è sicuramente la svolta epocale della politica fiscale di questo governo, né cambia l’atteggiamento del governo verso la riforma fiscale e verso il fisco in generale. È un aggiornamento di alcuni parametri, peraltro può aiutare la lotta all’evasione, ma non è determinante nelle scelte che questo governo ha fatto e sta facendo e sul fisco. Non è la pietra miliare delle politiche fiscali».
«I provvedimenti - ha poi aggiunto - sono tutti collegiali, nessuno attribuisce a Giorgetti la paternità esclusiva delle misure sul superbonus. Ci vuole serenità, siamo in campagna elettorale, è giusto far valere le proprie ragioni ma ricordiamoci che siamo una coalizione. Non penso che domani vedremo Leo col fucile puntato contro i contribuenti. Ripeto, un conto è criticare e un altro pensare di essere ognuno delle isole rispetto al resto del governo. In passato anche noi abbiamo appoggiato provvedimenti non sempre totalmente sovrapponibili alle politiche di Fdi...».






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