Controlli e sanzioni
Successivamente alla ricezione della “card”, spetterà all’Ispettorato nazionale del Lavoro verificare se il percettore del reddito lavora anche in nero. Probabili i controlli a campione. In base al testo del decreto, «chiunque, al fine di ottenere il beneficio indebitamente, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni». Alla condanna in via definitiva consegue «l’immediata revoca del beneficio con efficacia retroattiva e il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito».
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Il monitoraggio delle spese
La macchina dei controlli sarà pienamente operativa a fine aprile, termine entro cui adottare un decreto di concerto con il Mef, sentito il Garante per la privacy, per il monitoraggio delle spese. Entro aprile il ministero guidato da Luigi Di Maio dovrà anche stilare la lista dei Paesi extra Ue dai quali non è possibile ricevere documentazione su patrimonio e composizione del nucleo familiare, uno dei 'paletti' aggiunti al Senato. In base alla modifica approvata, infatti, gli extracomunitari - oltre al requisito base dei 10 anni di residenza di cui gli ultimi due continuativi confermato anche in Parlamento - devono farsi certificare dal proprio Paese d'origine la situazione patrimoniale, reddituale e la composizione del nucleo familiare. Un documento, questo, che poi ogni straniero dovrebbe anche farsi convalidare dal consolato italiano. Una procedura complessa che potrebbe richiedere tempi lunghi e scoraggiare più di un potenziale richiedente.