6) Che cos’è l’offerta di lavoro congrua?
A seguito del patto per il lavoro il beneficiario deve consultare quotidianamente la piattaforma Siulp (alla quale devono essere registrati), accettare di essere avviato a corsi di formazione o riqualificazione professionale, accettera almeno una delle tre offerte congrue. L’offerta di lavoro congrua è quella proposta di lavoro in linea con il curriculum e all’interno di un certo raggio chilometrico dalla residenza del beneficiario. Una definizione non certo nuova nella disciplina del lavoro italiana, ma che finora non ha prodotto alcun tipo di risultato, perché è difficile stabilire con certezza quando un’offerta di lavoro è congrua e non può essere rifiutata. Vediamo cosa prevede il decreto: nei primi 12 mesi la prima offerta di lavoro potrà arrivare entro 100 km o 100 minuti di viaggio. Se viene rifiutata la seconda offerta potrà arrivare entro 250 km e se anche questa viene rifiutata la terza offerta potrà arrivare da tutta italia. Dopo il primo anno la prima offerta potrà arrivare fino a 250 km (come la seconda), mentre la terza da tutta Italia. Dopo i 18 mesi tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale.
Per le famiglie con persone disabili le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km.
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7) Cosa faranno i centri per l’impiego?
Per risollevare la situazione disastrosa dei centri per l’impiego italiani il ministro del Lavoro,Luigi Di Maio, ha dichiarato di volersi affidare a Domenico Parisi, direttore del National Strategic Planning and Analysys Research Center dell'Università del Mississippi, artefice di una riforma dei servizi con forte accento sull'aspetto digitale e tecnologico. Il professor Parisi è stato nominato a capo dell’Anpal, l’agenzia nazionale delle politiche attive per il lavoro. Prevista l’assunzione di circa 6mila navigator che aiuteranno i beneficiari del reddito di cittadinanza a trovare opportunità di lavoro. Inoltre le regioni con i fondi stanziati dalla legge di bilancio potranno assumere circa 4mila addetti.
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Ogni cittadino potrà accedere a un sistema informativo, ha spiegato Nunzia Catalfo, presidente della Commissione Lavoro del Senato, al quale si
potrà accedere dal computer o dal telefonino per fare la ricerca del lavoro.
La fotografia attuale dei centri per l’impiego però restituisce l’immagine di strutture che non hanno personale a sufficienza e non formato allo scopo. Sono un decimo rispetto a quelli impiegati nei Paesi che veleggiano verso la piena occupazione (in Germania sono 110mila contro gli 8mila italiani). Spesso gli impiegati dei centri per l’impiego italiani si dedicano a “scartoffie” burocratiche senza concentrarsi invece su orientamento e formazione.
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8) Quanto dura il reddito di cittadinanza?
La durata è di 18 mesi, alla scadenza, se sussistono i requisiti, è possibile il rinnovo, con un stop di un mese. Non sono previsti limiti di durata.
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9) Ci sono incentivi per le aziende?
Le aziende che assumono un beneficiario del reddito di cittadinanza nei primi 18 mesi di fruizione del beneficio, ottengono un contributo sotto forma di esonero contributivo pari alla differenza tra 18 mesi e i mesi già fruiti dal beneficiario. Il contributo non è comunque inferiore a 5 mesi, con un tetto di 780 euro mensili. In caso di rinnovo del reddito di cittadinanza l’incentivo per le imprese è fissato in 5 mesi. L’importo massimo del beneficio mensile non può comunque eccedere l’ammontare totale dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore assunto per le mensilità incentivate (con esclusione dei premi e contributi Inail).
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10) Come funzioneranno i controlli?
L’operazione-verifiche si annuncia imponente e complessa. L’agenzia delle entrate lavorerà insieme a Inps e Guardia di Finanza: l’obiettivo è incrociare le banche dati, come annunciato da Laura Castelli, viceministro all’economia, anche se non è da trascurare lo “scoglio” della privacy.
Per quanto mirati, poi, i controlli eseguiti negli ultimi anni dalla Guardia di Finanza coprono meno dello 0,5% dei potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza, come scritto sul Sole 24 Ore dell’8 ottobre. Quanto ai centri per l'impiego finora non hanno mai eseguito controlli.
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Il decreto legge del Governo prevede l’applicazione di sanzioni nei casi in cui vengano fornito, con dolo, dati e notizie non rispondenti al vero nel corso della procedura di richiesta del reddito. Si tratta della reclusione da due a sei anni, oltre alla decadenza dal beneficio e al recupero di quanto indebitamente intascato. Si decade dal sussidio anche: se non si sottoscrive il patto per il lavoro o il patto per l’inclusione sociale; non si partecipa, senza motivo, a formazione o politica attiva; non si aderisce ai progetti di utilità sociale (otto ore settimanali); si rifiutano tre offerte congrue. Le decurtazioni per chi non si presenta alle convocazioni di Cpi sono espresse in mensilità (massimo due, poi scatta la decadenza ).