Appare quindi chiaro come il reddito di cittadinanza cosi disegnato tenda ad essere relativamente generoso nei confronti dei nuclei familiari composti da una sola persona e molto meno consistente per quanto riguarda le famiglie numerose.
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Il problema, conclude lo studio, è che la povertà ha un’incidenza molto maggiore in famiglie numerose, piuttosto che nuclei composti da pochi componenti. Quasi un quinto delle famiglie composte da 5 o più persone sono infatti in condizioni di povertà assoluta, mentre tra nuclei di una sola persona questa percentuale scende al 5 per cento.
INCIDENZA DELLA POVERTÀ ASSOLUTA PER NUMERO DI COMPONENTI DEL NUCLEO FAMILIARE
Valori percentuali
Il gap territoriale
Le disparità potrebbero essere forti sul territorio. L’importo del reddito di cittadinanza non dipende da dove si risiede: viene dunque calcolato a livello nazionale. Secondo l’Istat, però, la soglia di povertà varia sensibilmente al variare del luogo di residenza. Al Nord il costo della vita è più elevato rispetto al Sud, quindi il reddito di cittadinanza finirà per essere più generoso con le persone residenti nel Mezzogiorno, soprattutto per quelle famiglie di piccole dimensioni.
Un single in affitto - sottolinea l’Osservatorio Cpi - residente in una piccola città del Sud beneficerà di 780 euro al mese a fronte di una soglia di povertà pari a 561 euro. In aggiunta alla spesa minima calcolata dall’Istat per poter sopravvivere, l'individuo in questione riceve ulteriori 220 euro. Una famiglia di quattro persone con due figli residente a Milano avrà invece 1.180 euro a fronte di una soglia di povertà pari a 1.653 euro e continuerà, stando ai numeri, a vivere in una condizione di disagio economico.