È evidente che questi tre requisiti tutti insieme rischiano di tagliare fuori una gran quantità di proposte , soprattutto se si tratta di un primo impiego. «In audizione al Parlamento - afferma Pierangelo Albini, responsabile lavoro di Confindustria - abbiamo già sottolineato le nostre perplessità su questa misura. Alle imprese viene chiesto di pagare di più i lavoratori, ma ci si scorda che, per effetto del cuneo fiscale e contributivo, il netto in busta paga è solo la punta dell’iceberg».
CINQUE (BUONI) LAVORI CHE SI POSSONO RIFIUTARE
Alcuni esempi di buste paga che rispettano i minimi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Esempi a cura di Daniela Amandola
Un altro paletto, non meno stringente, è il tetto minimo di retribuzione mensile. Un emendamento al Dl 4/2019 approvato al Senato ha aggiunto che l’offerta di lavoro congrua debba prevedere una retribuzione «superiore di almeno il 10 per cento del beneficio massimo fruibile da un solo individuo, inclusivo della componente ad integrazione del reddito dei nuclei residenti in abitazione in locazione». Significa almeno 858 euro (780 euro +78) al mese. «L’introduzione di un nuovo livello di retribuzione minima per considerare l’offerta di lavoro congrua - aggiunge Albini - crea un’ingiusta disparità tra disoccupati. Per non perdere il sussidio, i percettori di Naspi, saranno costretti ad accettare retribuzioni più basse di quelle che sono considerate congrue per i percettori del reddito di cittadinanza».
Sul mercato, come emerge dalle elaborazioni del Sole 24 Ore , ci sono diverse offerte occupazionali sotto queste cifre e che, con il reddito di cittadinanza, potrebbero diventare “rifiutabili” e perdere appeal. È il caso di molti stagionali: in agricoltura, per 180 giornate annue al minimo contrattuale si arriva a una paga di 505,05 euro al mese. Anche molte offerte a orario ridotto sono inferiori agli 858 euro: un part-time al 50% con il contratto alimentari-industria, di 5° livello, percepisce 807,41 euro per 20 ore settimanali; un commesso di negozio (sempre in part-time al 50%, 4°livello) arriva a 808,34 euro.
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Infine, ci sono gli apprendistati, dove il tempo indeterminato non basta a rendere congrue alcune proposte di lavoro: si pensi a un parrucchiere, al suo primo anno, che ha una retribuzione pari a circa 828 euro al mese per 40 ore settimanali.