Se consideriamo i disoccupati da oltre 12 mesi, in base ai dati Eurostat, in Italia se ne contano oltre 1,6 milioni (raddoppiati dal 2009 al 2018), un vero e proprio record sullo Scacchiere europeo, in percentuale il 58% di tutti i disoccupati. Anche se la situazione italiana è in miglioramento rispetto al picco del 2014 (quando se ne registrarono quasi 2 milioni) siamo ancora lontani dagli altri Paesi: i disoccupati da oltre 12 mesi sono 350mila in Gran Bretagna, 600mila in Germania, 650mila in Grecia, un milione in Francia. Solo la Spagna si avvicina, con 1,45 milioni di disoccupati di lunga durata al nostro record negativo.
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Visto che il presidente dell’Inps ha parlato di disoccupati da oltre 18 mesi, la platea di persone che potrebbe avere benefici, grazie alle novità allo studio dovrebbe essere inferiore agli 1,6 milioni di disoccupati da oltre 12 mesi.
Un dato più vicino alla realtà potrebbe essere quello dei disoccupati di lunghissima durata (dai 24 mesi in su): in Italia superano di poco il milione. In questo bacino, potrebbero esserci persone che potendo utilizzare l’Isee corrente riuscirebbero ad accedere al reddito di cittadinanza oppure ad avere un importo più elevato.
Come detto la percezione della Naspi, già oggi, non esclude di per sè dal reddito di cittadinanza. Per accedere al reddito sono cinque i requisiti economici da soddisfare: Isee della famiglia entro 9.360 euro; reddito annuo inferiore a determinate soglie; un patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione, che non supera i 30mila euro; un patrimonio mobiliare non superiore a 6mila euro (per un single; il rispetto di certi limiti sui beni durevoli (come non possedere un veicolo immatricolato nei sei mesi precedenti la domanda).