A scattare la fotografia del reddito del nucleo familiare sarà l’ultima dichiarazione fiscale, riferita però all’imponibile 2017. Chi ha avuto un cambiamento “pesante” della sua situazione nel 2018, come la perdita del lavoro, tale da determinare una diminuzione di almeno il 25% del valore Isee del nucleo, può dichiararlo e farsi calcolare un Isee “corrente”. In pratica, una fotografia più aggiornata, che però deve essere rinnovata ogni due mesi, pena la decadenza del beneficio.
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Quanto alla ricchezza della famiglia, ai fini Isee sarà necessario documentare la giacenza media di tutti i conti bancari e postali attivi nel 2018, rilevata al 31 dicembre. Ogni istituto ha le sue tempistiche e modalità di rilascio di questo documento. Il Dl 4/2019, inoltre, prevede che la ricchezza non debba superare i 6mila euro (accresciuti di 2mila euro per ogni componente aggiuntivo del nucleo, fino a un massimo di 10mila): resta da chiarire come certificare l’assenza di variazioni nei primi mesi dell’anno - dovute, ad esempio, a movimenti di somme nei conti correnti - che sfuggono alla fotografia dell’Isee (ferma al 31 dicembre 2018).
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Infine sugli immobili, attenzione alle seconde case, anche ricevute in eredità o in comproprietà. Il valore posseduto dal richiedente non deve superare 30mila euro, che corrisponde a un rendita catastale a fini Imu di circa 178 euro. Superare questa soglia equivale a essere esclusi dal reddito di cittadinanza.