Tra emancipazione digitale e difesa dei diritti
di Paolo Benanti
di Celestina Dominelli
3' di lettura
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Ufficialmente l’efficientamento e la riduzione dei consumi energetici di strutture e attività portuali è annoverata alla voce “porti verdi” del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma, se si allarga lo sguardo al miglioramento complessivo della performance energetica dei porti italiani, va chiarito subito che le misure sono diverse e distribuite tra il Recovery Plan e il Fondo complementare.
Ed è proprio a quest’ultimo che attinge la dote di 700 milioni prevista per l’elettrificazione delle banchine all’interno dei porti (il cosiddetto cold ironing), ripartiti secondo la seguente tabella di marcia: 80 milioni di euro per il 2021, 150 milioni di euro per il 2022, 160 milioni di euro per il 2023, 140 milioni di euro per il 2024, 160 milioni di euro per il 2025 e 10 milioni di euro per il 2026.
Sul cold ironing, però, interviene anche il Recovery Plan che prevede una riforma per spingere questo fronte con la definizione e approvazione di procedure semplificate per realizzare infrastrutture dedicate alla fornitura di energia elettrica da terra durante le fasi di ormeggio. Su quest’ultimo aspetto sta lavorando il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili che si avvale del supporto di Terna con la società guidata da Stefano Donnarumma che si pone come soggetto attivo nel garantire l’infrastruttura di rete.
L’azienda, che gestisce la rete elettrica nazionale, ha condotto numerosi studi su più di 35 porti italiani e ha concluso che gli interventi di sviluppo portati a compimento negli ultimi anni permettono di soddisfare il fabbisogno di energia richiesto per l’elettrificazione dei porti. Il cold ironing permette di fornire la potenza necessaria a garantire il funzionamento dei principali carichi della nave (dalle luci al sistema di refrigerazione) durante i periodi di sosta nei porti, permettendo lo spegnimento dei motori ausiliari della nave durante la sosta.L’obiettivo è arrivare a un piano nazionale ad hoc che sarà sviluppato dal Mims in collaborazione con il ministero della Transizione ecologica e che è atteso entro la fine dell’anno.
Sempre il ministero guidato da Enrico Giovannini ha poi deciso, con un decreto pubblicato agli inizi di agosto con cui ha stanziato 2, 8 miliardi di risorse per il programma di interventi infrastrutturali in ambito portuale, la ripartizione dei fondi destinati all’elettrificazione delle banchine: nel complesso 675,63 milioni, di cui 326,43 milioni di euro riservati a interventi delle regioni del sud (circa 48,32%) e 349,20 milioni di euro per quelli delle regioni del centro nord (circa 51,68%).