Recovery fund, un’agenzia a guida forte per il piano di rilancio
Serve una personalità di prestigio e competenza in grado di assicurare una preparazione e un’esecuzione efficienti
di Giorgio La Malfa
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«Non sprecare un’occasione storica e con ogni probabilità irripetibile», come ha scritto il 22 settembre il direttore del Sole 24 Ore a proposito del piano italiano di utilizzo del Next Generation Eu, è la vera questione davanti alla quale si troverà davanti il Governo italiano nei prossimi mesi. Da questo punto di vista la scelta essenziale riguarda sia i progetti da finanziare, sia l’individuazione di un meccanismo che ne assicuri la realizzazione in tempi certi.
Parlando a fine agosto al meeting di Comunione e Liberazione, Mario Draghi aveva osservato che buona parte dei fondi europei comporterà nuovi debiti e quindi, per un paese con un debito pubblico come quello italiano, è indispensabile scegliere fra progetti «buoni» e progetti «cattivi». In risposta, il presidente del Consiglio e il ministro dell'Economia hanno assicurato più volte che il governo è impegnato a finanziare soltanto progetti «buoni». E nelle linee per la preparazione del programma italiano presentate dal Governo al Parlamento qualche giorno fa, si legge che «vi saranno dei criteri stringenti ai ammissibilità dei progetti», che essi dovranno presentare «piena coerenza con gli obiettivi strategici» (di raddoppiare la crescita del Pil e di aumentare di ben 10 punti l’occupazione), che i progetti dovranno avere «costi quantificabili, motivati e ragionevoli», che dovrà esserci «chiara identificazione del soggetto attuatore».
Domande senza risposta
Da questi propositi del Governo discendono alcune domande precise a cui finora non è stata fornita alcuna risposta, ma a cui, se il Governo vuol davvero fare le cose seriamente e in modo trasparente, non può non rispondere in modo esauriente:
1. In quale sede verrà preparato l’esame economico dei progetti? Non può essere il Ciae, il Comitato per gli Affari europei, che finora è stata la “cabina di regia” del progetto perché esso non dispone di alcuna struttura tecnica per la valutazione dei progetti.
2. È stato costituito un Nucleo per la valutazione dei progetti di investimento, visti i criteri stringenti che il Governo ha annunciato? Dove è collocato? Da quali competenze tecniche è o sarà composto?

