Record per Henry Moore e Surrealismo da Christie’s
In due giorni cinque aste, tra serali e diurne, hanno portato un aggiudicato di 253,1 milioni di sterline. Molto solidi gli autori blue chip
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La ‘maratona’ serale di oltre tre ore per quasi cento lotti suddivisi in tre cataloghi tenutasi da Christie’s la sera del 5 marzo a Londra ha portato risultati complessivi di tutto rispetto, con un realizzo totale di 197,5 milioni di sterline, in significativo aumento rispetto ai simili cataloghi dell’anno scorso, e percentuali di venduto oltre il 95% grazie anche a qualche lotto ritirato prima dell’inizio delle aste. Il catalogo generale di arte del XX e XXI secolo ha portato 114,2 milioni di sterline, quello di arte Surrealista interamente venduto 43 milioni e, infine, la collezione dei coniugi Vanthourout ha aggiunto 40,3 milioni di sterline al totale. La sala è rimasta affollata fino a tarda sera e non sono mancate lunghe sequenze di rilanci con la partecipazione di diversi galleristi, fra cui spicca la famiglia Nahmad, molto attiva sulle opere di Mirò e surrealiste. Anche le garanzie di parte terza hanno dato il loro contributo essenziale, proteggendo (a nostro avviso) almeno cinque lotti multimilionari dal rimanere invenduti, soprattutto nel primo catalogo generale.
Il catalogo generale: Henry Moore e garanzie
Ben un quarto del realizzo del catalogo generale è merito del prezzo record per una scultura di Henry Moore, la monumentale coppia di bronzo ‘King and Queen’ del 1952-53, contesa lungamente da diversi telefoni fino a raggiungere 26,3 milioni di sterline, dalla stima di 10-15 milioni. Si tratta dell’unica copia rimasta in mani private per 70 anni, poiché le altre sono tutte in importanti musei dall’Hirshhorn di Washington DC al californiano Norton Simon, incluse le due fusioni più tarde alla Tate e alla Henry Moore Foundation in Gran Bretagna. Il soggetto popolare, la grande dimensione, la rarità e la provenienza unica da decenni sono stati fattori determinanti per stabilire il nuovo record per il grande artista inglese. Nell’ultimo catalogo un’altra sua statua in bronzo ha confermato le aspettative.
Dei 40 lotti inizialmente in catalogo, quattro sono stati ritirati prima dell’asta: opere dalle stime milionarie di artisti inglesi come Bridget Riley (3,5-5,5 milioni di sterline), Cecily Brown (3-5 milioni), Lucian Freud e Frank Auerbach (stimate 2-3 milioni sterline). Tre opere di minor valore sono rimaste invendute, mentre ben 19 lotti erano protetti da garanzie di parte terza, che probabilmente in 11 casi hanno salvato le rispettive opere dal rimanere invendute, fra cui con ogni probabilità tre realizzi oltre i 5 milioni di sterline. Si tratta della grande tela di geometrie astratte di Kandinsky del 1939 caratterizzata da ‘Le rond rouge’, un cerchio rosso caratteristico della ricerca Bauhaus fra forme, colori e musica, aggiudicata dopo un solo rilancio alla stima bassa di 10,5 milioni diventati 12,5 milioni di sterline con le commissioni. Il lavoro tornava sul mercato dopo sette anni e mezzo, e ha realizzato una perdita di oltre 8 milioni di dollari per il venditore che lo aveva acquistato a New York nel novembre 2018 per 20,6 milioni di dollari. Anche la tarda composizione di Picasso del “Pittore con la sua modella nuda” del 1964 si è fermata alla stima bassa garantita di 7 milioni, pari a 8,5 milioni di sterline con le commissioni, con una perdita di 1 milione di dollari per il venditore che l’acquistò in asta nel novembre 2022 a New York a 10,3 milioni di dollari. Il confronto fra due opere di dimensioni simili del maestro della pittura Gerhard Richter, una fotorealistica e una astratta, porta un totale di 16 milioni di sterline: la visione bucolica di prati e fienili ‘Schober’ del 1984 ha superato la stima bassa garantita di 6 milioni per fermarsi a 8,4 milioni con le commissioni, due milioni di dollari oltre il realizzo del 2017 per lo stesso lavoro, mentre la tela astratta del 1991 dai toni rossi accessi ha superato la stima alta con le commissioni a 7,6 milioni di sterline. Anche lo ‘specchio’ storico del 1968 di Michelangelo Pistoletto, dipinto autoritratto insieme alla moglie Maria, è probabilmente stato salvato dal garante alla stima bassa di 1 milione di sterline, pari a 1.270.000 sterline con le commissioni. A parte i novantenni Richter e Pistoletto, gli altri cinque artisti viventi in catalogo hanno fatto fatica a trovare anche un solo rilancio, con l’eccezione del ‘fenomeno’ del momento, la 92enne inglese Rose Wylie spinta dalla galleria David Zwirner e da una esibizione in corso alla Royal Academy, la cui tela ‘Tube Girl’, sgraziata composizione di grandi dimensioni, è stata contesa oltre le stime a 152.400 sterline. Il risultato complessivo alla fine si chiude con un valore di opere aggiudicate per 114.175.900 sterline.
Il catalogo Surrealista
Mentre molti lotti del catalogo precedente hanno trovato con difficoltà più di un compratore, il clima dell’ora successiva è cambiato radicalmente grazie ai 26 lotti della vendita dedicata all’Arte Surrealista, che hanno portato al risultato di 42.978.950 sterline. I lotti sono stati tutti venduti dopo il ritiro di un lavoro di Magritte del 1938, stimato 5-8 milioni di sterline, mentre gli altri quattro lotti del maestro belga erano tutti garantiti da parti terze. Si tratta della 25ª iterazione della vendita istituita agli inizi del nuovo millennio da Olivier Camu, che tuttora la cura con evidente passione, e che ha avuto un ruolo determinante per il successo internazionale di questa avanguardia artistica.
Il realizzo principale che valso un quinto del totale è da assegnare a una tela di Magritte del 1961 ‘Les graces naturelles’ che si è fermata alla stima bassa garantita di 7 milioni, pari a 8,5 milioni di sterline con le commissioni, mentre i risultati di maggior soddisfazione vengono da due artiste che stabiliscono i rispettivi record in asta: la ben nota Dorothea Tanning grazie ad una piccola, dettagliata ed inquietante composizione del 1942 ‘Children’s Game’ contesa fino a 4,7 milioni, da una stima di 1-2 milioni di sterline; e la meno nota Toyen, che in vita sfuggiva da una chiara identificazione di genere, scegliendosi questo pseudonimo che richiama il termine francese Citoyen, Paese scelto a sua residenza dopo esser sopravvissuta al nazismo e scappata al comunismo in Cecoslovacchia, e la cui opere raramente giungono in asta: la sua grande tela verticale del 1946 dal significativo titolo ‘Le devenir de la Liberte’ è stata contesa fino a finire ad un collezionista in sala a 3,7 milioni di sterline, ben oltre la stima di 1,2-2,2 milioni.
La maggior parte dei lotti surrelisti è stato conteso da ben più di una coppia di compratori, fra cui spicca la poetica tela di Mirò del 1949 aggiudicata alla famiglia Nahmad per 4,8 milioni di sterline, ben oltre la stima di 1,5-2,5 milioni, dopo una prolungata serie di rilanci che ha visto partecipare diversi art advisor in sala, e la severa tela ‘Figure’ a toni di grigio e verde del 1929 di Picasso spinta a 2,6 milioni di £, un multiplo della stima di 600-800mila sterline, grazie anche alla provenienza di entrambe dalla collezione Renker.











