«il 2021 ha registrato una forte ripresa del mercato, in primis di quello locale. Merito anche di una gestione lungimirante della pandemia. Per quanto ci riguarda, poi, è stato un anno molto positivo: il nostro focus è sul fidanzamento, con il solitario come asset strategico, e quest’anno gli italiani hanno voluto celebrare gli eventi persi nel 2020». È soddisfatto Paolo Re, amministratore delegato di Recarlo, azienda di gioielleria di Valenza Po che guida insieme al fratello Giorgio: la pandemia ha portato le persone a concentrarsi sugli affetti più cari, l’astinenza da eventi a organizzarne di nuovi, e, complici i risparmi accumulati e la voglia di investire in un prodotto da regalare, tutto ciò si è tradotto nell’acquisto di gioielli importanti. Anche da parte dei clienti italiani, che sono tornati a comprare nelle gioiellerie delle loro città: «Il dinamismo maggiore lo abbiamo registrato nelle province, mentre nelle grandi città, complice l’assenza dei turisti stranieri che assorbivano una quota rilevante degli acquisti pre-Covid, le boutique non sono tornate a pieno regime», continua Re.
Focus distribuzione
L’azienda, nonostante la pandemia, ha proseguito il piano di riassetto della distribuzione wholesale: «Siamo arrivati a quota sette shop in shop sul territorio nazionale», dice il ceo. «Il nostro obiettivo è quello di consolidare il mercato italiano e ampliare la distribuzione in Europa, partendo dai mercati più affini al nostro, come la Spagna e la Francia». C’è poi il capitolo digitale: «Abbiamo un e-commerce che funziona bene con i clienti fidelizzati e giovani - spiega Paolo Re -; puntiamo a sviluppare il canale digitale come strumento che, attraverso il racconto dei valori del brand, sappia portare i clienti in negozio».
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Nel complesso l’obiettivo di Recarlo è quello di «avere una distribuzione il più possibile selezionata e qualificata. Teniamo molto alla formazione del personale, tanto che la nostra Academy organizza corsi dedicati ai gioiellieri nostri partner commerciali affinché il rituale di vendita rispecchi i valori del brand». I consumatori, infatti, sono sempre più interessati ai valori dei marchi e acquistano prodotti che rappresentano i propri valori.
Impegno nella sostenibilità
Tra quelli di Recarlo c’è senza dubbio la sostenibilità. Proprio nel febbraio di quest’anno l’azienda ha presentato un nuovo piano d’azione (messo a punto con la Eco Age di Livia Firth) che si intitola “Our promise to you” - il nome strizza l’occhio alla “promessa” che gli anelli di fidanzamento suggellano - e garantisce alla clientela un impegno sempre maggiore sia sul fronte dell’impatto ambientale sia su quello dell’etica.
Lo racconta meglio Paolo Re: «Stiamo implementando un sistema di monitoraggio dell’impatto ambientale della Recarlo. Attualmente impieghiamo al 100% energia autoprodotta da fonti rinnovabili e utilizziamo materiali rinnovabili e certificati per creare i nostri gioielli. L’obiettivo, tuttavia, è creare una vera e propria filiera green: è questo l’impegno che, come azienda e come famiglia, abbiamo voluto prendere con i nostri clienti».
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Scendendo nel dettaglio, la maison utilizza esclusivamente diamanti naturali provenienti da Paesi che aderiscono al programma mondiale di autoregolamentazione Kimberley Process e ha ottenuto la certificazione del Responsible Jewellery Council.
Artigianalità e tradizione
Il concetto di sostenibilità è insito nell’identità dell’azienda, fondata nel 1967, la cui manifattura ha sede nel distretto orafo di Valenza Po: i gioielli sono creati in Italia da artigiani altamente specializzati con tecniche di lavorazione che si tramandano di generazione in generazione.
Così come i gioielli: «Chi compra oggi lo fa anche per tramandarli alle nuove generazioni», chiosa il ceo. Una forma di sostenibilità anche questa, in fondo.
In questa puntata parliamo dei nuovi mutui fino a 40 anni che possono aumentare la cifra finanziabile per gli under 36; delle nuove regole europee sugli imballaggi e di cosa cambia per imprese e consumatori;...