Real estate: compro casa, ma solo con la membership
Acquistare una villa, un casale o un appartamento, in un contesto hospitality, con annesso un circolo privato solo per i residenti. Il club è la nuova tendenza del mercato immobiliare, da Antigua alla Toscana.
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C’è un inatteso connubio tra le branded residence – le ville private di lusso nelle aree vacanza, che fanno capo a un brand d’hôtellerie – e i club esclusivi. Due mondi a crescita sostenuta che traggono vantaggio l’uno dall’altro e che stanno delineando una nuova tendenza. Se il settore delle ville è già da qualche anno la nuova frontiera del mercato immobiliare di lusso, oggi, secondo la Global Branded Residence Survey 2025 di Knight Frank, fa parte di un segmento che continuerà a crescere grazie anche alla diversificazione geografica e all’affiliazione a nuovi brand non alberghieri (in questo momento per l’83 per cento sono legate all’hôtellerie), sino a superare i mille progetti entro il 2030, contro i 611 attuali. I members club sono, invece, un format per lo più importato da Gran Bretagna e Stati Uniti: nel tempo si sono liberati del cliché vecchio stampo di destinazione per soli uomini, establishment style. Nei club di nuova generazione, si partecipa a eventi culturali a porte chiuse e si accede a una comunità globale in contesti affini al proprio mondo: convivialità, networking e idee che si alimentano in spazi dedicati. Dal dialogo di queste due realtà prende forma un nuovo fenomeno, diffuso in tutto il mondo e arrivato anche in Italia: acquistare un immobile, che sia una villa, un casale o un appartamento, per lo più in un contesto hospitality, con annesso un club privato per i residenti.
Un progetto di ville di lusso con club già esistente è il Four Seasons Private Residences Los Cabos: disegnate su misura dallo studio Guerin Glass Architects di Brooklyn, le abitazioni sono situate lungo un tratto di costa di oltre tre chilometri sull’East Cape della penisola della Baja California, in Messico. I residenti hanno accesso al Beach & Yacht Club, come parte della proprietà di Costa Palmas, e al Golf Club 18 buche progettato da Robert Trent Jones. Grazie a concierge dedicati, ogni volta che si “apre” casa, la si trova pulita, accogliente, con il frigorifero ricolmo e tanti dettagli personalizzati.
Guardando al futuro, Casa Cipriani Miami, in apertura nel 2028, avrà una importante componente residenziale. Sviluppata da 13th Floor Investments e Midtown Equities, la prima sede del club privato in Florida comprenderà, oltre a un boutique hotel nello stesso grattacielo di 17 piani sul mare, anche 23 residenze private. Il progetto vuole essere una reinterpretazione contemporanea del fascino Art Déco della Miami degli anni Trenta, progettata dai newyorchesi Brandon Haw. «Pur mantenendo l’essenza di Casa Cipriani, che integra atmosfera, servizio e privacy con suite di lusso, esperienze gastronomiche e percorsi di benessere, ogni sede possiede una propria identità. Il concetto di club è centrale per noi e il numero limitato di residenze permette di entrare a far parte di un circolo selettivo, partecipare a tutte le attività e avere accesso a un’area riservata. I residenti, in più, avranno una piscina privata, una palestra e l’ingresso al piano wellness», fanno sapere da Casa Cipriani, che tra l’altro ha avviato, sempre negli Stati Uniti, le vendite di Punta del Este Resort, Residences & Casino, il più grande investimento nella storia della città, con la prima torre residenziale in arrivo nel 2028 e appartamenti a partire da 1,9 milioni di dollari.
Sempre oltreoceano, il brand Nikki Beach, fondato proprio a Miami Beach nel 1998, è diventato un’azienda multiforme nel campo dell’hospitality e si sta espandendo anche con residenze private. Se quelle di Dubai sono state tutte vendute, c’è tempo per valutarne una al Nikki Beach Residences Antigua a partire dalla prossima primavera: il progetto, sviluppato da White Sand Development, consiste in 134 appartamenti, di cui sette ville. In apertura nel 2029, le ville sono turnkey, ovvero chiavi in mano, con elementi eco-friendly e tecnologie all’avanguardia, e idonee ai programmi di Citizenship by Investment (CIP), interessanti per chi cerca una seconda cittadinanza con vantaggi fiscali e mobilità internazionale. Tra gli altri privilegi, l’accesso al Residence Owners’ Lounge e alla palestra, oltre che al Beach Club, ai ristoranti e a una grande Spa. «Le nostre dimore stabiliscono un nuovo standard di vita nei Caraibi», afferma Lucia Penrod, co-fondatrice del gruppo. «Non si tratta solo di immobili di lusso in vendita, ma di un invito a far parte di una comunità che ama il nostro stile di vita, dove musica, gastronomia, intrattenimento, moda, cinema e arte si uniscono».
In Europa, tra i progetti più attesi che sposano il concetto di real estate con club, spicca il JNcQUOI Club Comporta, sulla costa meridionale del Portogallo. Previsto per il 2028, è firmato, come il suo Beach Club, dall’architetto Vincent Van Duysen. Immerso in una riserva protetta di 164 ettari e con un chilometro di spiaggia privata, includerà, oltre a un hotel con 34 suite, una collezione di 64 residenze private con maggiordomi in-house, mentre il Beach Club e il ristorante Deli Comporta sono già stati inaugurati. Una meta fatta di eleganza discreta e bellezza selvaggia, al cui centro si trova The Clubhouse, che ospiterà eventi culturali, ristoranti, una cantina, una cigar lounge e una boutique, oltre all’Athletic Club & Spa, con sale dedicate alla longevità e agli allenamenti ad alte prestazioni. «È un ecosistema completo, dove i proprietari delle ville, i soci e i viaggiatori più esigenti possono trovare una vera casa e provare un autentico senso di appartenenza, sia con gli altri proprietari sia entrando in contatto con la cultura locale. È il privilegio del comfort senza complicazioni e il lusso di apprezzare ciò che oggi è raro: tempo, natura incontaminata, spazio, quiete interiore e connessioni umane», spiega Miguel Guedes de Sousa, fondatore del gruppo Amorim Luxury, proprietario di JNcQUOI.













