Investimenti

Real estate: compro casa, ma solo con la membership

Acquistare una villa, un casale o un appartamento, in un contesto hospitality, con annesso un circolo privato solo per i residenti. Il club è la nuova tendenza del mercato immobiliare, da Antigua alla Toscana.

di Mariangela Rossi

Accanto al borgo medioevale di Castelfalfi, un progetto indipendente, Tenuta Toscana - Golf & Field Club: avrà 80 residenze di design, parte di The Lodging Club.

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C’è un inatteso connubio tra le branded residence – le ville private di lusso nelle aree vacanza, che fanno capo a un brand d’hôtellerie – e i club esclusivi. Due mondi a crescita sostenuta che traggono vantaggio l’uno dall’altro e che stanno delineando una nuova tendenza. Se il settore delle ville è già da qualche anno la nuova frontiera del mercato immobiliare di lusso, oggi, secondo la Global Branded Residence Survey 2025 di Knight Frank, fa parte di un segmento che continuerà a crescere grazie anche alla diversificazione geografica e all’affiliazione a nuovi brand non alberghieri (in questo momento per l’83 per cento sono legate all’hôtellerie), sino a superare i mille progetti entro il 2030, contro i 611 attuali. I members club sono, invece, un format per lo più importato da Gran Bretagna e Stati Uniti: nel tempo si sono liberati del cliché vecchio stampo di destinazione per soli uomini, establishment style. Nei club di nuova generazione, si partecipa a eventi culturali a porte chiuse e si accede a una comunità globale in contesti affini al proprio mondo: convivialità, networking e idee che si alimentano in spazi dedicati. Dal dialogo di queste due realtà prende forma un nuovo fenomeno, diffuso in tutto il mondo e arrivato anche in Italia: acquistare un immobile, che sia una villa, un casale o un appartamento, per lo più in un contesto hospitality, con annesso un club privato per i residenti.

Il progetto londinese The Whiteley, a cura di Foster +Partners: 139 residenze esclusive, tra cui 14 appartamenti serviti Six Senses.

Un progetto di ville di lusso con club già esistente è il Four Seasons Private Residences Los Cabos: disegnate su misura dallo studio Guerin Glass Architects di Brooklyn, le abitazioni sono situate lungo un tratto di costa di oltre tre chilometri sull’East Cape della penisola della Baja California, in Messico. I residenti hanno accesso al Beach & Yacht Club, come parte della proprietà di Costa Palmas, e al Golf Club 18 buche progettato da Robert Trent Jones. Grazie a concierge dedicati, ogni volta che si “apre” casa, la si trova pulita, accogliente, con il frigorifero ricolmo e tanti dettagli personalizzati.

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L’hotel Six Senses da 109 camere con servizi da club, come l’accesso ai campi di padel.

Guardando al futuro, Casa Cipriani Miami, in apertura nel 2028, avrà una importante componente residenziale. Sviluppata da 13th Floor Investments e Midtown Equities, la prima sede del club privato in Florida comprenderà, oltre a un boutique hotel nello stesso grattacielo di 17 piani sul mare, anche 23 residenze private. Il progetto vuole essere una reinterpretazione contemporanea del fascino Art Déco della Miami degli anni Trenta, progettata dai newyorchesi Brandon Haw. «Pur mantenendo l’essenza di Casa Cipriani, che integra atmosfera, servizio e privacy con suite di lusso, esperienze gastronomiche e percorsi di benessere, ogni sede possiede una propria identità. Il concetto di club è centrale per noi e il numero limitato di residenze permette di entrare a far parte di un circolo selettivo, partecipare a tutte le attività e avere accesso a un’area riservata. I residenti, in più, avranno una piscina privata, una palestra e l’ingresso al piano wellness», fanno sapere da Casa Cipriani, che tra l’altro ha avviato, sempre negli Stati Uniti, le vendite di Punta del Este Resort, Residences & Casino, il più grande investimento nella storia della città, con la prima torre residenziale in arrivo nel 2028 e appartamenti a partire da 1,9 milioni di dollari.

La Sunset Villa 9 di Four Seasons Private Residences Los Cabos a Costa Palmas, in Messico.

Sempre oltreoceano, il brand Nikki Beach, fondato proprio a Miami Beach nel 1998, è diventato un’azienda multiforme nel campo dell’hospitality e si sta espandendo anche con residenze private. Se quelle di Dubai sono state tutte vendute, c’è tempo per valutarne una al Nikki Beach Residences Antigua a partire dalla prossima primavera: il progetto, sviluppato da White Sand Development, consiste in 134 appartamenti, di cui sette ville. In apertura nel 2029, le ville sono turnkey, ovvero chiavi in mano, con elementi eco-friendly e tecnologie all’avanguardia, e idonee ai programmi di Citizenship by Investment (CIP), interessanti per chi cerca una seconda cittadinanza con vantaggi fiscali e mobilità internazionale. Tra gli altri privilegi, l’accesso al Residence Owners’ Lounge e alla palestra, oltre che al Beach Club, ai ristoranti e a una grande Spa. «Le nostre dimore stabiliscono un nuovo standard di vita nei Caraibi», afferma Lucia Penrod, co-fondatrice del gruppo. «Non si tratta solo di immobili di lusso in vendita, ma di un invito a far parte di una comunità che ama il nostro stile di vita, dove musica, gastronomia, intrattenimento, moda, cinema e arte si uniscono».

Un’area dining progettata da Sims Hilditch per The OWO Residences by Raffles, Londra.

In Europa, tra i progetti più attesi che sposano il concetto di real estate con club, spicca il JNcQUOI Club Comporta, sulla costa meridionale del Portogallo. Previsto per il 2028, è firmato, come il suo Beach Club, dall’architetto Vincent Van Duysen. Immerso in una riserva protetta di 164 ettari e con un chilometro di spiaggia privata, includerà, oltre a un hotel con 34 suite, una collezione di 64 residenze private con maggiordomi in-house, mentre il Beach Club e il ristorante Deli Comporta sono già stati inaugurati. Una meta fatta di eleganza discreta e bellezza selvaggia, al cui centro si trova The Clubhouse, che ospiterà eventi culturali, ristoranti, una cantina, una cigar lounge e una boutique, oltre all’Athletic Club & Spa, con sale dedicate alla longevità e agli allenamenti ad alte prestazioni. «È un ecosistema completo, dove i proprietari delle ville, i soci e i viaggiatori più esigenti possono trovare una vera casa e provare un autentico senso di appartenenza, sia con gli altri proprietari sia entrando in contatto con la cultura locale. È il privilegio del comfort senza complicazioni e il lusso di apprezzare ciò che oggi è raro: tempo, natura incontaminata, spazio, quiete interiore e connessioni umane», spiega Miguel Guedes de Sousa, fondatore del gruppo Amorim Luxury, proprietario di JNcQUOI.

Anche a Londra la formula dei members club, profondamente radicata, si avvicina alle luxury residence, spesso con una connotazione orientata al benessere. La sede dello storico War Office a Whitehall, teatro di momenti cruciali della storia britannica – da ex quartier generale del ministero della Difesa ospitava gli uffici di Sir Winston Churchill, Lord Haldane e Ian Fleming, l’autore di James Bond – è stato trasformato in un hotel e nelle prime residenze a marchio Raffles nella Gran Bretagna e in Europa. Dopo essere rimasto chiuso al pubblico per oltre un secolo, l’edificio è diventato The OWO Residences by Raffles, sviluppato da Westminster Development Services, e ha riaperto le porte insieme all’hotel, inaugurato da Sua Altezza Reale la principessa Anna, con 85 appartamenti progettati dagli interior designer di 1508 London e 2.800 metri quadrati di servizi per i residenti. Sale e giardino privati, un lounge club, l’accesso all’Health Club & Spa Raffles at The OWO, gestito da Pillar Wellbeing e da Guerlain, concierge dedicati, una sala cinema esclusiva e tariffe preferenziali nei ristoranti e bar dell’hotel. La proprietà, il gruppo Hinduja, colosso attivo in undici settori con oltre 150mila dipendenti in 38 Paesi, fondato dall’omonima famiglia anglo-indiana – Gopichand Hinduja è l’uomo più ricco del Regno Unito secondo la Sunday Times Rich List –, ha voluto lasciare un segno concreto nella storia della capitale. Completamente top secret i nomi degli acquirenti, ma fra loro ci sono anche proprietari italiani: la comunità è internazionale, attratta dal fascino di vivere in un landmark storico proprio nel cuore di Londra.

Altri progetti residenziali legati ai club privati sono in corso nella capitale britannica. The Whiteley, ex grande magazzino Art Déco a Bayswater, è stato convertito in 139 dimore, di cui 34 ancora in vendita e 14 appartamenti firmati Six Senses, accanto all’omonimo hotel. Il disegno architettonico, curato dallo studio Foster + Partners, segna una svolta per l’area di Queensway perché si inserisce in un progetto di riqualificazione da 3 miliardi di sterline, che ne cambierà totalmente l’aspetto, anche con interventi sullo spazio pubblico. Mentre The Whiteley ha già accolto i primi residenti nel 2024, con servizi come concierge dedicati, la biblioteca e la Sports Hall, per gli appartamenti, l’hotel e il club privato di Six Senses l’attesa è quasi finita: aprono quest’anno. «Il Six Senses Private Club è stato ideato come un hub comunitario per The Whiteley (i proprietari delle residenze avranno l’accesso gratuito per i primi due anni, ndr). È un nuovo concept che unisce benessere, socialità e sostenibilità e accoglie persone che abbracciano i nostri valori: un social club dedicato al wellness», racconta Nick Yarnell, regional general manager di Six Senses.

Il rendering di una villa con piscina del JNcQUOI Club a Comporta, in Portogallo.

L’Italia, nel frattempo, non è rimasta a guardare, anche se, per il momento, i grandi developer e investitori nel settore real estate sono stranieri. Tra i pionieri, dopo il successo dello sviluppo sulle Dolomiti, c’è Lefay Resort & Spa Lago di Garda, da poco entrato nel segmento delle branded residence, primo caso italiano all’interno di una spa destination. Sospese tra cielo e lago, le Sky Pool Villa applicano le pratiche eco implementate nel resort, certificato Green Globe. «Quello della sostenibilità, anche nelle nostre ville, dotate di tecnologie molto innovative, è una scelta identitaria strategica», racconta Susanna Sieff, chief sustainability officer. Il loro Lefay Club, che sarà presente anche nei futuri resort di Montalcino e di Crans Montana previsti per la fine del 2027, offre vari benefit esclusivi per i proprietari: oltre a scontistiche sui servizi e sulla ristorazione, è prevista la disponibilità di un residential concierge personale che provvede a ogni richiesta, che sia la privatizzazione di una sala, un benvenuto speciale all’arrivo o la priorità sui trattamenti alla Spa, quando, per esempio, è prevista la residency di terapisti speciali, come la nota facialist Nichola Joss.

Il modello members-only di Discovery Land Company, che da oltre 30 anni crea comunità private nel mondo, sta sbarcando accanto al borgo medioevale di Castelfalfi, in 25 ettari di vigneti e 40 di uliveti tra Pisa e Firenze, con un progetto indipendente, Tenuta Toscana - Golf & Field Club: avrà 80 residenze di design, parte di The Lodging Club, e alcuni casali storici, restaurati dallo studio Marco Casa monti/Archea Associati e già disponibili per l’acquisto. Una community residenziale per i soci-proprietari e i loro ospiti, che avranno accesso all’intera tenuta, al campo da golf con 18 buche, progettato da Tom Fazio, alla riserva di caccia per escursioni guidate, a degustazioni di vino e olio con le proprie etichette riservate e a varie attività (dai corsi di cucina alla ricerca di tartufi con esperti). Per farne parte non è indispensabile possedere un’intera proprietà, perché The Lodging Club, con una quota di 2 milioni di euro, offre anche soggiorni flessibili nelle residenze con tutti i servizi. «La Toscana rappresenta l’apice di uno stile di vita raffinato e semplice. Sarà la destinazione ideale per i membri che desiderano del tempo per sé, per rilassarsi e ritrovarsi con le proprie famiglie», spiega Mike Meldman, fondatore di Discovery Land Company. E i dati sullo sviluppo di questo modello immobiliare nel mondo, sembrano confermare che ci sia spazio di crescita anche per l’Italia.

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