Assicurazioni

Rc auto, faro del Mimit sui divari territoriali: ecco le Regioni e le Province più care

Al tavolo con Ivass, Ania e Unipol. Sullo sfondo le segnalazioni sui premi più elevati nel Mezzogiorno e le ipotesi di revisione dei criteri territoriali

di Redazione Roma

Imagoeconomica

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I divari territoriali nel costo delle polizze Rc Auto finiscono al centro del confronto tra Governo, autorità di vigilanza e compagnie assicurative. Il tema è stato affrontato al ministero delle Imprese e del Made in Italy nel corso di un tavolo apposito presieduto dal ministro Adolfo Urso, con la partecipazione di Ivass, Ania, Unipol e del Garante per la sorveglianza dei prezzi.

Nel corso dell’incontro l’attenzione si è concentrata sull’andamento del mercato Rc Auto, sull’evoluzione dei premi e in particolare sulle segnalazioni arrivate al Mimit riguardo gli aumenti delle tariffe e le differenze territoriali nei costi delle polizze, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno.

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I dati

Partiamo dai dati. Gli ultimi disponibili sono quelli del quarto trimestre 2025 pubblicati da Ivass nel bollettino Iper. Prima dei numeri, però, va chiarito un punto chiave: il costo dell’Rc Auto è particolarmente alto in alcune Regioni perché a incidere è soprattutto il livello di sinistrosità, cioè la frequenza e il costo medio dei sinistri registrati sul territorio, insieme ad altri fattori come il rischio di frodi, la concentrazione del traffico, la densità urbana e la storia assicurativa delle aree.

Per questo motivo il Sud non è sempre più caro del Nord. Prendiamo la Toscana, ad esempio, che è tra le Regioni più care e, tra le prime 10 province, ne porta 6. È pur vero, comunque, che la Campania è la più rappresentata sia tra le Regioni che tra le province. Nel primo caso, è quella con il premio medio più elevato (531 euro), seguita da Lazio (492,3), Toscana (485), Liguria (453,6) e Marche (429,1). Tra le province, invece, la classifica vede in testa Napoli con un premio medio di 604,7 euro, davanti a Prato (593,2), Caserta (544,3), Pistoia (530,5) e Massa-Carrara (523,5). Seguono Firenze (520,1), Roma (516,3), Lucca (497,9), Pisa (493,5) e Genova (492,9).

Dando uno sguardo alle realtà meno care, ci sono anche dei casi meridionali. Le cinque Regioni meno care sono Basilicata (328,6), Molise (342,4), Friuli Venezia Giulia (349,5), Valle d’Aosta (352,5) e Trentino-Alto Adige (374,1); mentre le province sono Potenza (312,6 euro), Enna (320,1), Oristano (321,7), Campobasso (333,8), Pordenone (338,7), Belluno (340,4).

La questione sollevata al ministero

I divari territoriali, appunto, sono stati sottolineato proprio dal rapporto Ivass. E la questione è stata portata all’attenzione del ministero sia tramite segnalazioni che, alla Camera, con un question time sul tema. Urso, in occasione del primo tavolo convocato sul tema, ha detto che è «necessario proseguire il confronto con tutti gli attori del settore per individuare soluzioni che, nel rispetto delle regole del mercato e della libertà delle compagnie assicurative nella definizione delle tariffe, favoriscano una maggiore equità e trasparenza».

Al vaglio soluzioni per diverse modalità di calcolo dei premi

Nel corso della riunione, le parti presenti al tavolo hanno condiviso la consapevolezza che, nell’attuale quadro normativo, la determinazione delle tariffe rientra nell’autonomia delle compagnie assicurative che operano in regime di libera concorrenza. Al tempo stesso, al termine dell’incontro, è emersa l’opportunità di avviare incontri tecnici finalizzati alla realizzazione di strumenti amministrativi, legislativi e di comunicazione per studiare diverse modalità di calcolo dei premi e analizzare le attuali aggregazioni territoriali nel sistema del risarcimento diretto.

L’obiettivo indicato è favorire una mutualità più equa nel settore Rc Auto e valorizzare maggiormente il comportamento virtuoso degli assicurati.Il Tavolo ha infine confermato l’impegno a proseguire il confronto tra istituzioni, autorità di vigilanza e operatori del settore per monitorare l’evoluzione del mercato assicurativo e individuare misure utili a rafforzarne efficienza, competitività e sostenibilità.

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