Edizioni limitate

Raritas, in vetrina collectible ma anche artigianato e qualità

Oggetti speciali, pezzi rari, edizioni limitate assumono un ruolo progettuale

di Cristina Kiran Piotti

La Galleria Nilufar, 12 Chairs for Meditations di Andres Reisinger.

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

La 64ª edizione del Salone del Mobile segna un passaggio tanto discreto quanto significativo: nel cuore della più importante piattaforma internazionale del design industriale fa il suo ingresso, per la prima volta in modo strutturato, il design da collezione. Nei padiglioni 9 e 11 di Rho Fiera nasce così Salone Raritas, un progetto che intercetta e rende visibile una trasformazione già in atto nel sistema.

Sulla carta, l’operazione è ambiziosa: far convivere il modello fieristico e l’epicentro dell’industria del mobile con edizioni limitate, antiquariato e alta manifattura. Nei fatti, parliamo di un’evoluzione quasi inevitabile. «Sono anni che teniamo le antenne dritte e ci siamo resi conto che il sistema del design è cambiato - spiega Annalisa Rosso, editorial e cultural director, advisor del Salone del Mobile -. Un tempo la dicotomia era netta: da una parte il collectible, la ricerca, la libertà di linguaggio, dall’altra l’industriale, più legato all’approfondimento. Oggi i due poli si sono avvicinati tanto da quasi sovrapporsi, anche a livello di macro-sistema del design».

Loading...

Sempre più aziende lavorano su edizioni limitate e personalizzazione, mentre interior designer, architetti e developer cercano elementi capaci di definire un’identità, pezzi rari, che rendano un progetto peculiare. «Il legame con oggetti speciali, che portano con sé una storia e un’unicità, è universale. Ed è diventato un valore progettuale».

Sotto la curatela di Annalisa Rosso, il progetto espositivo prende forma grazie a Formafantasma, che interpreta Raritas come un ambiente che rivendica la propria materialità e si pone come dispositivo capace di valorizzare, senza sovrastarli, i racconti degli oggetti. L’allestimento trova un equilibrio sottile tra identità e apertura, attraverso un linguaggio cromatico e materico condiviso che lascia spazio a declinazioni personali e misurate. Più che una sezione, Salone Raritas si presenta come una piattaforma curatoriale articolata, pensata per intrecciare il lavoro di circa 28 espositori di alto livello in un racconto continuo, capace di attraversare linguaggi, epoche e approcci differenti. Per questo a Raritas si spazia dal tempio del collectible design internazionale, la galleria milanese Nilufar, a un progetto speciale di Sabine Marcelis, fino alla storica fornace Salviati riletta attraverso lo sguardo colorato e contemporaneo di Draga & Aurel. Il percorso attraversa poi il modernismo tropicale dalla brasiliana Mercado Moderno, le iconiche sculture di Claude e François-Xavier Lalanne portate dalla parigina Galerie Mitterrand, le ricerche della visionaria galleria inglese Max Radford Gallery e l’antiquariato di alta gamma della raffinata Brun Fine Art. A completare il quadro, il dialogo tra materiali e tecnologie di Bianco67 con Parasite 2.0 e la nuova collaborazione tra Zaha Hadid Architects e Neutra, a sottolineare un approccio che unisce epoche, linguaggi e geografie diverse in un unico racconto coerente.

«L’abbiamo chiamata Ratitas proprio perché non c’è solo collectible: c’è antiquariato, c’è artigianato. Il minimo comune denominatore è l’unicità. Che sta anche nella diversità degli approcci: c’è chi guarda allo storico, chi al moderno, chi agli anni Duemila - continua Rosso -. In una sezione volutamente piccola, vogliamo offrire risposte a progetti molto diversi: dal domestico e residenziale di alto livello ai grandi progetti di hospitality fino al contract di taglia maxi. Penso poi ad architetti e interior designer che lavorano già con i collezionisti: al Salone ora troveranno un servizio in più».

La presenza di realtà tra le più attive e amate durante la Design Week meneghina conferma questa direzione. «Nilufar è un esempio perfetto: in città continuerà a lavorare con il suo pubblico, mentre al Salone intercetterà il un pubblico business-to-business. Poi certo, ci aspettiamo anche collezionisti e curiosi, ma il vero obiettivo è mettere in contatto questi espositori con un grande mercato meno abituato a muoversi in questo segmento», conclude.

In questo senso, Raritas non è solo una novità espositiva, ma un dispositivo culturale e strategico: un luogo in cui linguaggi, mercati e approcci diversi entrano in relazione. Una soglia, più che una sezione, attraverso cui riconoscere, e accompagnare, l’evoluzione del design contemporaneo.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter RealEstate+

La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti

Abbonati