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Rapporto Istat: a rischio per consumo di alcol 8 milioni di italiani, è boom di e-cig

Per quanto riguarda l’eccesso di peso si osservano anche marcate differenze rispetto al titolo di studio. Tra le persone laureate la prevalenza di eccesso di peso è pari al 35,9% (28,9% in sovrappeso e 7,0% obese), sale al 47,1% tra i diplomati (35,7% in sovrappeso e 11,4% obese) e raggiunge il 56,4% (15,5% e 40,9%) tra quanti hanno al massimo la licenza media

di Redazione Roma

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Una fotografia dell’Italia dei “vizi”, e degli stili di vita che aumentano il rischio di sviluppare patologie croniche, viene fuori dal report Istat “Fattori di rischio per la salute: peso, sedentarietà, fumo e alcol (anno 2025)” pubblicato mercoledì primo aprile.

Più consumo di alcol a rischio nel Nord, e più fumatori nel Mezzogiorno

Le prevalenze più elevate di consumo di alcol a rischio si osservano specialmente nel Nord-est (17,9%) che precede di un solo punto percentuale il Nord-ovest (16,9%). Più distante la prevalenza di consumatori di alcol a rischio nel Centro (14,8%) e, soprattutto, nel Mezzogiorno (13,2% al Sud e 12,1% nelle Isole). Nel confronto con il 2024 si osserva un lieve aumento della prevalenza nelle regioni del Mezzogiorno (+0,6 punti) e, viceversa, una riduzione in quelle del Centro (-0,7) e del Nord (-0,6), con una conseguente lieve riduzione delle differenze territoriali esistenti. Il consumo di alcol a rischio è più elevato nei piccoli Comuni fino a 2mila abitanti (17,4%), mentre si mantiene più contenuto nei comuni periferie dell’area metropolitana (14,2%), nei Comuni centro delle aree metropolitane e nei grandi Comuni (14,6%).

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Dall’altro lato, analizzando la distribuzione sul territorio, si osservano quote analoghe di fumatori su quasi tutte le aree del Paese, con il Mezzogiorno (20%) lievemente davanti al Centro (19,8%) e al Nord (19,0%). Tra il 2024 e il 2025 il report dell’Istat registra un lieve ma significativo incremento della quota di fumatori nelle regioni insulari (dal 21,6% al 22,3%) che segue il trend di aumento degli ultimi 10 anni (in questa ripartizione geografica nel 2015 i fumatori erano il 19,3%).

Otto milioni di persone consumatrici di alcol a rischio

In generale, nel 2025 il 15,1% della popolazione di 11 anni e più (pari a 8 milioni e 79mila persone) ha almeno un comportamento a rischio di consumo di bevande alcoliche (consumo abituale eccedentario o ubriacature, il cosiddetto binge drinking). Tra gli uomini la quota è pari al 21,3% (5 milioni 565mila persone) mentre tra le donne è pari al 9,1% (2 milioni 515mila). Si riscontra una sostanziale stabilità nella proporzione dei consumatori a rischio rispetto al 2024 (15,0%). Il consumo abituale eccedentario riguarda l’8,3% della popolazione (11,4% gli uomini, 5,3% le donne), il binge drinking l’8,2% (12,0% gli uomini, 4,6% le donne).

Oltre quattro adulti su 10 in eccesso di peso

L’indagine dell’ente statistico affronta anche la questione dell’eccesso di peso. Nel 2025 è pari al 46,4% la quota di persone di 18 anni e più in eccesso di peso, tra queste il 34,8% è in sovrappeso e l’11,6% in condizione di obesità (5 milioni 750mila persone). Il dato è stabile rispetto a quanto registrato nell’ultimo triennio (era pari al 46,3% nel 2023). Tuttavia, l’analisi degli ultimi 10 anni mette in evidenza un incremento di 1,3 punti percentuali, determinato dalla componente dell’indicatore relativa all’obesità, passata dal 9,8% all’11,6%. È diminuita leggermente, invece, la quota relativa al sovrappeso, passata dal 35,5% nel 2015 al 34,8% nel 2025. L’incremento dell’obesità nel tempo ha riguardato in egual misura uomini e donne, interessando soprattutto la popolazione di 18-54 anni (+2,4 punti percentuali), mentre nelle altre classi di età il fenomeno si è mantenuto complessivamente stabile.

... e un minore su quattro

Tra gli adulti l’eccesso di peso colpisce soprattutto gli uomini: nel 2025, infatti, il 55,1% degli uomini risulta in eccesso ponderale contro il 38,2% delle donne. Il divario è particolarmente evidente tra i 35 e i 59 anni, dove gli uomini superano le donne di oltre 20 punti percentuali. Questa differenza si riduce a circa 7 punti percentuali tra i 18 e i 34 anni e a circa 10 dai 75 anni in su. Anche nel caso specifico dell’obesità, le prevalenze sono più alte tra gli uomini, ma con differenze per età meno marcate, pari al massimo a quattro punti nell’età centrali. Il picco di prevalenza dell’obesità, sia per gli uomini sia per le donne, è a 65-74 anni: pari al 16,4% tra i primi e al 14,1% per le seconde. Dopo i 74 anni l’obesità si riduce (12,0% e 13,7%, rispettivamente). La quota di persone in eccesso di peso cresce all’aumentare dell’età. In particolare, il sovrappeso passa dal 16,8% nella fascia di età 18-24 anni al 41,6% tra le persone di 75 anni e più, mentre l’obesità varia dal 4,4% tra i 18-24 anni e il 15,2% tra i 65 e i 74 anni. Nella fascia di età dai 3 ai 17 anni nel biennio 2024-2025 poco più di un ragazzo su quattro (il 26,0%) risulta in eccesso di peso (per un totale di circa 2 milioni tra bambini e ragazzi). In modalità pressoché costante nel tempo, si osserva una maggiore diffusione tra i bambini di 3-10 anni, dove si raggiunge il 32,3%. Al crescere dell’età, il sovrappeso va diminuendo, fino a raggiungere il valore minimo tra gli adolescenti di 14-17 anni (17,9% in eccesso di peso). Come in passato, anche nel biennio 2024-2025 permane una forte differenza di genere anche tra i più piccoli, con valori più elevati di eccesso di peso tra i maschi (il 28,6% contro il 23,1%). Le differenze di genere si osservano specialmente a partire dalla classe di età 6-10 anni e aumentano nelle classi di età successive.

Più eccesso di peso e più sedentarietà tra le persone con basso titolo di studio

Per l’eccesso di peso si osservano anche marcate differenze rispetto al titolo di studio. Tra le persone laureate la prevalenza di eccesso di peso è pari al 35,9% (28,9% in sovrappeso e 7,0% obese), sale al 47,1% tra i diplomati (35,7% in sovrappeso e 11,4% obese) e raggiunge il 56,4% (15,5% e 40,9%) tra quanti hanno al massimo la licenza media. La prerogativa in base alla quale le persone con titolo di studio più elevato risultano meno esposte ai fattori di rischio dovuti all’eccesso di peso corporeo si riscontra in tutte le fasce di età, sia per gli uomini sia per le donne. Analogamente, anche i livelli di inattività fisica sono più elevati tra le persone con titolo di studio più basso: la prevalenza di chi non pratica né sport né attività fisica nel tempo libero è pari al 15,0% tra i laureati, sale al 26,1% tra i diplomati e raggiunge il 49,8% tra quanti hanno la licenza media. Le differenze più marcate si osservano nella fascia di età dei 25-44enni, dove la quota di persone con basso titolo di studio che non praticano sport o attività fisica è tre volte e mezzo quella di chi ha i titoli di studio più elevati (44,8% contro 12,6%).

In aumento il consumo di prodotti alternativi al fumo tradizionale

Dall’indagine emerge anche un altro aspetto. Negli ultimi anni, accanto alle tradizionali modalità di consumo di tabacco (sigarette, prevalentemente, ma anche sigari, pipa ecc.), si stanno affermando nuovi prodotti come le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato non bruciato (HnB). Sebbene tali prodotti coinvolgano ancora una fetta limitata della popolazione, il loro utilizzo è in continua crescita, soprattutto tra i giovani. Nel 2025 è pari al 7,4% la quota di popolazione di 11 anni e più che ha abitudine a utilizzare la sigaretta elettronica e/o i prodotti a tabacco riscaldato non bruciato, con una prevalenza abbastanza allineata tra uomini e donne (7,7% e 7,1%, rispettivamente). Tra questi, il 3,6% utilizza esclusivamente la sigaretta elettronica, l’1,8% solo i prodotti a tabacco riscaldato non bruciato e il 2,0% entrambe le tipologie di prodotto.

Il boom della e-cig

La sigaretta elettronica e i prodotti a tabacco riscaldato non sembrano, pertanto, rappresentare reali dispositivi per smettere di fumare, visto che la maggior parte di chi li utilizza continua anche a fumare sigarette tradizionali, rendendo il loro impiego un’aggiunta e non una reale alternativa. L’analisi in serie storica sull’utilizzo della sigaretta elettronica, monitorato a partire dal 2014, mostra un andamento in crescita: inizialmente lento, ma via via più rapido soprattutto a partire dal 2017. Nel 2014 gli utilizzatori di 11 anni e più erano circa 800mila, nel 2025 sono saliti a circa 3 milioni

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