La classifica internazionale

Ranking Cwur, il 79% degli atenei italiani peggiora. Prima Sapienza (129esima)

Su 66 università di casa nostra solo 13 migliorano rispetto al 2025, una resta uguale e 52 scendono. Harvard prima al mondo per il 15esimo anno

di Eugenio Bruno

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Una doccia fredda per le università italiane arriva dall’ultima classifica del Cwur. Secondo l’edizione 2026 del Global 2000 del Center for world university rankings, il 79% dei nostri atenei peggiora il suo posizionamento rispetto al 2025. La migliore resta Roma Sapienza, che scende però di quattro posizioni e si piazza al 129esimo posto di una classifica che vede in cima anche stavolta l’americana Harvard.

Istruzione universitaria italiana in calo

In totale le università italiane presenti nella graduatoria elaborata dall’Agenzia specializzata con sede negli Emirati Arabi Uniti sono 66. Di queste, solo 13 migliorano la propria posizione rispetto all’anno precedente, una mantiene la stessa posizione e 52 perdono posizioni. Un declino imputabile soprattutto alle scarse performances in ricerca.

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Della Sapienza e delle quattro posizioni perse abbiamo detto. Ne perde quattro anche la seconda di casa nostra, Padova, che arriva al 182° posto, mentre Milano Statale scende di tre posizioni, raggiungendo la 194esima piazza. Alle loro spalle troviamo Bologna (208° posto) e Napoli Federico II (243° posto). Completano la top ten italiana le università di Torino (245°), Firenze (273°), Pisa (293°), Genova (294°) e Pavia (335°).

Per Nadim Mahassen, presidente del Cwur, «il declino delle università italiane riflette anni di finanziamenti inadeguati e la svalutazione della scienza e dell’istruzione come beni pubblici. Le università italiane faticano a offrire un’istruzione di alta qualità, ad attrarre e trattenere talenti e a produrre ricerca di qualità su larga scala. Non si tratta solo di un problema accademico - aggiunge - ma nazionale, perché l’erosione del sistema di istruzione superiore italiano mina lo sviluppo scientifico, l’innovazione e il futuro a lungo termine del Paese»

La top 10

Harvard è al primo posto a livello mondiale per il 15esimo anno consecutivo ed è seguita da altre due istituzioni private statunitensi, il Mit e Stanford, mentre le britanniche Cambridge e Oxford, rispettivamente quarta e quinta, sono le università pubbliche di istruzione superiore con il ranking più alto al mondo. Il resto della top ten mondiale è completato da università private statunitensi: Princeton, Pennsylvania, Columbia, Yale e Chicago.

Gli Stati Uniti, pur occupando otto delle prime dieci posizioni a livello mondiale, si trovano ad affrontare una forte concorrenza nelle posizioni inferiori della classifica. Nella Global 2000, 36 istituzioni statunitensi migliorano la loro posizione rispetto all’anno scorso, 25 mantengono la stessa posizione e 252 perdono posizioni.

Il resto del mondo

L’Europa rimane un attore di primo piano nella classifica, con 620 istituzioni tra le prime 2000, ma il quadro generale per il 2026 appare poco incoraggiante a causa della crescente concorrenza globale.

Il quadro per l’Asia è variegato. La rapida ascesa della Cina in classifica è dovuta ai continui investimenti del paese nell’istruzione superiore. Il 98% delle università cinesi ha ottenuto un punteggio migliore rispetto all’anno scorso, con l’università Tsinghua in testa, al 36° posto. Nel complesso, la Cina è il paese più rappresentato nella classifica Global 2000 con 360 rappresentanti, rispetto ai 346 di un anno fa.

Sebbene l’Università di Tokyo rimanga l’istituto asiatico con il punteggio più alto, classificandosi al 13° posto a livello mondiale, il 92% dei 102 rappresentanti giapponesi nella Global 2000 ha perso posizioni quest’anno a causa dei tagli ai finanziamenti governativi degli anni precedenti.

Nel frattempo, le università e gli istituti indiani hanno ottenuto risultati contrastanti quest’anno, con 32 istituti in ascesa e 34 in calo.

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