Innovazione

Raimondi (Procuratore capo di Trento): «La criminalità già usa l’intelligenza artificiale»

Al Festival dell’Economia di Trento focus su AI e super calcolatori. Renna (Fastweb): a luglio inaugureremo il nostro supercomputer comprato da Nvidia per dare spint alle nostre soluzioni di intelligenza artificiale

di Andrea Biondi

I super calcolatori che stanno cambiando la nostra vita Nella foto: Pierluigi DEPENTORI; Patrizio BIANCHI; Sandro RAIMONDI;  Barbara CAPUTO; Walter RENNA; Roberto SIAGRI;

4' di lettura

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L’occasione che si presenta con l’intelligenza artificiale è ben chiara anche alla criminalità organizzata. «C’è un cambiamento radicale che ha che fare con l’IA, internet, l’uso delle criptovalute: la ’ndrangheta compra bitcoin o altre criptocurrency. Cosa Nostra e soprattutto la ’Ndrangheta l’intelligenza artificiale la usano già». Lo premette in apertura del suo intervento al Festival dell’Economia di Trento: «Il mio - sottolinea il Procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi - è un grido d’aiuto. Perché ci siamo accorti che Cosa Nostra e la ’Ndrangheta, che ha un patrimonio e un assetto finanziario rilevantissimo, usano già l’intelligenza artificiale, hanno i loro superesperti e hanno già le attrezzature».

Intelligenza artificiale basilare per lavorare miliardi di dati

Il tema è quello sul tema “I super calcolatori che stanno cambiando la nostra vita”. E l’appello del Procuratore capo della Repubblica di Trento è a spingere con decisione l’acceleratore sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per combattere la criminalità organizzata. «L’IA può dare la possibilità di lavorare miliardi di dati per analisi importanti e veloci».

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E questo diventa basilare nelle sfide che per le Procure passano attraverso «il contrasto al riciclaggio, il traffico illecito dei rifiuti, l’altro è la frode dei prodotti petroliferi», aggiunge Raimondi ricordando anche «le forme di finanziamento del fanatismo islamico», ma chiosando con un messaggio di ottimismo: «Due anni fa abbiamo fatto un accordo con Cineca, Leonardo e Innova che lavoreranno con l’uso del supercomputer Hpc per l’effettuazione delle indagini preliminari». Quindi «la criminalità ha risorse e si sta muovendo sull’IA, ma noi abbiamo Cineca, Leonardo, eccellenze che possono essere d’aiuto oltre alle forse di polizia migliori del mondo, addestrate negli anni da due palestre: l’antiterrorismo e l’antimafia».

L’artificial intelligence quantistica

Insomma occorre crederci. Come occorre scommettere sugli investimenti sull’IA quantistica, ha aggiunto Roberto Siagri, amministratore delegato di Rotonium, startup di Quantum Computer Deep Tech. E questo perché «con quei calcolatori si potranno fare cose impossibili diversamente». Inutile nascondersi però: il tema è quello degli investimenti. «La battaglia non è ancora persa perché non ci sono applicazioni industriali ad ora. Altri Paesi però sono ben più avanti di noi. La Germania investe 5 miliardi; la Francia oltre 3; Il Regno Unito più di 4 in 5-10 anni». Obbligatorio dunque non perdere questo treno, «perchè dopo il 2030 ci saranno due tipi di impresa: quelle fallite e quelle che faranno uso intensivo di IA e IA quantistica».

Investimenti e continuità

Investimenti sì, ma serve la «continuità, non solo la quantità. Non si deve fare l’errore di cedere a una visione solo di breve o medio termine», aggiunge Barbara Caputo, docente del Politecnico di Torino. E accanto a questo, è inevitabile, c’è da considerare il tema della «formazione. Occorre considerare che si tratta di tecnologie che si muovono velocemente. La didattica frontale non ce la può fare e occorre tutti mettersi in gioco». I ragazzi però devono avere «il ferro, gli strumenti da implementare facendo esperienza concreta. Le infrastrutture pubbliche devono sostenere l’avanzata dell’Ia; c’è bisogno di adeguata formazione e di formazione tecnica».

L’ex ministro Bianchi: Fare sistema sulla formazione

Sulla formazione e sulla necessità di fare sistema ha molto puntato l’ex ministro dell’istuzione Patrizio Bianchi, con passato come rettore dell’Università di Ferrara, ex assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna. «Nella mia esperienza di Rettore e Presidente della Fondazione della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (la Crui, ndr) ho potuto constatare l’enormità di capacità e competenza delle Univertsità italiane che però non si parlano».

Non è un bene, «perché se si mette al centro il tema dei supercalcolatori, va detto anche che il la partita non si gioca solo sulla capacità di calcolo, ma anche sulla comprensione dei come si trasforma il mondo con i dati che si hanno a disposizione». Quindi c’è da «mettere insieme tutti. Il primo lavoro per chi vuole lavorare sui big data sono le persone. Metterle attorno a un tavolo. La crescita è basata su specializzazione e complementarità. Complementarierà vuol dire parlarsi. La crescita è interdiscipolinare». Peraltro, anche sul versante territoriale «non c’è spazio se non per l’Europa su certi temi. E’ la dimensione minima».

Renna (ad Fastweb): A luglio il nostro supercomputer

«La sfida grande è sviluppare un ecosistema di intelligenza artificiale in Italia perché ne va del futuro del nostro Paese», ha sottolineato dal canto suo l’ad di Fastweb, Walter Renna. «Abbiamo iniziato a creare un modello di AI generativa italiano, nativamente addestrato in italiano. Lo abbiamo fatto su due fronti: le infrastrutture e quindi porteremo in Italia grazie a una partnership con Nvidia - ha spiegato il manager - un supercomputer di nuova generazione; i dati di qualità in italiano per cui serve stringere accordi con editori, ne abbiamo fatto uno con Bignami, e poi utilizzare una serie di dati pubblici».

«Su questo modello generativo di intelligenza artificiale, capace di leggere la cultura e le sfumature della nostra lingua - ha aggiunto Renna - come Fastweb e come Paese, potremo permettere alle grandi aziende e alle pubbliche amministrazioni di innovare con sicurezza e responsabilità sviluppando servizi estremamente efficienti e verticali. Inaugureremo in un data center in Lombardia a luglio il nostro supercomputer, il primo in Italia di ultima generazione in partnership con Nvidia, ed entro la fine dell’anno lanceremo sul mercato i primi servizi»

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