Un uomo è seduto accanto a un bambino ferito in seguito a un attacco contro un’abitazione in cui si stava celebrando un matrimonio a Kuhestak, nel sud dell’Iran, in un ospedale di Menab, in Iran, nelle prime ore di mercoledì 2 settembre 2026. (Razieh Poudat/ISNA via AP)     Associated Press / LaPresse Solo Italia e Spagna APN

03 settembre 2026

Iran, colpite basi Usa negli Emirati e in Kuwait. Netanyahu: «Caduta del regime iraniano è a portata di mano»

Donald Trump rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz

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3 settembre 2026

Trump: Gli Usa controllano lo Stretto di Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che gli Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz. “Controlliamo lo Stretto di Hormuz. Abbiamo un grande controllo sullo Stretto di Hormuz. Stiamo eliminando 30-40 imbarcazioni a notte e da lì sta passando molto petrolio. Quindi controlliamo lo Stretto di Hormuz”, ha detto Trump a GBNews. Il 12 luglio, l’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino alla fine delle interferenze statunitensi nella regione, in seguito a un’altra ondata di scambi di attacchi tra le parti coinvolte nel conflitto. Il giorno successivo, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sarebbero diventati i “guardiani” dello Stretto di Hormuz. Ha inoltre ripristinato il blocco statunitense dei porti iraniani.

Il 18 agosto, Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz era aperto alla navigazione, ma il blocco rimane in vigore. Lo Stretto di Hormuz continua a essere una rotta fondamentale per il commercio energetico mondiale. In un contesto di crescenti tensioni regionali, il traffico marittimo attraverso lo stretto è diminuito sensibilmente. Negli ultimi giorni, il numero di navi in transito è sceso a poche unità, mentre le grandi petroliere e le navi per il trasporto di gas hanno praticamente smesso di utilizzare la rotta. Prima dell’escalation, circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e di gas naturale liquefatto transitava attraverso lo stretto.

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3 settembre 2026

Vance, transito petrolio a Hormuz quasi a livelli prima della guerra

Il transito di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz è tornato “quasi” ai livelli precedenti l’inizio del conflitto con l’Iran. Lo ha detto JD Vance nel corso di un briefing alla Casa Bianca. “Se torniamo indietro di tre mesi, per quanto riguarda il petrolio e il gas in uscita dallo Stretto di Hormuz, a causa delle minacce iraniane il flusso era praticamente nullo. Ora siamo quasi tornati alla situazione precedente” alla guerra, ha messo in evidenza.

3 settembre 2026

Vance: non parleremo con Iran fino a quando non smette di sparare alle navi

“Gli iraniani vorrebbero che dallo Stretto di Hormuz uscissero zero milioni di barili. Ieri sera ne sono usciti 15 milioni”. Lo ha detto JD Vance nel corso di un briefing alla Casa Bianca. “Non stiamo parlando” con l’Iran e “non ci parleremo finché non smetteranno di sparare contro le navi commerciali”, ha messo in evidenza.

Vance ha anche aggiunto, rispondendo a chi gli chiedeva se il conflitto finirà entro le elezioni di metà mandato: “Non so la risposta, dovreste chiedere agli iraniani. Non fisserò una scadenza artificiale per la fine della guerra in Iran”.

Vance ha inoltre affermato che gli sforzi degli Stati Uniti hanno evitato una crisi energetica globale, ribadendo che l’obiettivo principale delle operazioni militari di Washington contro Teheran è impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare. “Il secondo obiettivo di ciò che stiamo facendo in questo momento è proteggere la navigazione commerciale, per garantire che non si verifichi una crisi energetica mondiale”, ha dichiarato durante il briefing alla Casa Bianca. “L’unico motivo per cui non abbiamo una crisi energetica è la leadership del presidente, ma anche l’eccellente lavoro delle nostre forze armate”, ha aggiunto il vicepresidente, precisando che ieri 15 milioni di barili di petrolio sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz. “Non sono in corso operazioni di combattimento su larga scala”, ha quindi assicurato Vance, sottolineando che Washington “ha molti strumenti a propria disposizione”, nonostante l’assenza di canali diplomatici con Teheran.

3 settembre 2026

Libano, Idf: preso il controllo operativo dell’area di Ali Taher

L’esercito israeliano ha annunciato di aver preso “il controllo operativo dell’area” delle alture di Ali Taher, nel sud del Libano. “I soldati hanno ottenuto il controllo operativo dell’area, sia in superficie che nel sottosuolo, e hanno bonificato la zona dai terroristi. Alcuni terroristi sono stati eliminati, mentre altri sono fuggiti - si legge in un comunicato diffuso dalle Forze di difesa israeliane (Idf) - l’operazione per neutralizzare le infrastrutture sotterranee che sono state bonificate dai terroristi è tuttora in corso. Al termine dell’operazione, le Idf adegueranno il proprio assetto difensivo in base alla valutazione della situazione”.

3 settembre 2026

Iran, funerali della vittima dell’attacco USA durante un matrimonio

Decine di persone si sono radunate il funerale di una delle vittime del raid aereo statunitense che ha colpito un matrimonio a Kuhestak, lungo lo Stretto di Hormuz, il 1° settembre. Le autorità iraniane hanno dichiarato che almeno quattro persone, tra cui un bambino, sono rimaste uccise e altre 68 ferite nell’attacco.

3 settembre 2026

Costa, il 24 ottobre vertice Ue con il Consiglio di cooperazione del Golfo

“Sul Medio Oriente, concordiamo sul fatto che gli sviluppi nella regione abbiano implicazioni per la pace, la stabilità e la sicurezza energetica dell’Europa. Essi influenzano inoltre i flussi migratori e hanno un impatto diretto sulla nostra sicurezza energetica. Per questo motivo, dobbiamo continuare a essere presenti nella regione. Sono grato alla Grecia per il ruolo attivo che svolge in tal senso, in particolare nel rafforzamento delle relazioni con i nostri partner del Golfo. Per rafforzare ulteriormente tali relazioni, l’Unione europea terrà un vertice con i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo il 24 ottobre”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ad Atene nel punto stampa congiunto con il premier greco Kyriakos Mitsotakis in occasione del suo ’Tour delle capitali’. “La Grecia - ha aggiunto Costa - occupa una posizione strategica, affacciata sul Mediterraneo e sul Medio Oriente, e ha una visione più ampia di quella che a volte riusciamo ad avere da Bruxelles. Ecco perché per me era così importante ascoltare il vostro punto di vista. Dobbiamo proteggere i nostri confini, compresi quelli marittimi, e garantire che l’Europa disponga delle capacità necessarie per intervenire in modo efficace”.

3 settembre 2026

Ben Gvir propone di trasferire palestinesi da Gaza all’estero

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano di estrema destra, Itamar Ben Gvir, ha presentato un piano per trasferire i palestinesi dalla Striscia di Gaza all’estero. A poco meno di due mesi dalle elezioni israeliane, il leader del partito Otzma Yehudit (Potere ebraico) ha affermato che il piano prevede la partenza di 250.000 palestinesi da Gaza nel primo anno, seguita nei sei anni successivi da quella degli altri circa due milioni di abitanti. “È realistico”, ha dichiarato Ben Gvir, sostenendo che alcuni Paesi sarebbero “pronti” ad accogliere gli abitanti di Gaza, senza però nominarli. “Dobbiamo incoraggiare l’emigrazione degli abitanti di Gaza”, ha affermato, aggiungendo di ritenere che il piano non implichi costringere i palestinesi ad abbandonare la propria terra. Lo sfollamento forzato dei civili nei territori occupati è considerato un crimine di guerra ai sensi delle Convenzioni di Ginevra. Per i palestinesi, qualsiasi tentativo di costringerli ad abbandonare la propria terra richiamerebbe alla memoria la ’Nakba’ ovvero lo sfollamento di massa avvenuto durante la nascita di Israele nel 1948. Le dichiarazioni incendiarie di Ben Gvir, che è un esponente di primo piano della coalizione di destra guidata dal primo ministro Benjamin Netanyahu, suscitano regolarmente condanne a livello internazionale. Ben Gvir ha dichiarato che il suo partito populista di destra, Potere Ebraico, chiederà “un ministero incaricato dell’emigrazione” durante la formazione del prossimo governo, aggiungendo che il suo piano è “il risultato di un anno e mezzo di lavoro ed è concreto”. In un documento di 20 pagine intitolato “Piano di lavoro nazionale per l’emigrazione volontaria dalla Striscia di Gaza”, di cui Afp ha preso visione, Ben Gvir afferma inoltre che il suo piano offre una soluzione al conflitto israelo-palestinese. Mercoledì, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermto che Israele è pronto con piani per trasferire i palestinesi da Gaza qualora gli Stati Uniti dessero la loro approvazione. Katz sostiene da diversi mesi una misura di questo tipo, presentata come un’emigrazione volontaria della popolazione di Gaza. Il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich ha persino proposto di estendere la misura ai palestinesi della Cisgiordania, territorio occupato da Israele dal 1967.

3 settembre 2026

Netanyahu: «Caduta del regime iraniano è a portata di mano»

La caduta del potere iraniano è “a portata di mano”. Ad affermarlo è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un video diffuso dal suo ufficio che mostra un incontro con esponenti delle autorità di sicurezza. Il premier israeliano sostiene “il regime iraniano sta combattendo per la propria sopravvivenza”. Israele, aggiunge, “ha la capacità di eliminare questa minaccia una volta per tutte. Vale a dire, di far cadere questo regime. Questa è la principale missione che ci resta, ma è vicina, non è impossibile, è a portata di mano”.

3 settembre 2026

Cbs, Pentagono ordina a vertici di non usare più dicitura “Operation Epic Fury”

Un’email interna dell’Aeronautica statunitense, svelata da Cbs News, rivela che il Pentagono ha ordinato ai propri vertici di non usare più il nome “Operation Epic Fury” per il conflitto con l’Iran. Al suo posto, i militari dovranno adottare la formula più generica “operazioni d’oltremare nell’area del Centcom”. Interrogata dall’emittente, la Difesa ha risposto che la missione si è conclusa ufficialmente il 5 maggio, confermando quanto espresso allora dal Segretario di Stato Marco Rubio per segnare il passaggio al “Project Freedom”, focalizzato sulla sicurezza marittima. La direttiva è arrivata però soltanto ad agosto, tre mesi dopo la chiusura dichiarata. Un ritardo che stride con la realtà sul campo: dopo il crollo della tregua estiva, gli scontri sono continuati e a luglio il Presidente Trump ha notificato al Congresso la ripresa formale delle azioni militari. Questa gestione opaca ha generato confusione anche nel bilancio delle vittime. A luglio, la morte di quattro soldati tra Giordania e Iraq è stata inizialmente registrata sotto “Operation Epic Fury”, per poi essere frettolosamente riclassificata come “operazione d’oltremare”.

3 settembre 2026

Trump: Biden ha dato più armi a Kiev di quante ne abbiamo usate in Iran

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che, sotto la precedente amministrazione, Washington ha fornito all’Ucraina più munizioni di quante gli Stati Uniti ne abbiano usate nel conflitto con l’Iran. “Sappiate che l’amministrazione Biden ha dato all’Ucraina molte più munizioni, senza alcun costo per loro, di quante ne abbiamo usate in Iran”, ha scritto Trump su Truth, aggiungendo: “Centinaia di miliardi di dollari sono stati dati gratuitamente all’Ucraina e alla Nato, soldi che l’Europa avrebbe pagato se solo fosse stato chiesto. Ma noi chiederemo quei soldi, anche se con un certo ritardo!”.

3 settembre 2026

Trump, abbiamo quantità illimitate di munizioni

Il presidente americano ha inoltre definito “traditori” quanti affermano che gli Stati Uniti sono a corto di munizioni nel conflitto contro l’Iran, riferendo su Truth di “quantità praticamente illimitate di munizioni di media e alta qualità” e di iniziative per “produrne a livelli mai visti” e per “accumulare scorte”. “Le persone e i media che continuano a insistere sul fatto che non abbiamo munizioni (e si sbagliano al 100%!), sono in realtà dei traditori. Lo fanno perché preferiscono vedere gli Stati Uniti PERDERE una guerra che stiamo facilmente VINCENDO, piuttosto che vedermi VINCERE”, ha scritto in un primo post. Quindi in un secondo post ha affermato che gli Stati Uniti hanno “quantità praticamente illimitate di munizioni di media e alta qualità, molte più di quelle che potremmo mai usare” nella guerra contro l’Iran “o per qualsiasi altra guerra (che è altamente improbabile!)”. “Inoltre - ha aggiunto - stiamo producendo munizioni a livelli mai visti prima. Stiamo accumulando scorte e ci stiamo preparando per qualsiasi evenienza. Le stiamo prendendo per noi, per gli Stati Uniti, invece di venderle ad altri, ma le vendite agli Alleati riprenderanno presto”.

Il post di Donald Trump su Truth

3 settembre 2026

Trump, produciamo munizioni a ritmi senza precedenti

Gli Stati Uniti stanno “producendo munizioni a ritmi senza precedenti. Stiamo riempiendo le scorte e preparandoci a qualsiasi eventualità”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth intervenendo nell’acceso dibattito sulla carenza di munizioni e armi americane in seguito alla guerra in Iran. Al momento, ha spiegato il presidente, gli Stati Uniti stanno “destinando” le munizioni “a loro stessi anziché venderle ad altri, anche se le vendite agli alleati riprenderanno presto”. Trump quindi precisa che “l’amministrazione Biden ha fornito all’Ucraina a costo zero molte più munizioni di quante ne abbiamo utilizzate in Iran”.

Il presidente Donald Trump interviene durante un evento con i legislatori repubblicani nel Giardino delle Rose della Casa Bianca, mercoledì 2 settembre 2026, a Washington. (Foto AP/Alex Brandon)

3 settembre 2026

Ufficio di Netanyahu conferma il rilascio di 5 libanesi

L’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato il rilascio di cinque detenuti libanesi, precisando in una nota che Israele ha accettato di liberarli in cambio dell’assistenza fornita da Beirut per il ritrovamento e la restituzione delle salme di personalità della comunità ebraica libanese morte negli anni ’80. I media libanesi hanno già riferito di un libanese già consegnato, tramite la Croce Rossa, all’esercito di Beirut.

«Negli ultimi mesi, sia il Libano che Israele hanno lanciato diverse iniziative per localizzare (i resti degli ebrei), comprese operazioni sul campo. Alla luce di questa importante attività, si è deciso di rilasciare cinque civili libanesi detenuti in aree del sud del Libano sotto il controllo delle Forze di Difesa Israeliane (Idf)», si legge nel comunicato riportato dal Times of Israel.

Nella nota si precisa anche che «è emerso chiaramente che (i detenuti libanesi) sono civili, non membri di organizzazioni terroristiche, non coinvolti in attività terroristiche e che non vi sono motivi per continuare a trattenerli in Israele».

Netanyahu ha «dato istruzioni ai funzionari di intensificare gli sforzi per localizzare e restituire le salme dei leader della comunità ebraica libanese», ha aggiunto l’ufficio del premier, definendoli «vittime che vennero rapite e assassinate a metà degli anni ’80 da organizzazioni terroristiche».

3 settembre 2026

Libano, media: monito Iran a Usa su offensiva Israele ad Ali Taher

L’Iran ha fatto sapere agli Stati Uniti di essere pronto a rispondere con un attacco su vasta scala in caso di offensiva israeliana contro le alture di Ali Taher, nel sud del Libano, un sito dove sarebbero presenti militari iraniani al fianco dei combattenti di Hezbollah. Lo hanno riferito a Reuters tre funzionari a conoscenza del messaggio.

Un funzionario straniero con conoscenza diretta del messaggio ha precisato che questo è stato recapitato attorno alla metà di agosto e che Israele ha rinviato l’assalto a seguito delle pressioni americane.

Secondo fonti della sicurezza libanese, Hezbollah avrebbe costruito un centro di comando sotterraneo e depositi di armi sulle alture di Ali Taher, che dominano il sud-est del Libano. Il gruppo libanese ha dichiarato pubblicamente di controllare le alture e di voler contrastare qualsiasi avanzata israeliana. Da parte sua, l’esercito israeliano ha occupato ampie zone di territorio a sud di Ali Taher e, in dichiarazioni pubbliche, ha identificato le alture come uno dei suoi «principali obiettivi operativi».

Due dei funzionari sentiti da Reuters hanno precisato che il messaggio è stato recapitato a Washington tramite l’Oman, aggiungendo che sarebbero almeno una decina i militari dei Guardiani della rivoluzione islamica presenti in Libano al fianco di Hezbollah.

3 settembre 2026

Trump sostiene la Siria come rotta alternativa allo Stretto di Hormuz

Il presidente americano Donald Trump ha espresso sostegno a una rotta attraverso la Siria come alternativa allo Stretto di Hormuz. «Questo è grandioso», ha scritto su Truth, commentando un articolo del Washington Post intitolato “La Siria, puntando a diventare un hub in Medio Oriente, offre soluzioni alternative per aggirare lo Stretto di Hormuz”.

Secondo il Wp, circa 5.000 camion carichi di petrolio provenienti dal Golfo Persico attraversano giorno e notte il deserto siriano in direzione del Mediterraneo.

3 settembre 2026

Trump, bilancio vittime Usa è di 18 morti, Lutnick pensava a Venezuela

Sono 18, secondo il presidente americano Donald Trump, le persone uccise tra gli statunitensi nel conflitto con l’Iran. Trump ha così corretto il segretario al Commercio Howard Lutnick, che aveva affermato che non vi erano state vittime americane. “Il segretario Lutnick aveva in mente il Venezuela quando ha detto che non era stato ucciso nessuno. In Iran sono state uccise 18 persone!”, ha scritto Trump su Truth Social.

3 settembre 2026

Teheran, «sei gli uomini della marina uccisi martedì dagli Usa»

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito oggi che sei membri della Marina militare iraniana sono stati uccisi negli attacchi statunitensi di martedì, nell’ambito dei rinnovati scontri di questa settimana. “Durante i criminali attacchi perpetrati dall’esercito terrorista statunitense due notti fa, il 1° settembre, nel sud del Paese, sei membri della Marina militare della Repubblica Islamica dell’Iran sono stati martirizzati”, si legge nel comunicato, senza specificare il luogo esatto dell’uccisione

3 settembre 2026

Libano, Israele rilascia prigioniero: primo scambio da guerra contro Hezbollah

Un cittadino libanese detenuto in Israele è stato rilasciato e consegnato all’esercito di Beirut attraverso il Comitato internazionale della Croce Rossa. Si tratta della prima consegna di un prigioniero dall’inizio dell’ultima guerra tra Israele e Hezbollah, scoppiata sei mesi fa. L’uomo è stato identificato come Malek Ghazi. Secondo un funzionario della sicurezza libanese, si tratta di un civile, anche se le circostanze della sua cattura non sono state chiarite. Le autorità libanesi si attendono inoltre il rilascio di un altro detenuto.

Il rilascio avviene mentre i colloqui tra funzionari libanesi e israeliani sembrano in una fase di stallo. A giugno le due parti avevano firmato un accordo quadro che prevedeva il ritiro delle forze israeliane dalle aree occupate nel sud del Libano in cambio del disarmo di Hezbollah, ma finora sono stati registrati scarsi progressi. Un nuovo ciclo di colloqui è atteso a Roma entro la fine del mese.

3 settembre 2026

Trump: volumi petrolio via Hormuz quasi a livelli prebellici

Il volume di petrolio che transita attraverso lo Stretto di Hormuz è quasi tornato ai livelli precedenti l’inizio del conflitto con l’Iran: lo ha dichiarato il presidente statunitense Donald Trump oggi su Truth.

Trump ha pubblicato un’immagine secondo cui attualmente transitano attraverso lo stretto circa 18 milioni di barili di petrolio al giorno, contro i 20 milioni registrati prima dell’inizio del conflitto. “I volumi di petrolio di Hormuz sono TORNATI!”, si legge sotto l’immagine.

Ieri, il segretario all’Energia statunitense, Chris Wright, aveva detto che, lunedì, oltre 17 milioni di barili di petrolio avevano attraversato lo Stretto di Hormuz via nave, un record dall’inizio della guerra con l’Iran.

3 settembre 2026

Tredici soldati yemeniti uccisi da Houthi per controllo Bab al-Mandab

Tredici soldati delle forze governative sono stati uccisi negli scontri con gli Houthi. Lo riferisce una fonte militare. Stamattina l’agenzia di stampa yemenita Saba riferiva di violenti scontri sul fronte di al-Barah, a ovest della città di Taiz.

Tredici soldati yemeniti uccisi negli scontri con gli Houthi (2)

Una fonte militare ha accusato il gruppo di aver sferrato un attacco per conquistare le zone confinanti con lo stretto strategico di Bab al-Mandab. “Secondo un primo bilancio, sono stati uccisi 13 soldati governativi, tra cui due ufficiali”, ha affermato la fonte, che ha chiesto di rimanere anonima. Un’altra fonte ha precisato che la maggior parte delle vittime si trovava sulla linea del fronte tra la città portuale di Mokha e la città dell’entroterra di Taiz, mentre gli altri sono stati uccisi in scontri avvenuti nei pressi del Mar Rosso.

3 settembre 2026

Yemen: esercito abbatte 3 droni Houthi in provincia di Taiz

L’esercito yemenita ha abbattuto tre droni degli Houthi nel distretto di Jabal Habashi, nella provincia di Taiz. Lo ha riferito l’agenzia di stampa yemenita Saba. L’agenzia ha inoltre riferito che l’esercito è impegnato in violenti scontri con i combattenti Houthi sul fronte di Al-Barah, a ovest della città di Taiz.

3 settembre 2026

Tre piloti dell’esercito iraniano uccisi in attacchi Usa

Tre piloti dell’esercito iraniano sono stati uccisi negli attacchi statunitensi condotti martedì notte, ha riferito giovedì l’agenzia di stampa semiufficiale Tasnim.

3 settembre 2026

Iran: Fars, Teheran ha ricevuto oltre 1 mld di dollari di entrate petrolifere in ultimi 11 giorni

L’Iran avrebbe ricevuto oltre 1 miliardo di dollari di entrate petrolifere negli ultimi 11 giorni. E’ quanto sostiene l’agenzia semiufficiale iraniana Fars. Questi fondi aggiuntivi, scrive l’agenzia di stampa iraniana, “aumenterebbero la capacità della banca centrale di far fronte al fabbisogno di valuta estera del Paese”. Fars citata da ’Al Jazeera’, ha inoltre riferito che le vendite di petrolio dell’Iran nei primi cinque mesi dell’attuale anno fiscale hanno generato entrate equivalenti a oltre l’80% dei proventi petroliferi previsti dal bilancio iraniano per il 2026-2027, che va dal 21 marzo 2026 al 20 marzo 2027

3 settembre 2026

Iran: Russia, «crisi può essere risolta solo attraverso i negoziati»

“La situazione attuale in Medio Oriente, e in particolare nell’area del Golfo Persico, può essere risolta solo attraverso i negoziati”. Ad affermarlo è il ministero degli Esteri russo al termine di un incontro tra il viceministro degli Esteri russo Andrej Rudenko e l’ambasciatore israeliano a Mosca Oded Joseph. La parte russa, riferisce l’agenzia di stampa russa ’Tass’, ha sottolineato “l’importanza di instaurare una pace e una sicurezza durature e sostenibili nella regione. Ha inoltre evidenziato che non esiste alternativa alla soluzione della crisi se non attraverso negoziati”.

3 settembre 2026

Iran: Cnn, Marina Usa ha scortato 40 petroliere nello Stretto di Hormuz

La Marina militare americana ha scortato 40 navi mercantili che trasportavano 18 milioni di barili di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo hanno dichiarato alla Cnn due funzionari statunitensi informati e a condizione di anonimato, sottolineando che si tratta di un dato record in tempo di guerra. Prima dell’inizio della guerra lanciata lo scorso 28 febbraio, attraverso lo Stretto di Hormuz transitavano circa 20 milioni di barili al giorno. I funzionari hanno spiegato che gli Stati Uniti hanno utilizzato risorse aeree, navali e spaziali non solo per colpire la capacità iraniana di attaccare le imbarcazioni commerciali nello Stretto, ma anche per respingere gli attacchi di droni mentre scortavano per le navi che trasportavano petrolio. Durante l’operazione di scorta, definita ’’pericolosa’’ dai funzionari, le forze Usa hanno anche neutralizzato missili da crociera antinave, ha detto una fonte.

3 settembre 2026

«Pentagono ha rimosso documenti riservati da sistema informatico Difesa»

Il Pentagono ha rimosso decenni di documenti riservati da un sistema informatico segreto comunemente utilizzato dai funzionari della difesa e dalle truppe statunitensi, dopo che il Washington Post ha pubblicato un articolo in cui venivano descritte in dettaglio le preoccupazioni degli alti ufficiali militari riguardo alla guerra con l’Iran. Lo scrive il quotidiano statunitense. I documenti relativi al ’Secretary of Defense Orders Book’ (SDOB) sono stati rimossi da un portale web interno della ’Secret Internet Protocol Router Network’ (SIPRNet), secondo quanto riferito da tre persone a conoscenza della questione. Non è stato immediatamente chiaro se i documenti rimangano comunque accessibili al personale statunitense né in che modo la riduzione dell’accesso possa complicare la pianificazione militare. L’eliminazione dell’SDOB o il suo trasferimento a sistemi con livelli di classificazione più elevati “ridurrà drasticamente il numero di persone che vi hanno accesso diretto”, il che potrebbe limitare la pianificazione urgente, ha affermato un ex funzionario della difesa. I comandanti e il loro staff fanno affidamento sull’accesso all’SDOB per prendere decisioni e inviare notifiche in tempi ristretti, ha affermato l’ex funzionario. L’invio di velivoli e armi da un comando all’altro, ad esempio, richiede un lavoro logistico urgente per reindirizzare attrezzature e risorse. Limitare l’accesso alle informazioni rilevanti, ha affermato l’ex funzionario, renderà tale processo più lento e difficile. Tale cambiamento, ha aggiunto l’ex funzionario, non rende impossibile per quel personale accedere ai documenti strategici e operativi, ma ora è “certamente più difficile”.

3 settembre 2026

Iran: Katz, «un attacco contro Israele ci libererebbe da ogni vincolo»

“Stiamo osservando segnali che indicano che la forte pressione economica a cui è sottoposto l’Iran e il timore di una rivolta e del crollo del regime potrebbero spingerli a misure disperate. Un attacco iraniano contro Israele ci libererebbe da ogni vincolo, colpiremmo tutte le infrastrutture, comprese quelle energetiche, e riporteremmo l’Iran all’età della pietra e all’oscurità”. Lo ha detto il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz rivolto ai dipendenti del Ministero.

3 settembre 2026

Iran, «colpite basi Usa negli Emirati e in Kuwait»

L’Iran afferma di aver preso di mira basi statunitensi negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait, nonostante le minacce di ulteriori attacchi da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Questa mattina l’esercito ha colpito con missili e droni i sistemi di comunicazione satellitare, i depositi di equipaggiamento e gli hangar dei caccia nella base aerea di Ahmad al-Jaber in Kuwait e quella di presso la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti”, recita il comunicato citato dalla tv di Stato.

3 settembre 2026

Libano: Iran avverte Usa, «risponderemo a raid Idf sulla collina di Ali al-Taher»

L’Iran ha avvertito gli Stati Uniti che risponderà con forza a un’offensiva israeliana sulla collina strategica di Ali al-Taher, nel Libano meridionale, dove militari iraniani sono asserragliati insieme a combattenti di Hezbollah. Lo riporta Haaretz, citando funzionari informati che hanno parlato con la Reuters. L’avvertimento di Teheran, diffuso il mese scorso, sottolinea il continuo coinvolgimento diretto dell’Iran nei combattimenti di terra nel Libano meridionale e la sua disponibilità a reagire agli attacchi israeliani nella regione, ora che il conflitto entra nel suo settimo mese. Secondo fonti della sicurezza libanese, si ritiene che Hezbollah abbia costruito un centro di comando sotterraneo e depositi di armi sulla cresta di Ali al-Taher, che offre una vista dominante sul Libano sud-orientale ed è diventata una delle zone più contese nella guerra tra Israele e Hezbollah. Hezbollah ha dichiarato pubblicamente di controllare la collina e di voler contrastare qualsiasi avanzata israeliana. I suoi funzionari hanno fatto riferimento a una “struttura” sul posto, ma si sono rifiutati di fornire dettagli. L’esercito israeliano ha occupato ampie zone di territorio a sud di Ali al-Taher e, in dichiarazioni pubbliche, ha identificato la cresta come uno dei suoi “principali obiettivi operativi”.

3 settembre 2026

«Usa hanno scortato 40 navi commerciali cariche petrolio nello Stretto di Hormuz»

Martedì scorso, le forze armate statunitensi hanno scortato 40 navi mercantili che trasportavano 18 milioni di barili di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, segnando il record in tempo di guerra: lo rivela la Cnn citando due funzionari statunitensi a conoscenza delle operazioni. Gli Stati Uniti “hanno impiegato una serie di mezzi aerei, navali e spaziali non solo per continuare a colpire la capacità dell’Iran di attaccare le navi mercantili nello Stretto, ma anche per respingere contemporaneamente ondate di attacchi con droni mentre conducevano le rischiose operazioni di scorta alle navi che trasportavano milioni di barili di petrolio”, hanno affermato i funzionari. La Cnn ha identificato le specifiche navi commerciali in entrata e in uscita che martedì hanno attraversato lo Stretto: si tratta di navi battenti bandiera di vari paesi stranieri, dall’Arabia Saudita alla Francia.

3 settembre 2026

Iran: media, telefonata tra Trump e presidente Emirati bin Zayed Al Nahya

Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha ricevuto una telefonata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I due leader hanno discusso degli ultimi sviluppi in Medioriente, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale emiratina Wam, senza fornire dettagli sui combattimenti in corso tra Stati Uniti e Iran. Al centro del colloquio ci sono stati anche i “modi per rafforzare ulteriormente i rapporti” tra i due Paesi, a sostegno dei loro “interessi reciproci”, ha riferito Wam. Nelle prime sei settimane di guerra, l’Iran ha colpito gli Emirati più di ogni altro Paese del Golfo con attacchi di rappresaglia, lanciando contro quelli che ha definito “asset statunitensi” oltre 530 missili balistici, decine di missili da crociera e circa 2.200 droni, riporta Al Jazeera.

3 settembre 2026

Teheran, «decine di bambini e donne feriti negli attacchi Usa»

Almeno 18 persone sono state uccise e 142 ferite negli attacchi degli Stati Uniti in Iran tra il 30 agosto e il 2 settembre. Lo ha riferito il ministero della Salute di Teheran, precisando che sessantuno dei feriti sono donne e 44 hanno meno di 18 anni. Tra i morti figurano due donne e un bambino, si legge nel comunicato. “Dietro ogni numero c’è un essere umano e una famiglia”, ha dichiarato Hossein Kermanpour, portavoce del ministero. Gli scontri in corso fanno seguito al fallimento del Memorandum d’intesa del 18 giugno, volto a porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e a riaprire lo strategico Stretto di Hormuz. Gli scontri sono ripresi a luglio dopo che sono emersi disaccordi sull’attuazione dell’accordo.

3 settembre 2026

Iran: Wsj, «Trump sta valutando possibilità di dichiarare fine guerra»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta avendo colloqui privati con i suoi più stretti collaboratori sull’opportunità di dichiarare la fine della guerra con l’Iran. Lo hanno riferito funzionari americani al corrispondente del Wall Street Journal Alex Ward. Le fonti hanno indicato che Trump si è detto favorevole all’idea di dichiarare la fine della guerra e che crede che la pressione economica costringerà il regime a smantellare il suo programma nucleare, altrimenti collasserà.

3 settembre 2026

Iran, Axios: colloquio Witkoff e consigliere sicurezza Emirati

L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha incontrato in Sardegna lo scorso fine settimana il consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Tahnoon Bin Zayed al Nahyan; durante l’incontro, le parti hanno discusso i prossimi passi relativi all’Iran, secondo quanto riportato dal portale di notizie Axios citando alcune fonti. L’incontro si è svolto lo scorso fine settimana in Sardegna.

Il giorno stesso dell’incontro, gli Stati Uniti hanno escluso le filiali emiratine della banca egiziana Banque Misr dal sistema finanziario statunitense a causa dei legami con l’Iran; contestualmente, la Banca Centrale degli Emirati ha annunciato una revisione urgente delle transazioni della banca egiziana connesse all’Iran, ha segnalato la testata.

Il 19 agosto, il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato l’avvio di un’operazione economica contro l’Iran, definendola un “isolamento di portata senza precedenti”, e aveva esortato gli alleati degli Stati Uniti a unirsi a Washington.

3 settembre 2026

Iran, Kuwait: «attacchi ostili con missili e droni» contro basi Usa

L’Iran ha attaccato nella notte obiettivi militari statunitensi in Kuwait, nonostante la minaccia di nuovi bombardamenti lanciata dal presidente americano Donald Trump. L’esercito del Kuwait ha segnalato su X di dover fronteggiare “attacchi ostili con missili e droni a seguito dell’ignobile aggressione iraniana”. “In risposta ai crimini commessi dall’America contro il popolo iraniano, sono in corso attacchi con missili e droni contro basi americane in Kuwait”, ha confermato poco dopo la televisione di Stato iraniana sullo stesso social.

3 settembre 2026

Iran, nella notte intercettati missili e droni contro basi del Kuwait

Nella notte le difese aeree del Kuwait hanno intercettato attacchi con missili e droni provenienti dall’Iran. Sul suo profilo X, l’esercito ha rassicurato che qualsiasi suono di esplosione udito è il risultato dei sistemi di difesa aerea che intercettano minacce in arrivo.

Guerra in Medio Oriente - 3 settembre 2026

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3 settembre 2026

Wsj, Hegseth estende dispiegamento truppe Usa in Medio Oriente fino al 2027

Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, proroga fino al 2027 il dispiegamento di truppe Usa in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, segnalando che la guerra potrebbe protrarsi fino al prossimo anno. Il mantenimento di 50.000 truppe nella regione consente al presidente americano Donald Trump la flessibilità di cui ha bisogno mentre valuta le prossime mosse.

3 settembre 2026

Trump, «stiamo vincendo in Iran, controlliamo Hormuz»

“Stiamo vincendo” in Iran: “controlliamo lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca, dove sta ospitando i candidati repubblicani alle elezioni Usa di metà mandato.

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