Tar Lazio

Rai, nulla la sanzione per aver turbato i minori con un servizio Tg sulla guerra

Per il Comitato di applicazione del Codice autoregolamentazione il reportage era troppo cruento. Il Tar annulla: eccessivi i tempi del procedimento

di Patrizia Maciocchi

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Il Tar annulla la sanzione contro la Rai, colpevole di aver turbato i minori con un reportage, con il quale era stata descritta la drammatica e precaria situazione all’interno di un ospedale di trincea in un villaggio ucraino assediato dall’esercito russo, nel quale un’inviata era riuscita a entrare. Un servizio - mandato in onda nel Tg1 delle 20 a luglio 2023 - che aveva diffuso «scene di guerra cruente e tali da turbare la sensibilità dei minori».

La sanzione - decisa nel 2024 dal Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori e annullata oggi dal Tar Lazio, per violazione dei termini per la conclusione dei procedimenti sanzionatori - consisteva nel «dare adeguata pubblicità della risoluzione in un proprio notiziario diffuso in ore di massimo ascolto». La Rai aveva fatto ricorso spiegando, tra l’altro, che il provvedimento finale era stato adottato «all’esito di un’istruttoria che si sarebbe ingiustificatamente protratta oltre ogni ragionevole durata».

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Sforata la durata massima del procedimento

E i giudici hanno ritenuto l’impugnativa meritevole di accoglimento proprio con riferimento a questa censura. Infatti, il Collegio «pur consapevole dell’esistenza di contrari orientamenti, è dell’avviso che i termini per la conclusione dei procedimenti sanzionatori abbiano natura perentoria, allo scopo di evitare che i soggetti coinvolti rimangano esposti sine die all’inerzia dell'autorità preposta». Pertanto «la violazione dei termini previsti dal Regolamento (44 giorni dalla messa in onda; 195 giorni dalla contestazione), ancorché dilatati per effetto della riforma del 2016, da parte del Comitato si risolve in una ragione di illegittimità del provvedimento, che deve essere conseguentemente annullato».

Le sanzioni ai Tg

Nel mirino dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in passato sono finite oltre alle trasmissioni della cosiddetta Tv del “dolore”, anche i Tg, sempre per la violazione del Codice che tutela i minori. Censurati i servizi che hanno negli orari di massimo ascolto al centro i bambini: dai presunti abusi nella scuola materna di Rignano Flaminio, ai servizi sui “bambini soldato”, fino al filmato sul minore portato via alla sua famiglia, prelevato a forza dalla polizia mentre era a scuola.

 

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