Oltre la legge Fornero

Quota 102 rivista, ecco come si potrebbe andare in pensione nel 2023

Subito alcune misure - tra cui un primo assaggio di quota 41 - per evitare il ritorno dal 1° gennaio della legge Fornero in versione integrale, in parallelo all’avvio di un percorso di riforma complessiva

di Marco Rogari

Incontro Calderone-sindacati, Sbarra: “Sostenere reddito è prima

3' di lettura

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Un’operazione in due tappe. È quella che si prospetta sul delicato terreno previdenziale dopo il primo giro d’orizzonte tra la ministra del Lavoro, Marina Calderone, e le parti sociali. Ventinove le organizzazioni e le associazioni convocate per un incontro sostanzialmente di primo ascolto con interventi dalla durata, quasi necessariamente, limitata. Toccherà ai tavoli tematici, che saranno convocati nei già nei prossimi giorni, affrontare i singoli capitoli, pensioni comprese.

Ma al termine della riunione Calderone ha di fatto già indicato la rotta sulla previdenza, in linea con lo schema già anticipato dalla stessa premier, Giorgia Meloni: subito alcune misure per evitare, con lo stop a Quota 102, il ritorno dal 1° gennaio della legge Fornero in versione integrale, in parallelo all’avvio di un percorso (di legislatura), con sindacati e imprese, per giungere, indipendentemente dalla manovra in arrivo, a «una riforma di sistema complessiva» imperniata su «forme di flessibilità che siano sostenibili».

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Non solo. Sulla composizione del pacchetto di interventi da inserire nella legge di bilancio, la ministra del Lavoro ha affermato che Quota 41 «può essere un punto di riferimento, ma è ancora presto per poter dire in che modo e con quali condizionalità».

Proroga di Opzione donna e Ape sociale

Calderone nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato anche il viceministro al Lavoro, Maria Teresa Bellucci, e il sottosegretario, Claudio Durigon, si è limitata ad indicare alcuni princìpi senza fare riferimento a misure specifiche. «È una fase in cui stiamo studiano gli strumenti», ha detto il ministro. Ma l’esiguo spazio di finanza pubblica a disposizione per gli interventi previdenziali nel 2023 rende quasi obbligata la strada da percorrere. Che prevede la proroga di Opzione donna, citata dalla stessa Calderone, e di Ape sociale.

Il superamento di Quota 102

Per il dopo Quota 102, tra le ipotesi sul tavolo c’è quella di associare, almeno per il prossimo anno, ai 41 anni di contribuzione (ovvero Quota 41) un vincolo anagrafico di 61 (o eventualmente 62) anni d’età.

Una Quota 102 rivista su cui sta spingendo forte la Lega che considera questa soluzione un primo assaggio di Quota 41 “secca” da introdurre prima della fine della legislatura. Tra le opzioni anche quella di Quota 102 o 103 con un mix flessibile partendo da un requisito anagrafico predefinito. Il tutto potrebbe essere accompagnato da un meccanismo di premi per incentivare la permanenza al lavoro dopo la maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di alcune categorie in settori con vuoti di organico, come ad esempio quello sanitario.

Resta da capire quale sarà la scelta finale del governo. Dal 1° gennaio 2023 «senza correttivi, avremo il cosiddetto scalone previdenziale che in questo momento potrebbe comprimere di più la dinamicità del mercato del lavoro che già presenta criticità», ha sottolineato Calderone, che si è detta «molto soddisfatta» dell’incontro. Anche i sindacati hanno espresso un giudizio positivo ma hanno anche chiesto l’immediata apertura di tavoli tecnici per affrontare i temi più urgenti, come la previdenza. L’obiettivo di Cgil, Cisl e Uil resta quello di una riforma modellata sulla flessibilità in uscita. Anche per la ministra del Lavoro è necessaria, anche se non nel brevissimo periodo, «una riforma di sistema che possa rimettere tutte le gestioni previdenziali in ordine e anche tante situazioni che non sempre portano a garantire tutele a lavoratori in particolari condizioni soggettive».

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