L'anniversario

Quindici anni fa il terremoto dell’Aquila. A che punto è la ricostruzione. Superbonus con tetto a 70 milioni

Il 6 aprile del 2009 un terremoto ha sconquassato il territorio abruzzese causando la morte di 309 persone e causando 10 miliardi di danni. A distanza di 15 anni la ricostruzione privata è a buon punto, quella pubblica va più a rilento

di Flavia Landolfi

9 aprile 2009  - L' Aquila- Terremoto: Protezione civile, il punto sugli interventi- Due carabinieri davanti al palazzo della prefettura dell'Aquila distrutto dal terremoto . (ANSA / Carlo Ferraro /JI)

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Il 6 aprile 2009, quindici anni fa, le lancette dell'Aquila si sono fermate alle 3.32, quando una scossa di magnitudo 6.3 ha sventrato la terra inghiottendo case, palazzi, chiese e causando la morte di 309 persone, oltre 1 600 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni. Da allora molta acqua è passata sotti i ponti ma il ricordo di quella ferita è impressa come un marchio indelebile nella vita del capoluogo abruzzese.

A L'Aquila la parola d'ordine oggi più che mai è ricostruzione. Non solo materiale ma anche sociale: ridare vita a un territorio, farlo tornare a respirare e a espandersi. «La piena ricostruzione della Città e dei borghi è un dovere e un impegno da proseguire. Per ogni componente sociale, anzitutto per le Istituzioni», ha detto in occasione dell’anniversario il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E la premier Giorgia Meloni ha sottolineato che «l’Aquila è un modello, per la risposta che lo Stato ha dato fin dalla gestione dell’emergenza, passando per la ricostruzione fino alla rigenerazione degli ultimi anni, di cui si stanno vedendo i primi effetti».

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“Oggi possiamo dire che la nostra rinascita è come un romanzo - di idee, di progetti, di realizzazioni - che ha saputo tradurre i graffi dell'anima in opere d'arte, il sentire collettivo in un bellissimo ritmo urbano, la città in un luogo di cultura permanente - ha detto il sindaco Pieluigi Biondi -. Le 309 vittime sono il nostro memorandum perpetuo, sono la chiave di volta dei nostri destini, sono gli ispiratori dei successi che L'Aquila ha realizzato in questi anni, non ultimo la designazione a Capitale italiana della cultura 2026. Un risultato di grande valore prospettico, pensando ai nostri giovani, affinché non debbano mai conoscere nichilismo o rassegnazione”.

La ricostruzione

Secondo la Struttura di missione sisma 2009 guidata da Mario Fiorentino che opera in seno al Dipartimento per la protezione civile del ministro Musumeci per la ricostruzione privata sono stati assegnati tra il 2009 e il 2023 quasi 10 miliardi di euro, di cui 8,6 miliardi già trasferiti per un totale dell'87% delle opere completate. Più lenta e in difficoltà la macchina della ricostruzione pubblica: su 3,4 miliardi sempre nello stesso periodo ne sono stati utilizzati il 72% pari a 2,4 miliardi e a 1730 interventi. Secondo il Comune dell'Aquila a febbraio 2024 per la ricostruzione privata sono state istruite il 98% delle pratiche presentate mentre per quella pubblica (dato aggiornato al 31 agosto 2023), è stato finanziato il 65% delle opere pubbliche.

E quindi a fronte di una ricostruzione privata molto avanti, quella pubblica va al ralenti. Colpa della burocrazia, fa sapere la Struttura di missione. Colpa della cronica incapacità degli enti pubblici di spendere le risorse disponibili. Un male atavico che non risparmia le aree terremotate. ‘' Il modello di ricostruzione dinamico sperimentato a seguito del tragico evento che ha colpito L'Aquila nel 2009 - spiega Fiorentino - mira non solo al ripristino e alla ricostruzione dei luoghi colpiti dal sisma, ma anche a porsi come presidio per la ripresa e lo sviluppo socioeconomico e culturale del Capoluogo e dei territori della Regione”. Fiorentino aggiunge che l'”esigenza è ancor più avvertita perché la Città dell'Aquila è capoluogo di Regione e i suoi borghi e territori costituiscono centro storico - culturale di primissimo rilievo nel panorama nazionale”.

Le risorse
Dal 2009 a oggi 13 miliardi sono andati alla ricostruzione, ma non è tutto. Ci sono altri 417 milioni sono andati al piano di sviluppo delle aree terremotate. Si chiama Restart e conta dal 2016 al 2023 annovera già due edizioni, l'ultima, la seconda, da attivare con 110 milioni. La prima ha potuto contare su 580 milioni di euro e si è articolata su 6 pilastri: imprenditoriale, turistico, ambientale, della ricerca e dell'innovazione tecnologica, della cultura e dell'alta formazione.

Con una dotazione finanziaria di 317 milioni di euro, ha già impegnato l'88,2% delle risorse stanziate e ne ha assegnate il 93,2%, spiega la Struttura di missione. Infine il Pnc che su mandato del governo Draghi ha versato sulle aree del cratere sismico quasi 1,8 miliardi di euro per la aree del cratere 2009 e 2016 “coinvolgendo - spiega la Struttura di Fiorentino - il tessuto produttivo e le attività economiche e sociali in un'ottica di rilancio integrato fra ricostruzione e sviluppo per le aree colpite da eventi sismici, ponendo in essere azioni di contrasto al fenomeno dello spopolamento di dette aree”.

Capitale della cultura
La città ora guarda avanti. Il 14 marzo è stata proclamata capitale taliana della Cultura per il 2026, sbaragliando altre nove città finaliste: Agnone, Alba, Gaeta, Latina, Lucera, Maratea, Rimini, Treviso, Unione dei Comuni Valdichiana Senese. Gli investimenti in ambito culturale, all'Aquila, dal 2017 ad oggi hanno raggiunto una quota pari a circa 25 milioni di euro. Sul progetto di Capitale, nel 2026, saranno impegnati circa 8 milioni di euro, di cui uno reso disponibile dal ministero.

“Per L'Aquila la cultura ha rappresentato la forza propulsiva della ricostruzione sociale e fisica - spiegano al Comune -. È stata l'intuizione vincente dell'ultima amministrazione, nata da una visione ben precisa fondata sul rilancio della città attraverso la rilettura creativa della memoria, l'esaltazione dei valori identitari e religiosi come forme di progresso civile e di attrazione turistica, la ridefinizione del concetto di comunità plurale e inclusiva, l'apertura ai saperi, alla conoscenza e alla ricerca e la possibilità di usare e vivere diversamente il tempo”.

I geologi
Ma tornando al sisma le ferite non sono rimarginate e gli esperti tengono un faro acceso perché il passato non si ripeta. “Il 100% dei comuni abruzzesi è a rischio sismico - dice Nicola Labbrozzi, presidente dell'ordine degli geologi abruzzesi -. Ad oggi gli studi di microzonazione sismica di Primo Livello che hanno individuato le zone a comportamento sismico omogeneo, hanno coperto tutto il territorio abruzzese. Per la microzonazione sismica di II e III livello, dunque con caratteristiche più dettagliate a livello locale, gli studi sono stati conclusi per il 9% dei comuni abruzzesi ed avviati per il 30%”.

Il superbonus
La novità è contenuta nell'ultimo di una lunga serie di decreti, progressivamente sempre più restrittivi: il provvedimento 39/2024 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 29 marzo nel chiudere i rubinetti del superbonus ha mantenuto l'agevolazione per il sisma 2009 stabilendo però un tetto di 70 milioni di euro. Spetterà al Parlamento fare pressing sul Mef per provare a salvare le altre aree terremotate tagliate fuori: Ischia, l'Emilia Romagna, il Molise e la Sicilia. Le grandi escluse dalla madre di tutti i bonus edilizi.

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