«Qui e ora»: la nuova frontiera della riabilitazione passa dalla mindfulness
Cosa ci insegna la consapevolezza nella prevenzione e nella gestione del dolore muscolo-scheletrico
di redazione Salute
2' di lettura
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La prevenzione non passa solo da esami e diagnosi, ma anche da un ascolto profondo di sé. Questo il cuore della sessione “Il viaggio della prevenzione”, parte dell’evento “Destinazione Salute”, organizzato da Gruppo San Donato in collaborazione con Gruppo 24 Ore.
Protagonista della sessione è Michela Galizzi, fisioterapista e coordinatrice Fisioterapia presso i Punti Raf, con un’esperienza clinica consolidata e una formazione specifica nella mindfulness applicata alla riabilitazione e alla gestione del dolore. Insieme a lei, partecipa Natalia Gera, health coach, postural trainer e ideatrice del metodo Intensive 21, che interviene sul tema delle buone abitudini e dell’equilibrio posturale.
Nell’occasione il pubblico viene coinvolto in due momenti pratici, della durata di circa mezz’ora ciascuno, dove si alterneranno esercizi di movimento consapevole, respirazione e ascolto del corpo. Tecniche come lo stretching mindful e il mindful movement aiutano i partecipanti a migliorare la postura, ridurre la tensione muscolare e acquisire strumenti per affrontare anche il dolore cronico. Il tutto attraverso la lente della mindfulness, “qui ed ora”, come la stessa Galizzi ricorda, citando il principio base di questa pratica millenaria.
Dall’abitudine al cambiamento: il primo passo è la consapevolezza
«Per cambiare davvero qualcosa nelle nostre abitudini quotidiane, serve prima di tutto diventare consapevoli di come stiamo adesso, nel corpo e nella mente». È questa, secondo Galizzi, la chiave di ogni processo trasformativo: riconoscere lo stato presente, con le sue tensioni, i suoi automatismi, per poi agire in modo mirato e sostenibile. Non si tratta di imporsi un obiettivo difficile – come iniziare improvvisamente a correre ogni giorno o smettere di fumare – ma di cominciare da piccoli gesti, ancorati alla consapevolezza.
La mindfulness, in questo contesto, diventa uno strumento concreto: aiuta a distinguere tra la sensazione fisica del dolore e la risposta emotiva che spesso lo amplifica, permette di respirare meglio, rilassare muscoli rigidi e cambiare il proprio rapporto con il corpo.


