Finanziamenti

Quella dose di debito da non oltrepassare

I prestiti sono come il vino rosso: in quantità moderata fanno bene, troppo fanno male

di Gianfranco Ursino

(AdobeStock)

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Il debito è come il vino: in quantità moderata fa bene, troppo fa male. O, se volete, è come i candelotti di dinamite: a non saperli usare procurano disastri, ma a maneggiarli con cura sono utili (come nelle miniere o nelle demolizioni).

Pensate se non ci fosse il debito: tante famiglie non avrebbero potuto comprare casa e lo stesso vale per tanti acquisti a rate. Ma qual è il confine fra quantità moderate ed eccessive? Quando un debito diventa insostenibile? Le risposte a queste domande sono diverse a seconda che si tratti di debito pubblico o privato. Nel primo caso lo Stato — che comprende il potere legislativo, esecutivo e monetario (Banca centrale) — ha a disposizione il “pozzo di San Patrizio” della creazione di moneta. Può sempre pagare i debiti stampando moneta, anche se questa cura da cavallo ha numerose controindicazioni. I privati, invece, non hanno nel cortile nessun pozzo di San Patrizio e la sostenibilità deve essere valutata con altri criteri.

Loading...

Il confine tra quantità equilibrate ed esagerate di debito per i privati dipende da fattori individuali come reddito, risparmi e stabilità futura, ma non ci sono soglie predefinite universali. Un debito diventa insostenibile quando le rate superano la capacità di pagamento, rischiando default o sovraindebitamento. La valutazione di sostenibilità andrebbe quindi fatta in prospettiva, con una proiezione negli anni futuri. Per esempio, quando nasce un figlio, i consumi familiari aumentano secondo i dati Istat di oltre il 40%. In tal caso, la rata del mutuo che in assenza del figlio era sostenibile, sarà ancora sopportabile? E ancora: se quando andiamo in pensione i redditi si riducono, la rata del mutuo sarà ancora sostenibile o produrrà criticità? Queste domande andrebbero considerate prima di sottoscrivere un prestito. Anche quando viene proposto un allettante Buy now pay later a tasso zero.

Poi entra in gioco anche il contesto macroeconomico in cui viviamo. Poter onorare il debito vuol dire pagare gli interessi e rimborsare il capitale. Per quel che attiene agli interessi, la variabile cruciale è quella del livello dei tassi. E la politica monetaria può migliorare la sostenibilità del debito privato se mantiene bassi i tassi d’interesse. Per quanto riguarda il rimborso del capitale, la questione è più complessa. Qui scende in campo la variabile dell’inflazione. Se il tasso di inflazione è elevato — il che vorrebbe dire che crescono a passo svelto sia i prezzi, sia i salari — allora diventa “più facile” rimborsare il debito (che rimane fisso in valore nominale dal momento in cui è stato contratto): la rata di capitale diventa una quota più piccola di un reddito che cresce.

Sarebbe quindi più facile onorare il debito se i tassi di interesse sono bassi e l’inflazione è elevata. Il problema è che di solito, quando l’inflazione è alta, anche i tassi sono alti. Non è quindi facile individuare la linea rossa da non valicare e nel dubbio meglio non esagerare.

Riproduzione riservata ©
  • Gianfranco Ursino

    Gianfranco UrsinoResponsabile Plus24

    Luogo: Milano

    Argomenti: Fondi comuni, Etf, Assicurazioni, Conti correnti, Conti deposito, Mutui, Polizze fideiussorie, Anatocismo, Usura, Risparmio postale, Libretti Coop, Banche, Borsa, Consob, Banca d’Italia, Abf, Acf, Oam, Ocf, Consulenza finanziaria, Fondi pensione, Casse di previdenza, Fintech

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti