Non sei di Potenza? Non puoi passare in moto (o in bici) su quelle strade
di Maurizio Caprino
3' di lettura
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Ognuno a casa sua. Questa volta non è uno slogan contro l'immigrazione. È l'ultima deriva di un fenomeno tutto italiano: la fantasia dei gestori delle strade italiane per mettere una toppa giuridica alle buche che non riescono a tappare a causa dei loro bilanci in default. Così, per evitare le richieste di risarcimento danni da parte di ciclisti e motociclisti che cadono per le cattive condizioni dell'asfalto, la Provincia di Potenza su alcune strade della sua parte meridionale non ha trovato nulla di meglio che vietare la circolazione a bici e motocicli. A tutti i mezzi, tranne che a quelli dei residenti.
Chi è uomo di mondo ha già capito che è un escamotage tipicamente italiano. Per conciliare la necessità di scaricare ogni responsabilità sull’incauto utente che pretenda di percorrere una strada su un mezzo a due ruote con il prevedibile disappunto dei residenti. Che, se non fossero esentati dal divieto, non potrebbero uscire di casa sulla loro bici o moto. Oppure, visto che si tratta di strade in mezzo ai boschi, più probabilmente non si vogliono contrariare i cicloturisti della zona. Solo che in questo caso sarebbe più arduo spiegare quella scritta «Eccetto residenti» che campeggia sul pannello integrativo a ciascun segnale di divieto: nella prassi, è una dicitura che si usa per indicare chi ha la proprio abitazione proprio sulla strada interdetta.
Quisquilie da burocrati. Quel che conta è che parliamo pur sempre di elettori, potenzialmente in grado di presentare il conto nelle urne alla prima tornata utile.
Un segnale «abusivo»?
Se invece volessimo cercare un barlume di motivazione razionale alla scelta della Provincia, potremmo azzardare che un residente le buche di casa sua le conosce a memoria e sa evitarle. E potremmo riconoscere che, in effetti, cadere dalla moto o dalla bici a causa di una buca è più pericoloso che rompere una ruota o una sospensione di un’auto, a causa della stessa buca, tanto che i dati statistici su morti e feriti sulle due ruote sono preoccupanti in tutta Europa.
Resta però il dubbio che il passaggio di un’auto o di un mezzo più pesante possa provocare una buca che non si aprirebbe al passaggio di un mezzo a due ruote, ben più leggero.

