Quattro racconti a tavola: imbandire storie coerenti con la casa e lo stile di chi riceve
Per il pranzo o la cena delle feste, una mise en scène intima, familiare o pubblica, che si dipana su quattro temi. Tessuti e disegni di moda, pezzi unici lavorati a mano, cabinet de curiosités cosmopoliti, massimalismo decorativo.
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Getta via la tua oscurità e sarai ricco. Come una sera dopo la neve», scriveva Olav H. Hauge. Il poeta, traduttore e orticoltore norvegese aveva condensato, in una manciata di parole e un’immagine, lo spirito delle feste. Luce e ricchezza imbandita tra le mura domestiche, mentre fuori viene il freddo e il buio e la tavola è l’altare laico intorno a cui celebrare.
Ciascuno a modo suo, radunando e componendo, senza remore, cose belle e preziose – piatti, bicchieri, tovaglie e ciotole – magari uniche nella loro fattura ricercata o nel loro tocco artigianale. Una mise en scène personale, familiare, pubblica.
Attenzione alla moda, sempre e comunque, anche a Natale: coloro che per la tavola ricercano dettagli di stile, scelgono lo spirito inconfondibile delle maison. Hermès, ad esempio, non si lascia sfuggire il ritorno alle radici nella serie di preziose porcellane Tressages Équestres, nate dallo studio degli archivi aziendali, in cui sono custoditi i disegni dei prodotti che resero celebre la bottega parigina che a metà Ottocento produceva selle, bardature e finimenti da cavallo. Nelle mani della francese Virginie Jamin, illustratrice per l’infanzia che per Hermès ha già firmato diversi accessori tessili, i dettagli dei finimenti e delle passamanerie si sono trasformati in motivi grafici e disegni raffinatissimi, che spiccano sul bianco caolino della porcellana (piatti da 110 euro).
I bicchieri firmati Dolce & Gabbana non sfuggono al turbinio di colori – e come potrebbero? – del Carretto Siciliano, icona della tradizione tanto amata dagli stilisti. Nei bicchieri i colori sono interpretati con delicatezza dai maestri vetrai: sono tumbler, calici per il vino e coppe per champagne in vetro trasparente soffiato a bocca in cui il bevante è impreziosito da pois e linee in vetro colorato (coppa champagne, 295 euro). Se il centrotavola deve risplendere, la scelta cade sull’oro, ma quello distillato e quasi impalpabile di Giorgio Armani: le due ciotole Ginger, di dimensioni diverse, irregolari e pure nelle loro rotondità spogliate di ogni decoro, sono in ottone dorato, realizzate una a una artigianalmente e trattate all’interno con una speciale lavorazione che consente il contatto con gli alimenti. Contengono l’uva da servire allo scoccare del Capodanno o i mandarini profumati di Mediterraneo da mettere in tavola al termine della cena, quando le chiacchiere si fanno più intime e i bambini si addormentano. Oppure, ancor più semplicemente, le Ginger divengono il fulcro luminoso della tavola, in cui comporre, come in un ikebana, rami di pino, bacche rosse e bastoncini di cannella (centrotavola Ginger medio, 95 euro). Fantasia e arte si incontrano anche sulla tavola di Dior, nelle vesti delle creature fantastiche e marine di Pietro Ruffo. L’artista romano è l’autore del mondo immaginifico di Cabinet de la Mer, che ha ispirato Maria Grazia Chiuri per la Cruise Collection 2025. Una stella marina, creatura di quell’universo subacqueo, con il cartiglio della maison tra le punte, è ricamata con maestria pittorica al centro delle nuove tovagliette in cotone bianco (350 euro l’una); circolari e dai bordi ondulati, mettono in evidenza ogni posto tavola o si offrono come romantica cornice per una cena a due sotto l’albero.
Se prezioso è sinonimo di unico, occorre trasformare la tavola natalizia in un palcoscenico su cui esibire oggetti dalle storie inedite. Tali sono le creazioni dell’Atelier di Simone Crestani, giovane maestro vetraio che sconfina nel campo dell’arte. La sua vicenda è singolare: quindicenne, inizia per caso come apprendista nella bottega del maestro vetraio a lume Massimo Lunardon, nel vicentino. Il mestiere lo conquista, scopre una vocazione; il gallerista Jean Blanchaert nota i suoi lavori e lo invita ad esporre a Milano. È ritenuto, oggi, una stella del vetro (borosilicato) soffiato a lume, materiale in cui è realizzato il trio di pezzi che compongono la Coral Collection: un vaso (730 euro), un’alzata a più livelli (840 euro) e un’alzata con cupola in cui rami di corallo trasparenti fungono da sostegno ai piani o come preziosa maniglia (915 euro); si prestano a servire panettone o praline nel più regale dei modi.









