Gli interventi connessi ai Giochi

Quasi 900 milioni destinati a opere per l’accessibilità

Dieci stazioni ferroviarie riqualificate, come M1 e M2 a Milano, lo Stadio Olimpico di Cortina, quello del fondo a Tesero - Progetti sul turismo

di Maria Luisa Colledani

L’atleta della Reyer Basket femminile Matilde Villa mentre sul palco delle paralimpiadi Milano Cortina, allestito in piazza San Marco a Venezia, accende il braciere olimpico, 4 marzo 2026. ANSA/ANDREA MEROLA

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Cosa resterà di questa Paralimpiade appena iniziata con le luci (e le polemiche) dell’Arena? Senza che neppure una medaglia sia stata assegnata, si può dire che è un successo di enti territoriali e aziende che l’hanno preparata: investiti quasi 900 milioni di euro per rendere accessibili stazioni, metropolitane, edifici, campi di gara, strutture ricettive. È poco, è tanto? Di sicuro, ci consegnano un Paese migliore, in cui tutti si potranno sentire un po’ più cittadini: «I Giochi hanno consentito un’accelerazione di investimenti programmabili – dice il commissario straordinario per la Paralimpiade Giuseppe Fasiol –; l’Arena di Verona era un progetto quasi impensabile e le due Province autonome, con dotazioni finanziare loro, hanno colto l’occasione per migliorarsi ancora».

L’elaborazione nei suoi capitoli principali, fatta dal Sole 24 Ore in collaborazione con il commissario Fasiol, gli enti territoriali e le aziende, parte dai circa 650 milioni di euro, di cui 120 cofinanziati dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, usati per dieci stazioni (Ponte nelle Alpi, Belluno, Feltre, Longarone, Trento, Colico, Morbegno, Sondrio, Lecco e Tirano) in cui sono stati realizzati nuovi ascensori, l’innalzamento dei marciapiedi per agevolare salita e discesa dai treni, la realizzazione e il completamento di percorsi tattili per l’orientamento delle persone ipovedenti, la riqualificazione dei sottopassi e dei collegamenti interni. In tema di trasporti, da ricordare l’investimento di 80 milioni fatto a Milano per dotare tutte le stazioni della M1 e M2, le più datate della rete, di ascensori o montascale, ai quali aggiungere 14 milioni spesi nell’ultimo biennio per la viabilità urbana con l’eliminazione di barriere architettoniche. A Milano resta il Villaggio Olimpico, che diventerà studentato, e metà dei posti letto è accessibile a persone con disabilità.

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Particolarmente significativo, quanto a lascito, è stato l’intervento sull’Arena di Verona. Un anfiteatro del I secolo d.C. arriva nel futuro con 20,5 milioni che lo rendono fruibile, aspettando la costruzione, già programmata, dell’ascensore. Salendo in montagna, il principale intervento a Cortina è legato allo Stadio Olimpico. Dei 23 milioni spesi, 15 sono riferibili all’accessibilità, con la creazione di nuovi ascensori. Allo Sliding Center un nuovo percorso con pendenza massima dell’8% e 3 milioni di spesa. Altri 8 milioni per la viabilità urbana e per riqualificare Piazza Mercato.

Poi, vengono le due Province autonome. Trento ha investito 20,77 milioni nel nuovo stadio del fondo Fabio Casal a Lago di Tesero, 2,8 milioni per lo sbarrieramento delle 22 fermate sulla linea dei bus della SS48, in Val di Fiemme e Val di Fassa. Da segnalare anche il bando “Qualità in Trentino”, che ha assegnato 82 milioni (erano arrivate richieste per 273 milioni) per migliorare l’accessibilità nel settore ricettivo: «Da anni il territorio è sensibile a questi temi per una pressione che viene dal basso e che assecondiamo con i bandi – spiega Roberto Pallanch, dirigente dell’unità Disabilità e integrazione della Provincia –. Sono associazioni che hanno reso possibili i trasferimenti verso gli impianti di risalita, i rifugi e i Giochi sono stati occasione per guardare con più attenzione a un territorio complesso». Lo stesso Marchio Open, certificazione di qualità volontaria promossa dalla Provincia, per garantire alti standard di accessibilità e inclusività per persone con disabilità nel settore turistico e nei servizi, è una garanzia di un’area ormai pienamente inclusiva.

La situazione della Provincia di Bolzano nelle parole del vicepresidente Daniel Alfreider: «La mobilità non ha confini. Per questo abbattere le barriere architettoniche è un dovere, che perseguiamo con determinazione». Ed è successo nel trasporto ferroviario, in quello su gomma e nell’implementazione del sito “Alto Adige per tutti” per un turismo più accessibile con info dettagliate su strutture, alberghi, negozi, impianti. Che è ciò che ha sorpreso anche il presidente Ipc, Andrew Parsons, quando dice: «Le località montane senza barriere siano modello per tutta Italia».

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