Politica & Imprese

Quando il mercato è connesso con il potere

La rilevanza delle connessioni politiche sulle imprese europee: dal crollo del Muro di Berlino alla crisi del 2008

di Carlo Bellavite Pellegrini, Laura Pellegrini e Andrea Roncella

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Nell’ottobre 1518 ad Augusta fra Martin Lutero e Tommaso de Vio, passato alla storia come il Cardinal Caietani, ebbe luogo uno scontro di titani dal quale il legato di Leone X uscì culturalmente vincitore. Da gran signore italiano quello che Caietani non aveva previsto era la furbizia contadina di Lutero che, visto messosi alle strette, fuggì. In quel modo Lutero ribaltò il gioco a favore della Germania e contro il papato.

Cinque secoli dopo, nella primavera del 2025, mentre Tesla registrava un crollo degli utili del 71%, Elon Musk sedeva al vertice di SpaceX — beneficiaria di oltre 22 miliardi di contratti federali — e a capo del DOGE, il dipartimento per l’efficienza governativa da lui stesso ideato. Una contiguità raramente così esplicita, chiusasi, come a volte accade, con un’uscita brusca.

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Non si trattò di un’anomalia, ma del funzionamento ordinario del capitalismo.

Da questa evidenza nasce il nostro volume, Governance Under Influence. The Role of Political Connections in the Esg Transition, pubblicato da Palgrave Macmillan, e presentato da Lorenzo Ornaghi, Angelo Panebianco, Nicola Rossi e Maurizio Dallocchio martedì 31 marzo alle 18 in Università Cattolica, a Milano. La nostra ricerca ha misurato e non soltanto descritto la rilevanza delle connessioni politiche sulle imprese europee: dal crollo del Muro di Berlino alla crisi del 2008.

La letteratura si è occupata del fenomeno dagli anni Novanta. Fisman (2001), studiando l’Indonesia di Suharto, mostrò che le azioni delle aziende più vicine al presidente crollavano a ogni voce sul peggioramento della sua salute. Faccio (2006) estese l’analisi a 47 paesi: il fenomeno non appartiene solo ai regimi autoritari.

A Roma, le societates publicanorum — imprese private che appaltavano la riscossione delle tasse, le forniture militari, la costruzione delle strade — prosperavano o crollavano in funzione delle loro connessioni con il Senato. Cicerone le difendeva in tribunale, Cesare le riorganizzò, Augusto le addomesticò. Il loro valore non stava nei capitali né nell’efficienza: stava nella connessione con il potere politico. Non diversamente, nello scontro tra Robespierre e Barras, fu l’affarismo rampante del secondo a sconfiggere l’intransigenza e l’incorruttibilità del primo, facendo, anche in questo caso, cambiare il corso della storia. Fisman lo ha dimostrato su Suharto duemila anni dopo, con i dati di borsa al posto delle tavolette cerate.

Il nostro lavoro lo verifica su tre decenni di capitalismo europeo — Italia, Francia, Germania, Regno Unito: dalle privatizzazioni alla grande crisi il capitalismo connesso sostituisce quello di stato con meno visibilità, ma altrettanta persistenza. La misura è rigorosa: database costruiti ex novo, migliaia di politici e manager incrociati manualmente, modelli econometrici a effetti fissi e casuali.

I numeri parlano. In Francia, nel periodo oggetto di analisi, le imprese connesse sono il 10,8% del campione, ma rappresentano il 15,6% della capitalizzazione di Euronext e quasi il 13% del Pil. Non sono le anticamere del potere, ma il cuore del sistema produttivo.

Il risultato più rilevante non riguarda la redditività. Le imprese connesse guadagnano meno e sono meno efficienti, ma detengono un potere di mercato maggiore. Conta anche il canale. In Italia la connessione proprietaria — un azionista rilevante in parlamento — pesa sul potere di mercato e sull’accesso al credito, mentre quella attraverso i consiglieri di amministrazione incide sulla performance contabile.

Come interagiranno le connessioni politiche con la transizione Esg? Le imprese connesse ridefiniscono i criteri a proprio vantaggio — lo hanno fatto con le privatizzazioni, lo faranno con la sostenibilità. Il capitalismo connesso non scompare. Cambia solo la forma.

Il nostro studio prende in esame connessioni che potremmo definire “gentili”, ben diverse da quelle attuali che usano strumenti bellici, manipolano il mercato a proprio beneficio e si stanno appropriando della moneta attraverso le criptovalute. Questa, tuttavia, è ancora un’altra storia!

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