Quando l’empatia in azienda diventa vulnerabilità (e come proteggersi)
Per promuovere un'empatia sicura bisogna creare contesti che la proteggano e valorizzino come risorsa
di Lorenzo Fagiani*
3' di lettura
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«Ho paura di essere troppo empatica perché poi gli altri se ne approfittano».
Questa è la frase che, qualche settimana fa, una partecipante ha condiviso durante un’aula di formazione all’interno di un’azienda globale. Il tema centrale era l’empatia. Una frase semplice, diretta, eppure disturbante. Non tanto per ciò che dice, quanto per il fatto che esista.
Ho avuto bisogno di lasciarla decantare. Perché non è una provocazione, né una battuta cinica. È il risultato di un’esperienza. È una frase che racconta qualcosa che è già successo e che purtroppo si verifica spesso.
In azienda si parla molto di empatia. Si investono tempo e risorse per sensibilizzare le persone su questo tema, lo si inserisce nei modelli di leadership, nei percorsi di sviluppo manageriale, nei framework sulle competenze trasversali. Eppure, nonostante tutto questo, emergono affermazioni come quella citata. Vale allora la pena fermarsi e chiedersi perché.
Chi pronuncia una frase del genere non sta rifiutando l’empatia. Non sta dicendo che non serve, né che sia inutile. Sta dicendo qualcosa di più scomodo: essere empatici, in certi contesti, viene percepito come rischioso.








