Quand’è che gli Stati possono ricorrere alla forza?
di Gareth Evans
9' di lettura
9' di lettura
I recenti attacchi missilistici di Stati Uniti, Regno Unito e Francia contro le basi militari siriane in risposta al presunto impiego di armi chimiche da parte del governo nella città di Douma, controllata dai ribelli, hanno riproposto la domanda sull’accettabilità dell’uso della forza contro uno stato sovrano. I contesti variano. Alcuni Paesi possono usare la forza per scatenare una guerra difensiva, esercitare la “responsabilità di proteggere” dai genocidi e altri crimini contro l’umanità, o impedire l’acquisizione o l’impiego di armi di distruzione di massa. Ma la domanda è sempre la stessa: quand’è giusto combattere?
Ci saranno sempre delle parti interessate o dei giuristi internazionali pronti a contestare singoli casi. Eppure, tra i policymaker e i loro consiglieri, c’è più consenso a livello internazionale sull’uso appropriato della forza di quanto non sembri. Analizzare la portata e i limiti di tale consenso può aiutare a inquadrare meglio sia l’attuale dibattito sulla Siria che eventuali dibattiti futuri.
Almeno dall’epoca del controverso intervento militare della Nato in Kosovo nel 1999 – in cui la forza alleata bombardò Belgrado, la capitale serba, senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu – c’è ampio accordo a livello internazionale su tre punti. Il primo è che esiste una differenza tra legalità e legittimità. L’uso della forza può essere legittimo senza essere tecnicamente legale, e può essere tecnicamente legale senza essere percepito dal mondo come legittimo.
Il secondo punto è che la legalità è determinata dalla conformità alle disposizioni della Carta delle Nazioni Unite, e nient’altro. Il terzo punto, infine, è che esistono criteri prudenziali di legittimità generalmente riconosciuti che sono perlopiù accettati a livello informale, sebbene non siano stati codificati da trattati internazionali, disposizioni della Carta dell’Onu, o risoluzioni dell’Assemblea Generale dell’Onu o del Consiglio di Sicurezza.
Definire la legalità
Per quel che concerne la legalità, la Carta delle Nazioni Unite specifica che l’impiego della forza militare nel territorio di uno stato sovrano senza il consenso di quest’ultimo è ammesso solo in presenza di almeno una delle due condizioni seguenti. La prima è la legittima difesa, come sancito nel Capitolo VII, articolo 51, la seconda è l’approvazione del Consiglio di Sicurezza, come sancito nel Capitolo VII e nel Capitolo VIII (per i casi che riguardano l’uso della forza da parte di organizzazioni regionali).

