Qualità della ricerca, Padova prima tra gli atenei statali davanti a Trento
Tra le università non statali prevale invece la Bocconi che precede la Luiss. Nell’80% dei casi ricercatori neoassunti più produttivi degli stabili
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Tra le università statali la prima per qualità media della ricerca è Padova davanti a Trento. Tra le private la spunta invece Milano Bocconi che precede la Luiss Guido Carli. A dirlo sono le prime rilevazioni per ateneo della Vqr 2020-2024, che hanno preso in esame 199mila pubblicazioni scientifiche (articoli, monografie, contributi in volume eccetera) e che confluiranno nel rapporto completo dell’Agenzia Anvur in calendario per il 28 maggio. In quella sede si potrà anche accedere alle graduatorie per aree disciplinari e sapere, dunque, chi è più avanti nelle Scienze mediche, chi nelle Scienze economiche e sociali, chi in Ingegneria civile è così via eccetera.
Una premessa è d’obbligo. E cioè che non si tratta di “pagelle” soltanto teoriche; dai loro risultati dipenderà, infatti, l’assegnazione di gran parte della quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) delle università (che nel 2025 è stata pari a 2,5 miliardi sui quasi 9,4 complessivi).
Le differenze rispetto al ciclo precedente
In un incontro organizzato giovedì 16 aprile l’Agenzia Anvur ha presentato i risultati a livello di istituzione della quarta Valutazione della qualità della Ricerca (Vqr), che si riferisce al quinquennio 2020-2024 e che, concretamente, si è svolta tra la presentazione del bando di ottobre 2023 e la trasmissione dei risultati al Mur avvenuta a marzo.
In aumento ci sono sia i prodotti valutati, che sono passati dai 182.648 della Vqr 2015-19 ai 199.816 dell’attuale ciclo (+9,4%), sia i ricercatori accreditati, che sono saliti da 65.119 a 75.869 (+16,5%). In totale sono state giudicate 132 istituzioni di cui 100 atenei (due in più del quinquennio precedente), 13 enti di ricerca (anziché 14) e 19 istituzioni volontarie (invece di 22). La volta scorsa erano state 134.
I lavori sono stati suddivisi tra 19 Gruppi di esperti della valutazione (Gev), complessivamente composti da 719 esperti disciplinari e 37 interdisciplinari provenienti da Istituzioni italiane e straniere; nella valutazione sono stati inoltre coinvolti oltre 6.740 revisori esterni, anch’essi sia italiani che stranieri. Numeri che danno un’idea dello sforzo complessivo messo in campo dall’Agenzia.
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