Inquinamento

Qualità dell’aria: allarme dei medici sul rischio ambientale per la salute

Diciassette società scientifiche e mediche invitano il Governo a recepire la Direttiva Ue entro dicembre senza ricorrere ad una possibile proroga

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

In Italia circa 70mila morti l’anno sono attribuibili all’esposizione all’inquinamento atmosferico, 300mila in Europa. Per questo il mondo medico e scientifico scende in campo direttamente con una lettera al Governo, lanciando l’allarme sul rischio ambientale per la salute.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La nuova direttiva europea

Sono diciassette le società scientifiche e associazioni mediche italiane che hanno inviato un testo condiviso al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e - per conoscenza, ministro della Salute Orazio Schillaci e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni - nel quale chiedono al Governo di recepire entro i termini previsti la nuova Direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria ambiente e di non ricorrere alle possibilità di deroga previste dalla normativa europea.

Loading...

La Direttiva, che dovrà essere recepita entro l’11 dicembre 2026, introduce valori limite più rigorosi per i principali inquinanti atmosferici, avvicinando progressivamente gli standard europei alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.

I rischi legati all’inquinamento

Per le organizzazioni firmatarie si tratta innanzitutto di una questione di salute pubblica e prevenzione. L’inquinamento atmosferico rappresenta infatti il principale rischio ambientale per la salute in Europa, con oltre 300mila decessi attribuibili ogni anno. L’Italia, come accennato, è tra i Paesi maggiormente interessati visto che si stimano circa 70 mila morti l’anno dovuti all’esposizione all’inquinamento atmosferico.

“La nuova direttiva europea rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela della salute pubblica. Chiedere deroghe o rinviare il raggiungimento dei nuovi standard significherebbe prolungare l’esposizione di milioni di persone a un fattore di rischio che sappiamo essere prevenibile”, dichiara in proposito Roberto Romizi, presidente di Isde Italia, l’Associazione medici per l’ambiente.

“I dati scientifici sono ormai inequivocabili: l’inquinamento atmosferico contribuisce allo sviluppo e all’aggravamento di patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e oncologiche - spiega ancora Romizi - e colpisce in modo particolare bambini, anziani e persone con patologie croniche. Ridurre rapidamente le concentrazioni degli inquinanti non è quindi soltanto un obiettivo ambientale, ma una delle più importanti azioni di prevenzione sanitaria che possiamo mettere in campo”.

Il progetto Cambiamo aria

“Con il progetto Cambiamo aria - chiude il presidente Isde - stiamo seguendo concretamente ciò che accade nelle città italiane e i dati mostrano quanto lavoro resti ancora da fare. Per questo chiediamo al Governo di recepire pienamente la direttiva europea, senza deroghe, e di accompagnarla con politiche coerenti e risorse adeguate. Ogni anno guadagnato nel miglioramento della qualità dell’aria significa malattie e morti premature evitate”.

Va detto che, per le organizzazioni firmatarie, il recepimento della nuova direttiva europea non deve essere considerato soltanto un adempimento normativo o ambientale: migliorare la qualità dell’aria significa prevenire malattie e morti evitabili e tutelare concretamente la salute della popolazione.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti