Quali competenze servono per lavorare con l’intelligenza artificiale?
Nel volume “Intelligenza” gli autori Luca Tremolada e Silvia Zanella raccontano l’impatto dell’Ai sul mercato del lavoro.
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Pubblichiamo uno stralcio dell’introduzione del libro “Intelligenza” (Franco Angeli)
La prima volta che ho lavorato con una macchina è stato nel novembre del 2022, quando è uscito ChatGPT. Per essere sinceri, non era la mia prima volta con un software che risponde in linguaggio naturale. Mi ero già misurato con il Natural Language Processing. Concettualmente gli NLP sono gli antenati di ChatGPT, ma non i diretti discendenti.
Diciamo che è come la meccanica classica lo è per la relatività. (..) Fin dall’inizio, ChatGPT non sembrava un’evoluzione della tecnologia esistente ma qualcosa di qualitativamente diverso: capiva le domande, il contesto e rispondeva a tono.
Nonostante i miei vent’anni di giornalismo scientifico mi abbiano reso cinico verso la vita in generale – e soprattutto verso le nuove tecnologie – la prima volta che ho inserito un prompt nella versione 3.5 di ChatGPT ho sentito “come una perturbazione nella Forza” (cit. Guerre stellari).
D’istinto ho digitato: “Scrivi un articolo di scienza e tecnologia come se fossi Luca Tremolada de Il Sole 24 Ore”. E lei (lui) ha eseguito istantaneamente il compito. Ho letto tutto. Mi sono alzato dalla sedia e ho abbracciato mia moglie in silenzio pensando: “Ho ancora un posto di lavoro, quella cosa inventa, non è precisa e poi è noiosissima da leggere”.





