I palestinesi partecipano al funerale di 112 membri dei clan Hassayna e Abu Sharia, uccisi in un attacco israeliano nel 2023 e i cui resti sono stati recuperati dalle macerie, secondo quanto riferito dalla Protezione Civile di Gaza, nella città di Gaza, il 4 agosto 2026. REUTERS/Dawoud Abu Alkas via REUTERS

04 agosto 2026

Guerra ultime notizie. Netanyahu: «Non ci ritireremo da attuali linee a Gaza fino a disarmo completo Hamas»

Il premier israeliano: «Trump ritiene, e il suo team ritiene, che Hamas possa essere completamente disarmato e Gaza smilitarizzata. Stiamo valutando la questione. Ci hanno inviato una bozza ma non eravamo d’accordo. Non era la nostra bozza. Abbiamo inviato le nostre risposte»

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4 agosto 2026Aggiornamento fissato

Rubio, progressi nei colloqui con l’Iran per la riapertura di Hormuz

“Sono stati compiuti progressi” nei colloqui con l’Iran per la riapertura dello stretto di Hormuz. Lo ha detto Marco Rubio palrando con i giornalisti al dipartimento di Stato. Il segretario ha, tuttavia, precisato che “non si è ancora giunti a una conclusione definitiva. Speriamo che ciò avvenga a brevissimo”. Sullo Stretto di Hormuz, ha detto Rubio, “c’è un dialogo nei negoziati in cui siamo coinvolti tra Oman e Iran su come consentire a un maggior numero di navi di attraversarlo in sicurezza nel breve termine, mentre ci muoviamo verso i colloqui a lungo termine sul nucleare. Sono stati fatti progressi, ma non si è ancora giunti a una conclusione. Confidiamo sia finalizzata a brevissimo”. Il segretario di Stato americano, nel corso della firma di un accordo sul nucleare civile con il vicepresidente del Paraguay Pedro Alliana, ha aggiunto che “ci sono navi in transito attraverso lo Stretto e sta passando petrolio. Lo Stretto è aperto”.

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio interviene durante la cerimonia di firma di un protocollo d'intesa con il vicepresidente paraguaiano Pedro Alliana sulla cooperazione strategica nel settore del nucleare civile, presso il Dipartimento di Stato a Washington, D.C., Stati Uniti, il 4 agosto 2026. REUTERS/Kevin Lamarque

4 agosto 2026

Cnn: «Usati l’80% di intercettori Thaad e circa il 50% di Patriot contro l’Iran»

Il conflitto con l’Iran sta esercitando una pressione senza precedenti sulle scorte di missili statunitensi, che hanno raggiunto livelli «pericolosamente bassi». Le operazioni militari, riporta la Cnn, hanno portato all’uso di parte considerevole degli intercettori per la difesa aerea più avanzati, spingendo Washington a rivalutare i rischi di una campagna prolungata. Le forze armate Usa hanno impiegato quasi l’80% degli intercettori Thaad e circa la metà di quelli Patriot rispetto alle scorte pre-conflitto. Nelle ostilità, l’esercito ha usato praticamente tutti i missili terra-terra a lungo raggio a guida di precisione a sua disposizione.

4 agosto 2026

Netanyahu: non ci ritireremo da attuali linee a Gaza fino a disarmo completo Hamas

Le truppe israeliane “non si ritireranno dalle attuali linee a Gaza finché Hamas non sarà completamente disarmato”. Ad affermarlo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un video postato su Facebook, citato dal Times of Israel. “Trump ritiene, e il suo team ritiene - prosegue - che Hamas possa essere completamente disarmato e Gaza smilitarizzata - stiamo valutando la questione”. “Ci hanno inviato una bozza - afferma ancora - ma non eravamo d’accordo. Non era la nostra bozza. Abbiamo inviato le nostre risposte”. Israele - ha poi fatto presente Netanyahu - sta “ordinando alle truppe delle Idf (le Forze di Difesa israeliane) di fare tutto il necessario per difendersi, difendere il nostro territorio e proteggere i nostri civili”.

4 agosto 2026

Trump ha avuto un colloquio telefonico con l’emiro del Qatar

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, hanno avuto oggi un colloquio telefonico sugli ultimi sviluppi regionali, compresi gli sforzi per “allentare” le tensioni tra Stati Uniti e Iran e “colmare il divario” nelle rispettive posizioni. A riferirne, con una dichiarazione, è stato l’ufficio dell’emiro. Durante la telefonata, riferisce Al Jazeera, Trump ha elogiato il ruolo del Qatar nel “sostenere gli sforzi diplomatici e facilitare il dialogo”, mentre l’emiro ha sottolineato la necessità di proseguire con il dialogo e il rispetto di tutte le parti del Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran siglato a metà giugno.

4 agosto 2026

Iran, Guardian: profitti per 93 mld Usd per compagnie petrolifere

Un’analisi del Guardian ha rilevato che otto delle più grandi compagnie petrolifere hanno accumulato profitti per quasi 93 miliardi di dollari in soli tre mesi, dopo che la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha innescato un’impennata del prezzi del petrolio, che ha superato i 100 dollari al barile. I dati suggeriscono che gli otto produttori di petrolio quotati in borsa - Aramco, Bp, Shell, Equinor, TotalEnergies, Eni, Chevron ed ExxonMobil - abbiano registrato oltre 700.000 dollari di profitto al minuto nei tre mesi fino alla fine di giugno, primo trimestre fiscale completo dopo lo scoppio della guerra.

4 agosto 2026

Il petrolio chiude a New York a -5% con l’ipotesi di accordo Usa-Iran

Il petrolio chiude a New York in brusca frenata sulle ipotesi di accordo tra Usa e Iran, anticipate dal segretario al Tesoro Scott Bessent: il Wti, il riferimento americano, cede il 5,81%, a 75,67 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, perde il 5,35% e scivola a quota 79,29.

4 agosto 2026

Gaza, funerale di massa per oltre 100 salme: sono le vittime di un attacco israeliano del 2023

A Gaza funerale di massa in cui sono state sepolte oltre 100 salme, finalmente recuperate in seguito a un attacco israeliano sulla Striscia risalente al 2023. Più di 300 persone sono state uccise il 22 novembre 2023, a poche settimane dall’inizio della guerra con Hamas, quando aerei da combattimento hanno raso al suolo un isolato residenziale nel quartiere di Sabra, nella città di Gaza. Circa 40 salme sono state recuperate poco dopo in una frenetica ricerca condotta con attrezzi rudimentali e a mani nude, ma la maggior parte è rimasta sepolta in profondità sotto le macerie. Durante il fine settimana, i soccorritori hanno scavato tra gli edifici distrutti e recuperato i resti di 112 vittime, tra cui 40 bambini, secondo la Difesa Civile, un’agenzia di soccorso che opera sotto l’egida del Ministero dell’Interno gestito da Hamas. L’agenzia ha dichiarato che 157 corpi non sono ancora stati ritrovati.

4 agosto 2026

Gaza, Israele ordina alle forze armate di limitare le operazioni

Israele ha ordinato alle forze armate presenti nella Striscia di Gaza di limitare le operazioni agli attacchi necessari per eliminare “minacce immediate”, mentre le uccisioni mirate richiederanno l’approvazione del capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e della leadership politica. Lo riportano i media israeliani.

La direttiva arriva all’indomani del colloquio avuto dal premier israeliano Benjamin Netanyahu con il direttore generale del Board of Peace, Nikolay Mladenov. Secondo il quotidiano Ynet, Mladenov ha chiesto a Israele di sospendere gli attacchi per due settimane per consentire il completamento dei negoziati con Hamas sulla roadmap per il disarmo.

4 agosto 2026

Mar Rosso, nave indiana affonda dopo attacco degli Houthi

La Guardia Costiera yemenita ha soccorso l’equipaggio di una nave mercantile indiana attaccata da un’imbarcazione con trappole esplosive nel Mar Rosso. Lo scrive il portale di notizie yemenita HYemen24. A fine luglio la situazione nel Mar Rosso si è nuovamente aggravata dopo che il movimento dei ribelli yemeniti di Ansar Allah, noti anche come Houthi, ha annunciato un blocco delle navi che fanno scalo nei porti sauditi e ha minacciato di attaccare le petroliere legate al regno saudita. Dopo l’attacco, ha dichiarato il ministro dei trasporti marittimi indiano Sarbananda Sonowal, la nave si è poi capovolta ed è affondata. Secondo il ministro, la nave mercantile MSV Faize Noore Oliya è stata “colpita da un proiettile vicino alle acque yemenite”.

In una piazza di Sana'a, nello Yemen, il 4 agosto 2026, è visibile un modello di drone realizzato dagli Houthi. Gli Houthi yemeniti hanno affermato di aver sferrato un attacco con un drone contro l’aeroporto di Najran, nel sud-ovest dell’Arabia Saudita, in risposta alle presunte violazioni dello spazio aereo yemenita da parte di droni sauditi, secondo una dichiarazione del portavoce militare degli Houthi Yahya Saree. EPA/YAHYA ARHAB

4 agosto 2026

Teheran: colloqui con Oman su Hormuz procedono positivamente

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che l’Iran e l’Oman stanno proseguendo i colloqui volti a garantire la sicurezza del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, concentrandosi sulla designazione di corsie sicure in entrata e in uscita. In dichiarazioni riportate dall’emittente iraniana IRIB, Baghaei ha affermato che i colloqui sono stati “valutati positivamente sia a livello tecnico che politico”, poiché l’Iran sta lavorando per sviluppare i “meccanismi” necessari per gestire il traffico nello Stretto.

4 agosto 2026

Guerra in Medio Oriente - 4 agosto 2026

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4 agosto 2026

Libano-Israele, terminata prima giornata colloqui a Roma

Si è conclusa a Roma la prima giornata dell’ultimo round di negoziati tra Israele e Libano. Secondo l’emittente libanese Lbci, i principali temi discussi sono stati le zone pilota, il cessate il fuoco, le esplosioni nei tunnel e la distruzione dei villaggi nel Libano meridionale. I colloqui riprenderanno domani e sono previsti anche dopodomani.

4 agosto 2026

Hormuz, media: Iran vuole controllo in entrata e supervisione uscita

Secondo quanto anticipato alla Reuters da una fonte iraniana, Teheran ha chiesto il controllo del traffico marittimo in entrata attraverso lo Stretto di Hormuz e la supervisione sul traffico in uscita, con la possibilità di intervenire se necessario, nei colloqui in corso con l’Oman su un accordo per riaprire lo stretto.

La fonte, coinvolta nei colloqui, ha sottolineato che questa è “l’idea generale attualmente in discussione”, precisando che la rotta in uscita seguirebbe un percorso tra Iran e Oman, con l’autorizzazione all’uscita concessa attraverso l’Oman previa notifica all’Iran. “È improbabile che Teheran cambi la sua posizione”, ha aggiunto la fonte.

4 agosto 2026

Doha, si spera in accordo tra Usa e Iran nelle prossime ore o giorni

Il Qatar sostiene gli sforzi di mediazione dell’Oman e si augura che si possa raggiungere un accordo nelle prossime ore o nei prossimi giorni. Lo ha detto, nella sua conferenza stampa settimanale, il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed Al-Ansari, ricordando che il suo Paese continua a chiedere una de-escalation e il dialogo. Lo scrive Al Jazeera. Ansari ha confermato che non sono in corso colloqui diretti, ma che i mediatori si stanno confrontando, aggiungendo che le bozze di accordi vengono scambiate, come avviene fin dall’inizio del conflitto a febbraio.

4 agosto 2026

Libano: Tajani sente Fidan, auspicio che negoziati di Roma portino ad attesa soluzione pacifica

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio con l’omologo turco Hakan Fidan. “Ci siamo confrontati innanzitutto sul Libano, con l’auspicio che i negoziati in corso oggi a Roma rappresentino un nuovo passo avanti verso la piena attuazione di un accordo generale - ha scritto il vicepremier su X - Ho ribadito che resta fondamentale consolidare il cessate il fuoco e mantenere anche in futuro una presenza internazionale sul terreno. Il ministro Fidan ha confermato il forte auspicio della Turchia i negoziati di Roma portino progressivamente ad una soluzione pacifica che la tutta la regione attende”. “Ho espresso apprezzamento a Fidan per il ruolo svolto dalla Turchia nel favorire l’accordo sul disarmo di Hamas, un passo importante verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente - ha scritto Tajani - Abbiamo infine sottolineato l’importanza di garantire la libertà di navigazione immediata nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso, essenziale per la sicurezza energetica e il commercio internazionale”. “Italia e Turchia vogliono continuare a lavorare insieme alla soluzione delle crisi della nostra regione, e vogliono rafforzare le loro relazioni bilaterali sul piano politico e su quello economico”, ha concluso.

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4 agosto 2026

Il petrolio cede più del 3% dopo parole Bessent su possibile accordo Usa-Iran

Il petrolio cede più del 3% dopo che il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha detto che Stati Uniti e Iran potrebbero raggiungere un accordo oggi o domani per riaprire lo Stretto di Hormuz, garantendo la libertà di transito alle navi commerciali: il Wti, riferimento americano, cede il 3,87%, a 77,23 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, perde il 3,10%, a quota 81,17. “C’è la possibilità di raggiungere un accordo oggi o domani per aprire lo stretto e muoverci verso una situazione più normalizzata in questo conflitto”, ha detto Bessent alla Cnbc, aggiungendo che su Hormuz “si tratterebbe di libertà di transito”.

4 agosto 2026

Iran: Bessent, potremmo raggiungere domani accordo per riaprire Hormuz

“Potremmo raggiungere un accordo con l’Iran domani per l’apertura di Hormuz”. Lo ha detto il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent in un’intervista alla Cnbc. Ha affermato di aspettarsi che i prezzi dell’energia si “stabilizzino” e che i mercati potrebbero assistere a “un’ondata di vendite di sollievo man mano che i prezzi diminuiscono”. Bessent ha aggiunto di aver già visto “parecchie navi uscire da Hormuz anche adesso”.

4 agosto 2026

Iran, Reuters: Usa hanno quasi esaurito missili a lungo raggio

Le forze armate degli Stati uniti avrebbero consumato quasi tutte le scorte di missili terrestri a lungo raggio Atacms e Precision Strike Missile durante i cinque mesi di guerra contro l’Iran, sollevando interrogativi sulla capacità americana di affrontare eventuali crisi con Russia e Cina. Lo riferisce Reuters, citando tre fonti a conoscenza dei dati.

Secondo due delle fonti, Washington avrebbe utilizzato “praticamente tutti” gli Atacms e i più moderni PrSM. Il Comando centrale americano avrebbe quasi esaurito le munizioni disponibili prima del conflitto, pur potendo ricevere nuovi rifornimenti dalle scorte dislocate in altre parti del mondo.

I missili, dal costo superiore al milione di dollari ciascuno, consentono di colpire obiettivi a grande distanza senza esporre direttamente aerei ed equipaggi. Gli Atacms forniti dagli Stati uniti hanno avuto un ruolo importante anche nella guerra in Ucraina, mentre i PrSM sono destinati a sostituirli progressivamente.

La Casa bianca ha respinto le preoccupazioni. Il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati uniti dispongono di “molte più munizioni di chiunque altro al mondo” e che le aziende della Difesa stanno producendo a livelli record.

4 agosto 2026

Qatar, in corso sforzi per soluzione diplomatica tra Usa e Teheran

Gli sforzi per raggiungere una soluzione diplomatica tra Stati Uniti e Iran sono “in corso”. Lo ha dichiarato Majed Al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, citato dai media israeliani. “Possiamo confermare che gli sforzi proseguono con tutte le parti e che stiamo cercando una soluzione diplomatica”, ha affermato Ansari. L’obiettivo principale di questi sforzi, ha aggiunto, è la de-escalation e l’apertura dello Stretto di Hormuz.

4 agosto 2026

Qatar, sforzi in corso per rilanciare negoziati

Il Qatar, Paese mediatore, ha spiegato che gli sforzi per una soluzione diplomatica al conflitto tra Iran e Stati Uniti continuano, ma senza colloqui diretti previsti tra le due parti. “Possiamo confermare che gli sforzi proseguono con tutte le parti”, ha sottolineato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri, Majed Al Ansari, aggiungendo che i negoziati sono incentrati su un “accordo a breve termine che ci aiuterebbe a rilanciare le discussioni e a tornare pienamente agli sforzi di mediazione”.

4 agosto 2026

Media, «Usa hanno esaurito maggior parte missili precisione a lungo raggio»

Gli Stati Uniti hanno esaurito la maggior parte delle loro scorte di missili di precisione a lungo raggio durante la guerra di cinque mesi con l’Iran, suscitando preoccupazioni tra i funzionari statunitensi circa la prontezza militare americana in futuri conflitti. Lo riporta Haartez, citando la Reuters, secondo cui tra le armi esaurite figurano il sistema missilistico tattico dell’esercito (Army Tactical Missile System) e il più recente missile antinave di precisione (Precision Strike Missile). Fonti a conoscenza dei dati militari statunitensi affermano che il Pentagono ha utilizzato “praticamente la totalità” di entrambi i sistemi. Gli Stati Uniti hanno inoltre utilizzato quasi la metà del loro arsenale globale di missili da crociera Tomahawk, secondo quanto riferito da una fonte.

La sospensione degli attacchi americani in Iran ha innescato discussioni interne all’amministrazione Trump su quanto a lungo Washington possa continuare i raid contro Teheran senza compromettere la propria capacità di rispondere ad altre minacce. I missili Atacms e PrSm consentono alle forze statunitensi di colpire obiettivi da lunghe distanze senza mettere a rischio i velivoli e sono considerati armi importanti in un potenziale conflitto con la Cina o altri avversari pesantemente armati. Una fonte ha affermato che la scelta dell’amministrazione di affidarsi a questi missili rifletteva la decisione di evitare attacchi più rischiosi che coinvolgessero aerei pilotati. Le fonti non hanno rivelato il numero di missili ancora presenti negli arsenali statunitensi. Nelle scorse settimane, i funzionari militari avevano avvertito che le scorte di armi difensive stavano diminuendo. Una recente analisi del Center for Strategic and International Studies ha stimato che circa il 65% dei missili intercettori Patriot statunitensi e almeno il 38% dei missili intercettori Thaad sono stati utilizzati durante la guerra. La Casa Bianca ha respinto le preoccupazioni sulla prontezza operativa degli Stati Uniti, con il presidente Donald Trump che ha affermato che l’esercito possiede “molte più munizioni di chiunque altro al mondo” e che le aziende del settore della difesa stanno aumentando rapidamente la produzione. Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha affermato che le forze armate statunitensi hanno “tutto il necessario” per portare a termine le operazioni ordinate dal presidente, mantenendo al contempo la capacità di proteggere gli interessi degli Stati Uniti.

4 agosto 2026

Houthi, abbiamo attaccato un aeroporto saudita

Gli Houthi in Yemen affermano di aver attaccato un aeroporto saudita. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha affermato di aver “colpito con successo un obiettivo sensibile appartenente al nemico saudita presso l’aeroporto di Najran utilizzando un drone”, aggiungendo che l’attacco all’aeroporto meridionale è stato “una risposta alla violazione dello spazio aereo sui governatorati di Saada e Hajjah da parte del nemico saudita tramite droni”. L’attacco degli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, arriva mentre le tensioni con l’Arabia Saudita si acuiscono dopo che i ribelli hanno dichiarato un blocco marittimo contro Riad e colpito le sue navi.

4 agosto 2026

Aramco registra utili in crescita del 44% nel Q2 2026 nonostante attacchi Houthi

Un dipendente si trova vicino alle condutture utilizzate per lo sbarco e lo scarico di petrolio greggio e raffinato presso il North Pier Terminal, gestito da Saudi Aramco, a Ras Tanura, in Arabia Saudita, lunedì 1 ottobre 2018. Saudi Aramco punta a diventare un raffineria e un produttore chimico di livello globale, cercando di trarre profitto dai settori dell’industria petrolifera in cui la domanda sta crescendo più rapidamente, sostenendo al contempo la diversificazione economica del regno. Fotografo: Simon Dawson/Bloomberg

Il colosso petrolifero saudita Aramco ha annunciato un aumento del 44% del suo utile netto nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, trainato dall’impennata dei prezzi del petrolio greggio nel contesto della guerra in Medio Oriente.

Aramco, fiore all’occhiello dell’economia saudita e una delle aziende più preziose al mondo, ha dichiarato in un comunicato che il suo utile netto ha raggiunto i 122,6 miliardi di riyal sauditi (32,7 miliardi di dollari) nel secondo trimestre del 2026, rispetto agli 85 miliardi di riyal (22,67 miliardi di dollari) dello stesso periodo del 2025. Il direttore generale della compagnia petrolifera ha dichiarato che gli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen non hanno avuto un impatto reale sulla produzione del colosso petrolifero.

4 agosto 2026

Libano, Qassem: «basta concessioni inutili» a Israele

Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha pronunciato un discorso nel quale ha esortato le autorità libanesi a “smettere di fare concessioni inutili” nell’ambito dei negoziati con Israele.

“La distruzione sistematica di villaggi e città nel sud non dovrebbe forse essere un motivo per interrompere il dialogo con Israele?”, si è chiesto Qassem, aggiungendo che “l’Iran ha vinto e l’America ha fallito”.

“Siamo orgogliosi di stare al fianco dell’Iran e di avere l’Iran al nostro fianco”, ha concluso il leader di Hezbollah.

4 agosto 2026

Iran: parlamentare avvia raccolta firme per impeachment Araghchi

Il parlamentare iraniano Hosseinali Hajideligani ha reso noto che i parlamentari stanno raccogliendo prove per avviare la procedura di impeachment contro il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. “Stiamo raccogliendo la documentazione necessaria per avviare la procedura di impeachment contro Abbas Araghchi al momento opportuno”, ha dichiarato Hajideligani, come riporta Iran International. Ha sottolineato che qualsiasi accordo che violi la sovranità dell’Iran o ceda il controllo su qualsiasi parte delle sue acque territoriali costituirebbe una violazione della costituzione, aggiungendo che i parlamentari non farebbero marcia indietro sulla questione.

4 agosto 2026

Inviato Board of Peace incontra Netanyahu e sollecita la sospensione dei raid

Il funzionario del Board of Peace responsabile della transizione post-bellica di Gaza ha incontrato lunedì il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu – secondo quanto riferito in una nota – anche per discutere un nuovo accordo sul disarmo raggiunto dall’organismo con il gruppo militante Hamas.

Nikolay Mladenov, Alto Rappresentante per Gaza, ha tenuto colloqui “costruttivi e approfonditi” con Netanyahu e il suo staff, ha dichiarato il Board of Peace.

“L’obiettivo è chiaro e indiscutibile: la completa dismissione delle armi nella Striscia e il passaggio dal dominio delle armi a una governance civile”, si legge nella dichiarazione riferita all’enclave teatro del conflitto.

Mladenov ha inoltre sollecitato Netanyahu a sospendere gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, secondo quanto riferito da due persone informate sull’incontro. Mladenov e il suo team, che include il consigliere senior Aryeh Lightstone, stanno facendo pressione su Israele affinché cessi i raid su Gaza, mentre portano avanti l’accordo per la dismissione delle armi in possesso di Hamas.

In una dichiarazione rilasciata lunedì, Hamas ha affermato che il gruppo e diverse altre fazioni palestinesi “restano impegnati a quanto concordato in merito all’attuazione della seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco, inclusi gli obblighi di tutte le parti coinvolte”.

4 agosto 2026

Medioriente: stasera riunione gabinetto sicurezza Israele su accordo Gaza

Il gabinetto politico-di sicurezza di Israele si riunirà questa sera per discutere la questione dell’accordo nella Striscia di Gaza e del Board of Peace, in un contesto di opposizione da parte di alcuni ministri alla “tabella di marcia” pubblicata in merito al disarmo di Hamas. Lo riporta Ynet. Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich e il ministro degli Insediamenti Orit Strock hanno chiesto infatti una nuova votazione del governo sul piano del Board of Peace che consentirebbe l’ingresso di una forza di sicurezza multinazionale a Gaza. Secondo il Jerusalem Post, i ministri di estrema destra hanno affermato che l’approvazione iniziale del piano si basava su “informazioni incomplete e fuorvianti” e hanno esortato il premier di Israele Benjamin Netanyahu a revocare l’approvazione fino a quando non si terrà una nuova votazione.

4 agosto 2026

Iran: per Trump i colloqui sono «l’ultima possibilità» per Teheran

Il presidente Usa Donald Trump ha assicurato che i negoziati con l’Iran “sono in corso” e ha dichiarato che la sua offerta di colloqui rappresenta “l’ultima possibilità” per l’Iran, dopo aver annullato quello che ha definito un attacco di vasta portata contro la Repubblica islamica.

In una conversazione con i giornalisti alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che questi colloqui si svolgono “su richiesta” di Teheran e con il “sostegno” di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. “Voglio dare loro ogni ultima possibilità prima della decapitazione”, ha detto Trump ai giornalisti nello Studio Ovale. “Lo scoprirete oggi o domani. Voglio dire, le cose andranno in fretta, in un modo o nell’altro. Non è molto complicato”. Secondo Donald Trump, queste discussioni si concentrano in particolare sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.

In precedenza, aveva denunciato l’“incredibile doppiezza” dei leader iraniani in un messaggio sul suo social network Truth Social. “Chiedono un incontro (...), iniziano le discussioni, ne vengono programmate altre per l’immediato futuro, e poi dicono, pubblicamente e con orgoglio, che non stanno avendo alcun dialogo” ha scritto.

L’Iran ha negato di essere in trattative con gli Stati Uniti, ma ha affermato che i colloqui con l’Oman per consentire a un maggior numero di navi di attraversare lo Stretto di Hormuz stanno facendo progressi.

red-Ale

4 agosto 2026

Libano: al via colloqui a Roma con Israele sotto mediazione Usa, proseguiranno fino a giovedì

Riflettori accesi sui colloqui tra Libano e Israele a Roma, sotto la mediazione degli Stati Uniti. La nuova tornata negoziale che prende il via oggi fa seguito a quella ospitata nella Capitale il 14 e 15 luglio e proseguirà fino a giovedì. Sul tavolo l’attuazione del quadro trilaterale concordato dai due Paesi il mese scorso. E’ un passaggio delicato perché, mentre guerra Iran-Usa è ancora in fase delicata, bisogna consolidare la trattativa, fra Israele e Libano “proteggendola” dai contraccolpi della guerra in Iran. E su questo dossier l’Italia continua a ricavare un suo ruolo. Ieri, alla vigilia della sessione negoziale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto colloqui telefonici con i capi delegazione di Libano e Israele, Yechiel Leiter e Simon Karam. Nel corso delle telefonate di ieri, il ministro ha espresso apprezzamento per i primi risultati registrati nelle ’zone pilota’ dopo i colloqui di luglio e ha incoraggiato le parti a proseguire con spirito costruttivo, individuando soluzioni condivise che consentano di dare piena attuazione all’Accordo quadro. Ha inoltre accolto con favore il ridispiegamento delle Forze Armate Libanesi nelle aree di Froun-Srifa e Zawtar Occidentale, definendolo un segnale concreto dei passi avanti compiuti. In base all’accordo, il 21 luglio l’esercito libanese ha iniziato il proprio dispiegamento nella località meridionale di Zawtar al-Gharbiya, la prima “zona pilota”, autorizzando gli abitanti a farvi ritorno. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha dichiarato lunedì che sono in corso sforzi per ottenere “ritiri successivi delle forze israeliane dal territorio libanese, fino a un ritiro completo”, nel corso di una riunione del Consiglio dei ministri, come riferito dal ministro dell’Informazione Paul Morcos.

4 agosto 2026

Iran: voci su dimissioni Pezeshkian, lui nega

Il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian ha smentito alcune notizie che davano le sue dimissioni vicine. “Siamo in pieno coordinamento con le forze armate. Non mi dimetterò e resterò fermo sulla mia posizione”, ha detto in un’intervista che andrà in onda sulla tv di stato, “se dovessi dimettermi, lo annuncerò formalmente”. Il primo a far circolare le voci sulle dimissioni di Pezeshkian era stato Mohammad-Bagher Kharrazi, un alto prelato la cui sorella è sposata con il fratello della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Era stato lui a raccontare che Pezeshkian aveva minacciato di dimettersi “28 volte”, ma che si era poi fermato dopo essere stato avvertito che le sue prossime dimissioni sarebbero state accettate. A maggio, Iran International aveva riferito che Pezeshkian aveva presentato una lettera di dimissioni all’ufficio di Khamenei, affermando che il suo governo era stato escluso dalle decisioni più importanti e che i falchi avevano preso il controllo degli affari.

4 agosto 2026

Hezbollah, negoziati tra Libano e Israele portano vergogna e umiliazione

I negoziati tra il Libano e Israele portano “vergogna e umiliazione”. Lo dice Hezbollah, secondo cui il presidente libanese sta alimentando le divisioni con i colloqui con Israele. Oggi a Roma è previsto un nuovo round di colloqui trilaterali tra Israele, Libano e Stati Uniti per risolvere il conflitto nel Paese dei Cedri.

4 agosto 2026

Pezeshkian, non intendiamo allargare la guerra, né prolungarla

“Il conflitto, sia esso in un quartiere, in una città, in un paese o tra paesi, è una malattia che si è diffusa. Difenderemo i nostri confini, ma non intendiamo estendere la guerra né prolungarla”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, come riporta Iran International. “In queste circostanze dobbiamo lavorare per costruire una società sana, in modo che il nemico non sia tentato di entrarvi, lacerare il nostro tessuto sociale e distruggerlo”, ha aggiunto.

Guerra in Medio Oriente - 4 agosto 2026

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4 agosto 2026

Iran: Nyt, verso accordo con Oman per riapertura traffico Stretto Hormuz

Secondo funzionari iraniani e americani, Iran e Oman si stanno avvicinando a un accordo per riaprire il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Tuttavia, se l’accordo entrerà in vigore, potrebbe avere un prezzo elevato: la ratifica del controllo di Teheran su quella che, prima della guerra, era una via navigabile internazionale aperta al traffico. Lo scrive il New York Times. Secondo quanto riportato da funzionari a conoscenza dell’accordo in via di definizione, le navi dirette nel Golfo Persico transiteranno in un canale controllato dall’Iran, vicino alla sua costa. Le navi in uscita dal Golfo viaggeranno in un canale vicino all’Oman.

Funzionari iraniani affermano che, pur non essendo previsti pedaggi, l’accordo include una “tariffa di servizio” per coprire l’impatto ambientale del traffico marittimo, la sicurezza delle navi mercantili e delle petroliere e il personale. I ricavi verrebbero divisi equamente tra Iran e Oman, hanno dichiarato due funzionari iraniani. Ma un funzionario statunitense a conoscenza dei negoziati ha affermato lunedì che la versione iraniana “non è accurata” e che qualsiasi rotta “temporanea” istituita attraverso lo stretto non richiederebbe l’approvazione o l’autorizzazione dell’Iran e non prevederebbe alcun pedaggio.

4 agosto 2026

Iran: Teheran, noi più potenti di sei mesi fa

L’Iran e i suoi gruppi armati alleati sono più potenti di quanto non lo fossero sei mesi fa. Lo ha affermato Ebrahim Rezaei, membro della commissione parlamentare dell’Iran per la sicurezza nazionale e la politica estera. “Il potere e l’autorità della Repubblica islamica e del fronte di resistenza sono aumentati rispetto a sei mesi fa e, nonostante le minacce e la spavalderia, i nemici non possono lanciare un attacco su vasta scala contro l’Iran”, ha detto Rezaei, come riporta Iran International. Ha poi avvertito che qualsiasi nuovo “errore di valutazione” da parte degli avversari dell’Iran provocherebbe una risposta più dura.

4 agosto 2026

Iran: pronti raid in Ucraina, fermati dopo scuse di Kiev

L’Iran era pronto a colpire tre obiettivi in Ucraina in risposta all’attacco contro una nave commerciale iraniana nel Mar Caspio, ma ha sospeso l’operazione dopo che Kiev ha definito l’episodio accidentale. Lo ha dichiarato Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida suprema Mojtaba Khamenei, alla televisione di Stato iraniana.

La scorsa settimana Teheran aveva accusato l’Ucraina di avere attaccato una nave che trasportava ferro, uccidendo un membro dell’equipaggio e ferendone altri tre. Kiev aveva invece riferito di attacchi con droni contro due imbarcazioni russe utilizzate per il trasporto di materiale militare nel Mar Caspio.

Secondo Rezaei, l’Iran aveva predisposto una rappresaglia, poi annullata dopo una telefonata tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo ucraino. Durante il colloquio, Kiev avrebbe assicurato che l’attacco non era intenzionale.

“Anche se si è trattato di un errore, richiede comunque un risarcimento”, ha affermato Rezaei.

Nella stessa intervista, il consigliere ha dichiarato che Teheran è concentrata sui negoziati con l’Oman per lo Stretto di Hormuz e non sui colloqui con gli Stati uniti. Rezaei ha avvertito che, se il blocco della rotta marittima dovesse continuare, “le forze americane subiranno perdite”.

4 agosto 2026

Cognato Khamenei, «Leader pronto ad accettare dimissioni Pezeshkian»

La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei avrebbe avvertito il presidente Masoud Pezeshkian che le sue prossime dimissioni saranno accettate. E’ quanto afferma, in un video, un parente acquisito di Khamenei che ha provocato smentite categoriche e forti reazioni politiche. La notizia è riportata da Iran International. Mohammad-Bagher Kharrazi, un alto prelato la cui sorella è sposata con il fratello di Khamenei, ha affermato che Pezeshkian aveva minacciato di dimettersi “28 volte”, ma si era fermato dopo essere stato avvertito che le sue successive dimissioni sarebbero state accettate. “Se si dimette ancora una volta, lo approverò. Scriverò ’approvato’ sotto, e la questione sarà chiusa”, ha riferito Kharrazi citando le parole di Khamenei. “Pezeshkian non osa più - ha detto - Hanno fatto tutti marcia indietro”. Il 31 maggio 2026, Iran International aveva riportato che Pezeshkian aveva presentato una lettera di dimissioni ufficiale all’ufficio di Khamenei, affermando che il suo governo era stato escluso dalle decisioni più importanti e che le fazioni più intransigenti delle Guardie Rivoluzionarie avevano preso il controllo degli affari di stato. Mehdi Tabatabaei, vice responsabile della comunicazione e dell’informazione presso l’ufficio di Pezeshkian, ha respinto l’accusa di dimissioni di Kharrazi definendola “priva di fondamento e una vera e propria menzogna. Una sinistra alleanza di agitatori ingannevoli e fautori dell’estremismo e dell’incompetenza ha preso di mira la sacra unità e la coesione nazionale. Sono diventati burattini dei nemici dell’Iran. È deplorevole”. Secondo un altro consigliere dell’amministrazione Pezeshkian, il religioso “non ha mai visto il Leader né ha alcun legame con lui, ed è noto per le sue storie bizzarre”. Kharrazi ha inoltre affermato che Khamenei intendeva rimuovere Mohammad-Bagher Zolghadr dalla carica di segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e sostituirlo con Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema. Kharrazi ha inoltre affermato che al ministro degli Esteri Abbas Araghchi era stato detto che non aveva “alcun diritto di interferire nei negoziati in nessuna circostanza”, accusandolo di aver ripetutamente minacciato di ritirarsi dal processo diplomatico. Le accuse giungono nel contesto della continua lotta tra gli alleati di Pezeshkian e i falchi sulla responsabilità del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti, firmato dai presidenti iraniano e americano il 17 giugno.

4 agosto 2026

Iran: media, «vicino accordo con Oman su traffico marittimo a Hormuz»

L’Iran e l’Oman sono vicini a un accordo sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Secondo un articolo del New York Times che cita funzionari iraniani e americani, l’accordo prevederebbe che le navi in entrata nel Golfo Persico utilizzino una rotta controllata dall’Iran, mentre quelle in uscita dal Golfo navigherebbero su una rotta più vicina all’Oman. Fonti iraniane hanno affermato che l’accordo include “tariffe di servizio” che sarebbero utilizzate per “coprire l’impatto ambientale del traffico marittimo, la sicurezza delle navi e il personale”. Secondo le stesse fonti iraniane, i ricavi verrebbero divisi equamente tra Iran e Oman. Un funzionario statunitense ha affermato che la versione iraniana “non è accurata” e ha dichiarato che non tutte le rotte richiederebbero l’approvazione dell’Iran e non includerebbero tariffe di transito.

4 agosto 2026

Qatar, Egitto e Turchia condannano Israele, «continue violazioni a Gaza»

Turchia, Egitto e Qatar hanno condannato le “violazioni israeliane” a Gaza che “causano vittime civili” e “violano il diritto internazionale”. Lo riporta Anadolu.

4 agosto 2026

Mercantile colpito da ’proiettile non identificato’ nello Stretto di Hormuz

Un “proiettile non identificato” ha colpito una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, riferisce l’agenzia marittima britannica Ukmto senza menzionare feriti o danni. L’incidente è avvenuto a circa 37 km a nordest della città omanita di Al Khasab.

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