La guerra

Ucraina, Putin avverte: «Truppe occidentali un bersaglio legittimo». Trump: aiuteremo Kiev con garanzie di sicurezza

Trump annuncia che parlerà con il presidente russo

 Vladimir Putin

6' di lettura

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Il presidente russo, Vladimir Putin, parlando da Vladivostok ha detto che qualsiasi presenza di truppe occidentali in Ucraina diverrebbe bersaglio per le forze russe. Putin ha inoltre affermato che se si potesse raggiungere un accordo di pace sull’Ucraina, non ci sarebbe bisogno di truppe straniere. “Se si raggiungessero decisioni che portassero alla pace, a una pace a lungo termine, allora semplicemente non vedo il motivo della loro presenza sul territorio ucraino. Perché se si raggiungessero accordi, nessuno dubiti che la Russia li rispetterebbe pienamente”, ha affermato il leader del Cremlino, parlando all’Eastern Economic Forum.

Il portavoce del Cremlino ha ribadito il concetto. La Russia non può permettere alla Nato di schierare quelle che di fatto sono le sue truppe in Ucraina e farà del suo meglio per garantirne la sicurezza, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall’agenzia Tass. “Il tentativo della Nato di trovare una via d’accesso all’Ucraina rappresenta una minaccia per il nostro Paese”, ha affermato, parlando di “minaccia ai confini”. “E’ una minaccia per noi, perché la Nato considera la Russia un nemico, come si chiarisce nei suoi documenti. Non possiamo permettere che ciò accada. E faremo tutto il necessario per garantire la nostra sicurezza”, ha detto ancora Peskov.

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Ucraina, Trump: parlerò presto con Putin

Medvedev: «Iniziative dei Volenterosi non avranno conseguenze»

Il numero due del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, ha dichiarato che le iniziative dei cosiddetti Paesi ’Volenterosi’ per garantire la sicurezza dell’Ucraina non avranno “nessuna conseguenza”. Lo riporta l’agenzia Interfax. “Quindi si riuniscono e discutono il tema delle garanzie da dare all’Ucraina. Si inventano qualcosa, lo tirano fuori da diverse parti e poi lo presentano come garanzia. Questo non avrà alcuna conseguenza”, ha affermato Medvedev.

C’è stata anche una dura presa di posizione del Cremlino nei confronti dei Paesi europei accusati di “ostacolare” la risoluzione del conflitto in Ucraina. “Gli europei - sono le parole di Peskov, in un’intervista al quotidiano russo Izvestia - ostacolano la risoluzione in Ucraina. Non stanno contribuendo affatto”. Peskov accusa l’Europa di “continuare nei tentativi” di fare dell’Ucraina “il centro di tutto ciò che è anti-russo”.

Il Cremlino è “assolutamente” contrario alle garanzie militari americane ed europee offerte all’Ucraina per la sua sicurezza, ha affermato Peskov. “Gli stranieri, in particolare i contingenti militari europei e americani, possono garantire la sicurezza dell’Ucraina? - si chiede Peskov parlando con RIA Novosti -. Assolutamente no, non possono”. “Questa - ha aggiunto - non può essere una garanzia di sicurezza per l’Ucraina adatta al nostro Paese”.

Intanto Donald Trump manda messaggi distensivi. “Parlerò con Putin, abbiamo un buon dialogo”, ha detto il presidente rispondendo a chi gli chiedeva se dopo il colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avrebbe sentito Vladimir Putin.

Zelensky, da parte sua, in video al Forum economico di Cernobbio, ha sottolineato che è importante che le garanzie di sicurezza promesse a Kiev dai Paesi della coalizione dei volenterosi scattino subito, “senza attendere la fine dei combattimenti”. Zelensky ha poi detto che le garanzie sono anche di carattere economico, ringraziando i 26 Paesi che si sono detti disponibili ad appoggiare la sicurezza dell’Ucraina, parlando di “importante passo avanti”.

Infine, il ruolo della Cina nell’aggressione russa all’Ucraina. Pechino ha dichiarato di “opporsi con forza” alle richieste di esercitare pressioni economiche sulla Cina per i suoi rapporti con la Russia e la guerra in Ucraina, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esortato i Paesi europei a esercitarle. “Ci opponiamo fermamente alla pratica di trascinare costantemente la Cina nella questione (della guerra ucraina) e ci opponiamo fermamente all’imposizione della cosiddetta pressione economica sulla Cina”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Guo Jiakun in una conferenza stampa.

Garanzie, sanzioni e adesione Ue. Le mosse per Kiev

Non è solo un piano militare ma una strategia a tutto tondo, con un obiettivo ben preciso: evitare qualsiasi altra offensiva della Russia in Ucraina. Le mosse dell’Ue e dell’Occidente a garanzia di Kiev, sebbene della pace non si veda alcun segnale, stanno assumendo una forma via via più concreta. In conferenza stampa da Uzhorod, pur senza entrare nei dettagli della strategia militare, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa si sono soffermati sul piano che, secondo l’Ue e Kiev, non può prescindere dall’ingresso di Kiev nell’Unione.

Le garanzie di sicurezza

Zelensky ha ripetuto la necessità, per la Coalizione dei 26 Volenterosi, di mantenere il piano militare a tutela dell’Ucraina top secret. Ha tuttavia sottolineato che le truppe occidentali sul terreno saranno “nell’ordine delle migliaia. Questo è un dato di fatto, ma è ancora un po’ presto per parlarne”, ha puntualizzato. Il piano prevederà la partecipazione di tutti i 26 Paesi che fanno parte dei Volenterosi ma non alla stessa maniera. L’Italia (ma anche la Polonia, mentre sulla Germania resta un punto interrogativo) ha già annunciato che non invierà boots on the ground. E’ probabile, invece, che il governo si concentri sull’addestramento dell’esercito ucraino. Sul backstop degli Usa gli europei al momento non hanno dubbi. “Trump è stato chiaro nel suo sostegno”, ha spiegato Zelensky facendo riferimento alla call di Parigi tra il presidente americano e i leader dei Volenterosi.

Trump, la guerra in Ucraina è una vergogna deve finire

“La guerra in Ucraina è una vergogna, voglio che finisca” ha detto Donald Trump nello studio Ovale. E ha aggiunto: “Aiuteremo” l’Ucraina con le garanzie di sicurezza, “vogliamo salvare tante vite, faremo qualcosa”. “L’Europa sarà prima. I paesi europei vogliono essere primi e vogliono vedere la guerra finire”, ha aggiunto.

Sanzioni

Costa è stato chiaro: le sanzioni sono uno strumento per la pace perché aumentano la pressione sul Cremlino. Avanti, quindi, con il diciannovesimo pacchetto di misure europee. E, soprattutto, avanti nella ricerca di coordinare le sanzioni dell’Ue con quelle degli Alleati, in primis gli Stati Uniti. Un team della Commissione è volato Oltreoceano proprio per fare il punto con Washington sulle ulteriori sanzioni da mettere in campo. Il tema è stato al centro anche di una telefonata tra Ursula von Leye e il vicepresidente americano JD Vance.

L’adesione alla Ue

«È fondamentale che tutti vedano l’Ucraina nell’Ue». L’ingresso nell’Unione, per Zelensky, resta una delle maggiori garanzie di sicurezza da ottenere. Anche perché, come ha spiegato il presidente ucraino, l’obiettivo gode del supporto degli Usa e perfino la Russia non si oppone. Il problema l’Ue ce l’ha in casa e si chiama Ungheria. Bruxelles, da qui ai prossimi mesi, ha adottato una strategia: non portare più gli step per l’adesione di Kiev al Consiglio europeo, evitando che Viktor Orban li blocchi. Nel frattempo prosegue il lavoro di moral suasion nei confronti di Budapest. Sempre che a gennaio le elezioni non segnino la fine del premier sovranista.

Zelensky: parlato di sicurezza con Fico, Slovacchia non resterà a guardare

“Ho avuto un colloquio di sostanza con il Primo ministro della Slovacchia Robert Fico. Abbiamo trattato temi chiave, questioni di principio per l’Ucraina e questioni di principio per la Slovacchia”. E’ quanto rende noto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha accolto in visita il premier slovacco. “L’ho informato riguardo alla nostra conversazione di ieri con il presidente Trump, al nostro lavoro con i leader della Coalizione dei Volenterosi per promuovere la pace e garantire la sicurezza dell’Ucraina, e all’architettura di sicurezza per l’Europa. E la Slovacchia non resterà a guardare”.

“Il Primo ministro - prosegue Zelensky - mi ha parlato dei suoi contatti in Cina. Un tema distinto e importante è stata l’indipendenza energetica dell’Europa: il petrolio russo, così come il gas russo, non hanno futuro. La Slovacchia sostiene l’Ucraina nel suo percorso verso l’Unione europea. Questo è altamente significativo. Condividiamo anche l’opinione che l’Ucraina e la Moldavia debbano continuare ad avanzare insieme verso l’adesione all’Ue. Ugualmente importante è che la cooperazione bilaterale in materia economica, energetica e infrastrutturale qui, nella nostra regione, rafforzi i nostri popoli e i nostri paesi”.

Slovacchia e Ungheria ricevono petrolio russo attraverso l’oleodotto Droujba, che è stato recentemente preso di mira da attacchi ucraini, creando tensioni tra Kiev e questi paesi. Nella videoconferenza di ieri, Trump ha detto ai leader della coalizione dei volenterosi che l’Europa deve smettere di comprare petrolio russo e Zelensky ha aggiunto che è importante che anche l’Ungheria “ascolti questi segnali”.Il ministro ungherese degli Affari esteri Peter Szijjarto ha reagito durante una conferenza stampa alle critiche respingendo la colpa sull’Unione europea. “Il fatto che l’Ungheria cooperi con la Russia per la sicurezza dell’approvvigionamento è in gran parte dovuto al rifiuto da parte dell’Ue della nostra richiesta di assistenza per aumentare la capacità dei gasdotti dell’Europa sud-orientale”.

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