Putin, Modi, Erdogan, Kim: tutti alla corte di Xi Jinping
Si apre a Tanjin il 25esimo vertice Shanghai Coopertation Organization, la “Nato alternativa” che riunisce 26 leader euroasiatici sotto l’ombrello cinese
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La metà del globo con radici euroasiatiche e una precisa identità da Sud del mondo, una ventina di Paesi in tutto, è a Tianjin alla corte dell’imperatore Xi Jinping per disegnare la rotta comune dei prossimi dieci anni.
Un nuovo centro di gravità
Sotto l’ala del 25° Summit della Shanghai cooperation organisation Sco va di scena la ricerca un centro di gravità permanente alternativo nella sicurezza e nell’ economia, nelle relazioni internazionali, ma anche nella capacità di fare fronte comune in un contesto divisivo tra blocchi mondiali sempre più distanti e antitetici.
Il vertice di quest’anno è il più grande dalla fondazione della Sco vent’anni fa tanto che Liu Bin, assistente del ministro degli Esteri cinese e sempre più in carriera nei ranghi del Ministero, ha definito il blocco una “forza importante nella costruzione di un nuovo tipo di relazioni internazionali”.
Lo stile, da pianificazione strategica cinese, è lontanissimo dalla “distruzione creativa” trumpiana, a Tianjin la Cina pensa in grande e punta “a un nuovo ordine economico e politico internazionale equo” coagulando interessi che spaziano dal Pil al peso specifico nucleare e militare.
L’asse con la Russia di Putin
Una sorta di “Nato parallela” che accelera il passo. C’è l’India di Narendra Modi ancora sotto shock per lo schiaffo dei dazi al 50% inflitto dagli Usa dell’amico Donald Trump, inopinatamente aperta a una bilaterale con la Cina in terra cinese che non si verificava da anni dopo le frizioni al confine del 2020.








