Industria

Puglia Sounds fa scuola e promuove la rete nazionale delle music commission

Cultura. Dal 2010 è attiva l’azione di sviluppo della creatività, formazione musicale e produzione di eventi che ha riscosso molto successo. Da quattro anni è partito il progetto di ampliare l’esperienza pugliese sulla base di protocolli con le regioni

di Michele Casella

4' di lettura

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IIl sistema musicale italiano viaggia spedito. Lo dicono sia i numeri dello spettacolo dal vivo che quelli del mercato discografico, che nel 2023 hanno però delineato il profilo di una nazione polarizzata, con il Nord e il Centro avvantaggiati da un’offerta più ampia, diversificata e maggiormente accessibile. Cosa accade invece al Sud? A fronte di uno scenario così differenziato, chi ha margini di crescita sono proprio le regioni meridionali, che procedono in maniera eterogenea attraverso la complessità del comparto dello spettacolo e la specificità delle aziende del settore.

A svettare è indubbiamente la Puglia, non solo grazie a un importante aumento dell’offerta e a un’accorta strategia di marketing territoriale, ma soprattutto per l’innovatività delle politiche attuate nel campo dell’industria creativa. Dal 2010 è infatti attivo Puglia Sounds, il progetto attuato dal Teatro Pubblico Pugliese a supporto degli operatori e degli artisti regionali, concepito per offrire opportunità di crescita e visibilità mediante avvisi pubblici, creazione di partenariati e attività di promozione. In circa tre lustri Puglia Sounds è diventata una best practice nazionale, operando attraverso bandi per sostenere la distribuzione degli spettacoli, la produzione discografica, l’internazionalizzazione degli artisti, la formazione professionale e l’innovazione digitale. L’intento è dunque duplice, dato che all’aumento dell’attrattività del territorio si incrocia la valorizzazione dei suoi attrattori culturali proprio attraverso le arti performative.

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«Fin dall’inizio – aggiunge – abbiamo lavorato per ottenere risultati di marketing territoriale, non solo per supportare la filiera ma anche per creare un aumento della domanda.

I risultati, in termini numerici, parlano di mille concerti realizzati in Italia grazie all’intervento di Puglia Sounds, oltre 2.000 all’estero, più di 400 produzioni discografiche uscite coi marchi istituzionali e centinaia di operatori che hanno raggiunto le maggiori fiere di settore nel mondo. Non da ultimo, grazie al festival e music conference Medimex (evento di punta di Puglia Sounds), la regione ha beneficiato di un’azione mirata di audience development incrociata a percorsi formativi per neofiti e professionisti.

Puglia Sounds, dunque, è un progetto immaginato per sostenere l’intera filiera della musica e le tante professionalità ad essa afferenti, finanziato nel 2023 con circa 4 milioni di euro drenati da fondi europei. «Il nostro impegno è sempre stato quello di aumentare la sensibilità del pubblico, aumentare i volumi del mercato territoriale, rispondere alle necessità degli operatori», spiega Cesare Veronico, coordinatore di Puglia Sounds.

«Fin dall’inizio abbiamo lavorato per ottenere risultati di marketing territoriale, non solo per supportare la filiera ma anche per creare un aumento della domanda di turismo culturale. Tutto questo ha contribuito all’aumento della sensibilità del pubblico, in particolare rispetto allo spettacolo dal vivo, verso il quale negli ultimi anni c’è stato un netto aumento dei volumi. Col Medimex abbiamo poi sostenuto un’importante azione di formazione del pubblico, sia realizzando una serie di iniziative relative ai mestieri della musica, sia portando sul palco artisti e formazioni che difficilmente sarebbero potuti arrivare nella nostra regione. Da circa quattro anni stiamo puntando ad ampliare la nostra esperienza a livello nazionale, immaginando che le music commission possano trovare lo spazio e l’attenzione che meritano. Il prossimo step sarà arrivare a un protocollo fra regioni, finalizzato a realizzare interventi che tengano insieme i vari finanziamenti. Oggi è possibile razionalizzare le risorse e farle confluire in un progetto che segua l’esempio di Puglia Sounds, così da fornire un reale aiuto a tutte le componenti della filiera. Sarebbe rivoluzionario».

L’idea di creare delle music commission che cooperino a livello nazionale è nata nell’ottobre del 2021, durante un panel incentrato proprio sull’esperienza pugliese. A recepire con proattività la spinta al rinnovamento è stata l’Emilia Romagna, che ha già strutturato la propria music commission gestita direttamente dall’ente Regione. «Il nostro approccio è volto a finanziare questo settore economico in funzione delle professionalità – spiega Gianni Cottafavi, responsabile del Settore attività culturali della regione Emilia Romagna – La Puglia è stata una vera apripista in questo senso e tutti gli operatori ce ne parlavano come un riferimento nazionale. Attraverso l’unione di quanto fatto nel nostro territorio e le buone pratiche pugliesi, investiamo dove troviamo innovazione di prodotto e di processo, strutturando un vero sostegno alle imprese. Oggi sosteniamo progettualità di tipo triennale che coprano tutti i segmenti, dalla ricerca al sostegno di nuovi autori, dalla proposta di nuove tipologie di prodotti all’innovazione musicale, per arrivare a percorsi di talent scounting con residenze, tutoring e affiancamento professionale. Questo è l’approccio che vorremmo fosse riconosciuto a livello ministeriale, un approccio che veda le regioni centrali nella costruzione delle politiche di sostegno alle imprese».

Per gli enti regionali lavorare assieme non è così scontato, ma nel corso degli anni il modello Puglia Sounds ha destato molto interesse, sia in termini di valorizzazione dei talenti che di ritorno di investimento per il territorio. «Un protocollo d’intesa trasversale sarebbe di grandissimo rilievo – spiega Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento Turismo ed Economia della Cultura della Regione Puglia – Durante la conferenza delle regioni abbiamo trovato sostanzialmente il consenso di tutti, anche se attualmente ogni regione utilizza delle modalità differenti di sostegno all’impresa culturale e in particolare musicale. L’idea è quella di coordinare le singole azioni, anche in termini di promozione B2B e B2C, così da fornire alle imprese un’essenziale visibilità a livello nazionale e internazionale».

Le prossime settimane potrebbero rappresentare il momento di presentazione del protocollo, che arriverà comunque ad esito dei processi di approvazione delle singole giunte.

Nel frattempo Puglia Sounds raccoglie i frutti del lavoro svolto e vede aumentare in maniera esponenziale il numero di festival, i volumi di biglietti venduti e i ricavi indiretti che provengono dalla ricaduta economica degli investimenti a monte. Un circolo virtuoso che sta trasformando le prospettive della regione e che ha consentito, ai settori della creatività e del turismo, di lavorare in maniera sempre più sinergica.

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