Proximities: l’arte degli Emirati in dialogo con la Corea del Sud
La collaborazione tra ADMAF e il Seoul Museum of Art mette in luce affinità culturali, innovazione e opportunità per le nuove generazioni di artisti
3' di lettura
I punti chiave
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Abu Dhabi Music & Arts Foundation (ADMAF) e il Seoul Museum of Art (SeMA) hanno da poco inaugurato «Proximities» (16 dicembre 2025 – 29 marzo 2026), una mostra collettiva concepita come il più ampio sguardo sull’arte contemporanea degli Emirati Arabi Uniti mai presentato in Corea del Sud. L’esposizione riunisce oltre 100 opere di 47 artisti di tre generazioni diverse, che attraverso fotografia, video, pittura, scultura, performance e installazioni esplorano le molteplici forme di vicinanza — emotiva, geografica o culturale — e il loro ruolo nella trasformazione senza annullare le differenze. Curata da Maya El Khalil ed Eunju Kim, la mostra si articola in tre sezioni, offrendo prospettive distinte e spazi di riflessione, dialogo e scoperta.
L’esposizione
Un capitolo della mostra, sviluppato in collaborazione con l’artista-curatrice Farah Al Qasimi, si svolge attraverso scene fotografiche inquietanti ambientate in interni domestici immaginari, offrendo riflessioni speculative sulla vita negli Emirati dal 1990 ad oggi. Un altro riunisce Mohammed Kazem e Cristiana de Marchi in un’esplorazione immersiva del disorientamento fisico e psicologico, dove la memoria, lo spostamento e l’appartenenza sono resi attraverso esperienze spaziali stratificate. La proposta finale, ideata dal trio di artisti Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh e Hesam Rahmanian, è incentrata sul motivo del quadrato nel quadrato, che decostruisce le idee familiari di costruzione della nazione e i rituali della vita quotidiana. Attraverso questi tre filoni, le opere di artisti quali Hassan Sharif, Abdullah Al Saadi, Shaikha Al Mazrou, Ala Younis, Rand Abduljabbar e Jumairy tracciano un dialogo tra il personale e il collettivo. Ricontestualizzate nel panorama urbano e culturale di Seoul, le opere d’arte acquisiscono un significato rinnovato, dimostrando come la vicinanza possa rimodellare la percezione senza dissolvere le differenze.
La partnership
«Proximities» non nasce come un progetto isolato, ma trova radici in una collaborazione strutturata tra ADMAF e SeMA, fondata su affinità culturali e apertura all’innovazione. Come spiega Huda Alkhamis-Kanoo, fondatrice e presidente di ADMAF, l’incontro con il Seoul Museum of Art (SeMA) ha rappresentato “l’inizio di un dialogo naturale, basato su sintonia e interesse condiviso nello sviluppare iniziative congiunte; ADMAF e SeMA condividono una filosofia che mette al centro gli artisti e il valore dell’arte. Fin dai primi dialoghi, ci siamo concentrati su ciò che artisti e pubblico possono ricavare dalle affinità e dalle differenze tra i nostri contesti, uniti da percorsi storici simili ma da approcci creativi distinti. La creatività è vista come pratica agile, innovativa e pionieristica, lontana dai formati convenzionali”. Da queste risonanze è nata una partnership dinamica, sviluppata in tre anni di iniziative e culminata in due grandi mostre co-curate: «Layered Mediums: We Are in Open Circuits» ad Abu Dhabi e «Proximities» al SeMA di Seoul, che ripercorre cinquant’anni di evoluzione artistica negli Emirati attraverso tre generazioni di artisti. “La selezione degli artisti è avvenuta attraverso un processo curatoriale aperto e collaborativo — continua Alkhamis-Kanoo - e per «Proximities», i co-curatori Eunju Kim e Maya El Khalil hanno definito un concept condiviso sulle relazioni e le ‘vicinanze’, integrando progressivamente le prospettive dei curatori-artisti e dei singoli artisti, creando un percorso espositivo inclusivo e dialogico”.
È proprio in questa dimensione processuale, più che nel risultato espositivo in sé, che la partnership rivela la sua portata più ampia. Oltre alle mostre, commissioni, residenze, tavole rotonde e pubblicazioni accademiche hanno infatti favorito scambi continuativi, tutoraggio e sviluppo critico, con un investimento mirato sulle giovani generazioni, “attraverso progetti che rafforzano fiducia, ispirazione e consapevolezza del valore universale delle loro storie”.
In questo quadro, la collaborazione tra ADMAF e SeMA supera i confini della cooperazione istituzionale per interrogare il ruolo stesso delle partnership culturali come strumenti di dialogo tra Medio Oriente e Asia: non modelli replicabili, come precisa Alkhamis-Kanoo, ma esperienze esemplari che dimostrano come la diplomazia culturale possa fondarsi su emozioni condivise e su un confronto autentico, orientato non alla produzione di un ‘prodotto’, bensì alla conoscenza reciproca, all’esplorazione comune e a risultati duraturi.










