Audizione Arera

Proxigas, ecco le proposte per fare crescere il sistema gas

Tra le priorità rafforzare la sicurezza e la diversificazione degli approvvigionamenti, promuovere mercati all’ingrosso efficienti e valorizzare il patrimonio infrastrutturale nazionale. Senza dimenticare i consumatori e il quadro regolatorio

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Rafforzare la sicurezza e la diversificazione degli approvvigionamenti, promuovere mercati all’ingrosso del gas liquidi ed efficienti, valorizzare il patrimonio infrastrutturale nazionale. E ancora: definire un quadro regolatorio abilitante la decarbonizzazione, rafforzare l’integrità del mercato retail salvaguardando la sua dinamicità, promuovere una corretta rappresentazione del mercato per accrescere la consapevolezza e il coinvolgimento dei consumatori e semplificare la disciplina ROSS. Sono queste le principali proposte di Proxigas – illustrate dal presidente Pier Lorenzo Dell’Orco nelle audizioni sul quadro strategico di Arera – per accompagnare l’evoluzione del sistema gas «creando un contesto nel quale una risorsa destinata a rimanere centrale nel sistema energetico nazionale possa essere messa nelle condizioni di esprimere il suo potenziale in termini di competitività, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità». Tutto ciò anche alla luce di numeri incontrovertibili, che evidenziano come il gas ricopra un ruolo essenziale per il sistema Paese, sia per la generazione di elettricità (dove soddisfa tra il 40% e il 50% dell’offerta), sia per le imprese, sia per le famiglie.

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Rafforzare ruolo Arera e sicurezza forniture

Tra le proposte individuate da Proxigas c’è sicuramente il rafforzamento del ruolo di Arera in Europa per una efficiente integrazione dei sistemi nazionali, nell’ottica di una definizione e di un consolidamento «di una normativa funzionale a garantire la competitività del gas in Europa e in Italia con un efficace ed efficiente funzionamento del mercato, anche tenendo conto delle specificità del sistema italiano». Al contempo va rafforzata anche la sicurezza degli approvvigionamenti, efficientando il mercato gas all’ingrosso. Va recuperata, si spiega, «una visione del sistema energetico che riconosca alle infrastrutture gas, agli operatori che le gestiscono così come agli operatori che contribuiscono all’afflusso di gas nel sistema nazionale, un ruolo strategico, anche prospettico, nel garantire la sicurezza delle forniture, abilitare la diversificazione, l’efficientamento e, complessivamente, la competitività delle fonti di approvvigionamento per il sistema energetico nazionale». Senza dimenticare, in considerazione del nuovo ruolo svolto dal Gnl nel mix degli approvvigionamenti, la necessità di «un maggiore e più efficiente utilizzo dei terminali italiani adeguando per esempio la relativa disciplina per l’accesso alle capacità, a supporto di una contrattualizzazione di lungo periodo e della stabilizzazione dei prezzi». Si evidenzia inoltre la necessità di intervenire attraverso specifici meccanismi, vedi Capacity Market, necessari a salvaguardare la sostenibilità economica del termoelettrico alla luce del supporto fornito al sistema per integrare l’interrompibilità delle rinnovabili.

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Valorizzare il patrimonio infrastrutturale italiano

In quest’ottica un altro punto chiave è la valorizzazione del patrimonio infrastrutturale nazionale, «che garantisce la sicurezza delle forniture e la flessibilità del sistema energetico e può porre il Paese in una posizione di favore, soprattutto in momenti di crisi e shock dei mercati globali come quelli sofferti nel periodo attuale, tenuto conto del posizionamento dell’Italia al centro del Mediterraneo». In questo quadro, - si sottolinea - occorre investire nelle infrastrutture gas di approvvigionamento, interconnessione e stoccaggio al fine di garantire la diversificazione delle forniture, la sicurezza degli approvvigionamenti e la resilienza del sistema energetico, promuovendo al contempo il percorso di decarbonizzazione con biometano, idrogeno e gas a ridotto o nullo contenuto di CO2, la messa a terra delle tecnologie di cattura dell’anidride carbonica, supportata da una pronta definizione di un quadro regolatorio abilitante lo sviluppo della filiera in Italia in coerenza con gli obiettivi previsti dal Pniec. E un incentivo, in quest’ottica, dovrebbe arrivare anche dalla regolazione tariffaria, si aggiunge.

Il nodo del quadro regolatorio

Tra i punti evidenziati da Dell’Orco c’è anche la necessità di disporre con congruo anticipo del quadro regolatorio afferente alla determinazione dei costi riconosciuti e della garanzia dell’equilibrio economico-finanziario dei gestori delle infrastrutture. A tal proposito «si rileva l’opportunità di avviare una riflessione in merito alla disciplina della regolazione tariffaria basata sulla spesa totale per la determinazione del costo riconosciuto (ROSS), muovendo verso la semplificazione e la revisione di alcune logiche sottese, con riduzione della complessità amministrativa ed evitando possibili effetti distorsivi in termini di allocazione dei costi in tariffa». Ci sono poi l’urgenza della definizione del quadro regolatorio abilitante la decarbonizzazione e - con riferimento ai mercati retail – l’auspicio «che Arera promuova un rafforzamento dei requisiti obbligatori per la permanenza nell’elenco venditori gas e prosegua nelle attività di monitoraggio a contrasto dei comportamenti fraudolenti di soggetti abilitati alla vendita». Ciò nell’ottica di tutelare al contempo sia i clienti finali che il sistema nel suo complesso; la qualità commerciale, la solidità organizzativa e l’affidabilità degli operatori che accedono ai mercati retail sono presupposti indispensabili per garantire un’offerta affidabile ai consumatori e per preservare l’integrità dei mercati.

Il focus sui consumatori

Infine, due punti da non sottovalutare. Il primo riguarda la promozione di «una corretta comunicazione per accrescere la consapevolezza del consumatore». I numerosi interventi prospettati nel quadro strategico a protezione del consumatore muovono infatti dal presupposto che il cliente finale non abbia ancora raggiunto un soddisfacente livello di consapevolezza e, quindi, di partecipazione attiva nel mercato libero. Anche se i dati del monitoraggio retail restituiscono una fotografia del mercato nazionale che sembra funzionare meglio di altri mercati europei: i tassi di switching dicono che, nel 2025, 1 cliente finale su 4 ha cambiato fornitore almeno una volta nel corso dell’anno e 1 cliente domestico su 3 è titolare di un contratto a prezzo fisso, a riprova che i consumatori utilizzano gli strumenti che il mercato offre a tutela della volatilità dei prezzi. L’altro punto è inerente al fatto che la transizione richiede il coinvolgimento del consumatore. In particolare, l’introduzione del sistema per lo scambio di quote di emissioni per il settore degli edifici, cosiddetto l’ETS2, «rappresenta una sfida ambiziosa per l’Italia dove la quota di edifici riscaldati a gas è superiore al 70% e per ragioni tecniche, architettoniche e/o reddituali l’elettrificazione dei consumi residenziali appare un processo molto lento e limitato a determinati ambiti». Ergo: tenuto conto che il sistema ETS2 avrà un impatto economico sulle famiglie italiane molto significativo (stimabile in circa 160 euro in più all’anno ipotizzando un valore medio di 60 euro/ton CO2) diventa quindi centrale avviare una riflessione sulla sostenibilità dell’attuazione dell’ETS 2 e nel caso, sulle modalità di comunicazione e di gestione dell’impatto sui consumatori italiani.

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