Lettera

Prosecco, i produttori sospendono le spedizioni verso gli Usa: si teme l’arrivo dei dazi nei prossimi 40 giorni

Il vino impiega oltre un mese per arrivare negli Stati Uniti e rischia di restare in dogana con un regime tariffario aumentato del 200%

di Giorgio dell'Orefice

(AdobeStock)

2' di lettura

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E se si ferma il prodotto inarrestabile per definizione, il Prosecco, allora c’è davvero da preoccuparsi. Anche solo la minaccia dei dazi Usa comincia infatti a provocare danni. Sono state infatti sospese le spedizioni di Prosecco verso gli Usa. Uno dei vini italiani più esportati e vero e proprio alfiere del made in Italy non solo enologico è al momento bloccato. Questo il senso di una lettera inviata dai presidenti dei consorzi delle tre denominazioni che compongono l’”universo Prosecco” al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

La lettera al ministro

“Le inviamo la presente – hanno scritto Giancarlo Guidolin (Prosecco Doc), Franco Adami (Conegliano e Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg) e Michele Noal (Asolo Prosecco i Docg) - su sollecitazione del nostro sistema produttivo che da alcuni giorni sta assistendo alla sospensione delle spedizioni di Prosecco Doc, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e Asolo Prosecco Docg verso il mercato statunitense. La preoccupazione degli importatori è determinata dalla minaccia del Presidente Donald Trump di imporre dazi molto pesanti sulle nostre produzioni”.

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Ordini congelati

La scelta di congelare gli ordini, spiegano i presidenti, è stata determinata dall’incertezza che si vive oggi, anche in assenza di un provvedimento dell’amministrazione americana, “considerato che i nostri vini – si legge ancora nella lettera – poiché impiegano diverse settimane per giungere negli Usa, potrebbero vedere lievitare i dazi fino al 200% “on the water”, ovvero proprio lungo il percorso tra l’Italia e l’America, rischiando di mettere in crisi gli stessi nostri importatori, senza contare le gravissime ripercussioni sulle aziende produttrici”.

Le esportazioni negli Usa

Nella lettera sono riportati anche i significativi numeri di uno dei vini italiani export oriented per eccellenza.

Il solo Prosecco DOC esporta negli Usa circa 130 milioni di bottiglie, pari a circa il 23% dell’export dell’intera denominazione, volumi che generano un fatturato alla produzione di circa 500 milioni di euro: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg esporta oltre 3,5 milioni di bottiglie commercializzate esclusivamente nella fascia più qualificata di consumo e con il livello di prezzi più elevati, ovvero l’Horeca quindi la ristorazione; anche per la Docg Asolo Prosecco gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali mercati di destinazione, visto che la denominazione esporta circa il 75% della sua produzione che lo scorso anno è stata di 32 milioni di bottiglie.

Paesi alternativi

“Il venir meno di un mercato simile – aggiungono i presidenti - comporterebbe la necessità di individuare paesi alternativi ove andare a collocare queste produzioni e, nell’emergenza, questo comporterebbe di sicuro una pesante contrazione del valore, con ripercussioni per le nostre aziende, sia in termini economici che sociali. Certi che comprenderà la gravità della situazione – concludono i presidenti dei consorzi del Prosecco - auspichiamo un Suo intervento affinché si attuino adeguate azioni - a livello nazionale e comunitario - tese a risolvere il problema”.

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