Logistica

Prologis investe 17 milioni per il nuovo hub urbano nel cuore di Milano

Il colosso statunitense si espande nel più grande mercato alimentare all’ingrosso d’Italia. Attesa la sigla dell’acquisizione della britannica Segro

Lo sviluppo del DC5 nel centro del capoluogo lombardo

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Diciassette milioni di euro per circa 12mila metri quadrati nel cuore di Milano. In attesa della sigla ufficiale dell’operazione di acquisizione della britannica Segro, Prologis porta avanti la sua strategia di espansione e in Italia rafforza la propria presenza nel capoluogo lombardo con Milano DC5, un nuovo hub di logistica urbana all’interno del Mercato Alimentare gestito da Sogemi (la società partecipata dal Comune di Milano, che gestisce il Mercato Alimentare e i Mercati di Quartiere della città).

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Obiettivo logistica last-mile

Il progetto, aggiudicato attraverso una gara pubblica e realizzato su un terreno concesso in diritto di superficie da Sogemi, rappresenta una delle poche opportunità oggi disponibili per sviluppare nuovi spazi logistici in posizioni centrali nel capoluogo lombardo. I lavori sono già partiti e la consegna è prevista entro il quarto trimestre del 2026.

Loading...

L’immobile sarà multi-tenant, articolato in sei unità, con configurazione cross-dock e temperatura controllata, destinato soprattutto alla distribuzione di prodotti alimentari freschi, ma anche alle attività last-mile e alle piccole e medie imprese. La posizione è strategica: circa sei chilometri dal centro città, due da Linate e uno dalla tangenziale. «È un’operazione in linea con la strategia che abbiamo attuato negli anni passati, soprattutto sul mercato di Milano, ma anche nel segmento dell’urban logistics», spiega Sandro Innocenti, senior vice president, regional head southern Europe di Prologis.

Il DC5 segue infatti Milano DC3, sviluppato dalla società nello stesso quadrante e già caratterizzato da una buona risposta sul fronte delle locazioni. La nuova piattaforma punta a sfruttare anche le sinergie con il sistema agroalimentare: grossisti, distributori e fornitori presenti nell’Ortomercato possono trovare nell’immobile una soluzione logistica direttamente integrata con il proprio mercato di riferimento.

La centralità ha però un costo. «È un investimento molto più capital intensive rispetto ad altri interventi fuori dai centri urbani», aggiunge Innocenti. Una maggiore intensità di capitale giustificata dalla qualità della posizione e dalla scarsità di spazi logistici disponibili in città. A sostenere la domanda contribuisce inoltre la natura anticiclica del comparto alimentare.

Gli altri investimenti allo studio

La strategia punta sui brownfield. Il progetto milanese sintetizza una delle principali direttrici di Prologis: la rigenerazione di aree già urbanizzate. «Il gruppo rimane indirizzato nel valutare sempre come prima opzione la disponibilità di aree brownfield», sottolinea il manager. Una strada che il gruppo intende seguire anche fuori dal capoluogo meneghino. Roma rappresenta uno dei mercati più interessanti: nell’area del Centro Agroalimentare di Guidonia, Prologis sta sviluppando quello che diventerà il terzo mercato più grande d’Europa con una superficie di circa 100mila mq. Per città più piccole le dimensioni possono ridursi, ma il principio resta lo stesso: individuare aree dismesse o già urbanizzate in posizioni funzionali alla distribuzione urbana. L’altra direttrice di crescita resta l’espansione: il colosso immobiliare Usa punta nel 2026 a nuovi sviluppi per circa 46 milioni, acquisizioni per altri 25 milioni oltre che dismissioni per 30 milioni.

Il gruppo è già presente a Napoli dove intende aumentare la propria esposizione: «Il capoluogo campano è una delle città che stiamo studiando con maggiore interesse. Poi guarderemo Bari come mercato successivo, perché non si può trascurare un bacino di utenza come quello meridionale, molto importante e con una significativa capacità di spesa», spiega ancora Innocenti. Un’area che, secondo il manager, presenta ampi margini di crescita, ma su cui pesa la persistente carenza della rete di distribuzione a servizio di imprese e consumatori.

Accanto alla logistica tradizionale, anche operatori come Prologis guardano a nuovi segmenti di mercato. In Italia, una delle frontiere più interessanti è oggi rappresentata dai data center - con le aree intorno a Milano e Roma tra le più gettonate - sostenuti dalla crescente domanda di infrastrutture legate allo sviluppo dei dati e dell’intelligenza artificiale.

I numeri del settore

Il progetto del DC5 di Prologis si inserisce in un mercato logistico che nel primo semestre del 2026 ha registrato una forte accelerazione. Secondo Jll Italia, gli investimenti nel comparto logistico e industriale hanno raggiunto 1,25 miliardi di euro tra gennaio e giugno, il 50% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e pari al 16% degli investimenti immobiliari complessivi. Il secondo trimestre ha contribuito con circa 800 milioni, sostenuto anche dalla chiusura di due importanti operazioni di portafoglio, che hanno rappresentato oltre il 60% dei volumi trimestrali. Sul fronte delle locazioni, il take-up ha raggiunto circa 1,6 milioni di metri quadrati, con una crescita del 72% su base annua. A livello geografico, la macroarea di Milano ha concentrato circa il 60% della domanda nazionale.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter RealEstate+

La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti

Abbonati