Grandi protagonisti

Programmato per vincere: incontro con Max Verstappen, il volto della F1

Passione per la velocità, spirito competitivo. Capacità di migliorare se stessi e la propria monoposto. Quattro qualità per il successo del quattro volte campione del mondo.

di Paco Guarnaccia

Max Verstappen è nato il 30 settembre 1997 ad Hasset, in Belgio, ma è di nazionalità olandese. Nella foto è all’interno della sua Oracle Red Bull Racing nel weekend del Grand Premio di Monaco ©EPA/YOAN VALAT

3' di lettura

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I titoli mondiali? Quattro. I record? Tantissimi. La classe? Come pochi nella storia della Formula 1. Max Verstappen è il volto della Formula 1 odierna. Ed era destino che lo diventasse. Del resto è stato il più giovane ad aggiudicarsi una gara nella classe regina dei motorsport (a 18 anni, 7 mesi e 15 giorni) e oggi chiunque voglia primeggiare deve fare i conti con il suo talento. In questa stagione, nonostante sia più complicata delle precedenti, in dodici gare è salito sul podio del vincitore due volte in e ha conquistato quattro pole position (nel momento in cui si scrive). Vista la partnership di Tag Hauer con il suo team Oracle Red Bull Racing, c’era anche lui al lancio dei nuovi orologi Monaco avvenuto a maggio durante il weekend del Gran Prix de Monaco.

Quest’anno Tag Heuer è tornato ad essere official timekeeper della Formula 1. Come ti senti ad indossare un orologio di un brand che ha scritto delle pagine così importanti di questo sport?

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Averlo di nuovo come timekeeper, mi sembra perfetto per il nostro sport perché si tratta di un marchio che è sempre stato parte integrante della Formula 1. Per me indossare un Monaco è un gesto naturale che spero di continuare a fare in futuro!

Sei uno dei volti della nuova campagna Designed to Win del brand. Anche tu ti senti così?

In un certo senso sì. Fin da quando ero bambino sono stato programmato per vincere. È stato mio padre a introdurmi a questo sport. Il nostro obiettivo era arrivare in Formula 1, essere competitivi e vincere.

Restando in tema: qual è il tuo rapporto con il tempo. In pista, si sa, è il nemico numero 1 per un pilota. Ma nel tempo libero, quando sei più rilassato?

Anche quando sono libero da impegni o prove, mi piace essere sempre puntuale e mai in ritardo.

Questa stagione sarà la tua decima in Formula 1: sei soddisfatto del pilota che sei oggi?

Sì, penso di sì. In generale penso si possa sempre migliorare, ma in questo momento sono molto contento: non mi sarei aspettato di vincere quattro titoli mondiali.

L’ultimo, quello del 2024, è stato molto combattuto. Tra quelli che hai conquistato, che posto occupa nel tuo ranking personale?

Molto alto. Come per gli altri titoli, abbiamo lottato a lungo, vissuto momenti più o meno esaltanti e alla fine siamo riusciti a vincere... La bellezza di una competizione come la Formula 1 è proprio questa.

Il 2025 è una stagione diversa rispetto alle precedenti per voi di Red Bull.

Chiaramente McLaren si sta rivelando il team da battere. Io sono concentrato non sul guardare gli altri ma sul pensare a come migliorare le mie prestazioni e la mia monoposto. La stagione sarà lunga e possono cambiare molte cose.

Hai 27 anni, ma in Formula 1 ormai sei un veterano. Una volta i piloti giovani erano un’eccezione, adesso sono la norma. Che cosa ne pensi?

Sta diventando una tendenza non solo nella Formula 1, ma in tutti gli sport. Gli atleti, ormai, sono seguiti da allenatori professionisti fin da giovanissimi e per questo iniziano presto a competere e a raggiungere altissimi livelli.

Qual è la qualità più importante che un pilota di Formula 1 deve possedere oggi?

Credere sempre in se stesso e, ovviamente, avere talento.

Guidare in Formula 1, non è da tutti, ma è un po’ il sogno di tutti gli appassionati di motori. Per te, che è un lavoro, qual è la parte migliore del guidare una monoposto?

Sono due: la velocità e l’accelerazione. Non esiste nulla al mondo che si avvicini a quelle della Formula 1.

Guidi, invece, nel tempo libero?

Non molto, almeno su strade normali.

E cosa ti piace fare quando non sei impegnato con il tuo lavoro?

Oltre a qualsiasi altra attività che abbia a che fare con i motori e le corse, mi piace giocare a padel. Mi diverto.

Qual è il vero lusso per te?

Passare del tempo con la mia famiglia e i miei amici quando torno a casa dalle gare: è la vita vera.

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