L’obiettivo è assicurare un futuro più naturale e sostenibile per il grande fiume. E’ quanto prevede il progetto di rinaturazione del Po attuato con tredici grandi interventi dislocati in quattro regioni e tredici province. I numeri che raccontano i risultati raggiunti con l’investimento Rinaturazione dell’area del Po (finanziato dal Pnrr – Next Generation EU con uno stanziamento complessivo di 357 milioni di euro) riguardano il ripristino dell’ampiezza dell’alveo fluviale del Po per una lunghezza totale di 37 chilometri, realizzazione e riqualificazione di 440 ettari di boschi con la messa a dimora di 561.500 alberi.
Chiedilo al Sole
Domande di approfondimento generate da 24Ore AI
Le domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AI sulla base del contenuto visualizzato.
Il progetto
Per gli esperti (la presentazione nel corso di un convegno a Parma) si tratta «tratta della più grande opera di rinaturazione fluviale realizzata finora in Italia». «Le azioni messe in campo per la Rinaturazione dell’area del Po, con il contributo del Pnrr, hanno un grande significato per tutto l’ampio territorio coinvolto - ha detto Gilberto Pichetto Fratin Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica -. Rinaturare non vuol dire riportare il fiume al passato, ma ricreare le condizioni perché, anche di fronte al cambiamento climatico, si possa gestire meglio il territorio. È così che abbiamo recuperato spazi e percorsi del fiume che nel secolo scorso si erano perduti, restituendo al Po la sua mobilità naturale».
Loading...
Gli interventi morfologici hanno previsto l’abbassamento dei pennelli di navigazione e l’apertura di canali laterali per ricollegare idraulicamente le lanche (rami fluviali secondari) al flusso principale, favorendo la pluricursalità (più canali minori che si intrecciano e si separano) del fiume e un migliore scambio generale tra il canale principale e le aree laterali. Parallelamente, è stata attuata una riforestazione naturalistica diffusa con un controllo delle specie alloctone invasive, accelerando i processi di rimboschimento per ricostituire i preziosi boschi planiziali, nonché il recupero di aree umide e antichi rami fluviali per favorire l’habitat di specie acquatiche e terrestri. Infine, le opere per la sicurezza idraulica hanno visto il rafforzamento di alcuni tratti arginali mediante diaframmature volte a ridurre i fenomeni di filtrazione.
Le criticità
A determinare la necessità di portare avanti il progetto anche le criticità che interessano il fiume che si sviluppa in un percorso di 652 chilometri, attraverso 4 regioni, 13 province e 181 comuni prima di sfociare nell’Adriatico. Senza dimenticare gli interventi che sono stati realizzati e che vanno da «imponenti e fondamentali sistemi arginali per proteggere i territori dalle alluvioni» a una «eccessiva canalizzazione dell’alveo e a estese escavazioni nel letto del fiume, compromettendo così la qualità degli ecosistemi e portando a una frammentazione degli habitat naturali».
Non ultima la preoccupazione dell’Associazione Nazionale Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi) che parla della crisi idrica che sta colpendo il Po con ripercussioni gravi nell’area del delta si distingue per la straordinaria e preoccupante velocità con cui si è verificato il calo di portata in dieci giorni.
Loading...
«La Rinaturazione del Po è un progetto di grandissima importanza perché ha tenuto assieme la sicurezza idraulica e la valorizzazione naturale, ridando spazio al fiume e incrementando il patrimonio vegetale. Ma oggi la sfida non è solo quella di realizzare opere come questa ma di manutenerle nel tempo - Elisa Venturini – Assessore regionale Veneto all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione civile e presidente Comitato di Indirizzo AIPo (Agenzia interregionale per il fiume Po) -. Curare e gestire il Po e il suo bacino significa avere una capacità di compartecipazione istituzionale tra Regioni, AIPo, Comuni e Province. Anche i cittadini sono chiamati ad essere custodi del territorio. Le sfide poste dal cambiamento climatico sollecitano la responsabilità di tutti».
Cosa è stato già fatto
Non è tutto: «In soli tre anni abbiamo realizzato interventi per un totale di 220 milioni di euro, grazie all’intenso lavoro della componente interna e delle imprese che, con le loro maestranze, hanno consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati - ha sottolineato Mirella Vergnani, dirigente AIPo Transizione ecologica e mobilità dolce -. Grazie agli interventi di tipo morfologico e di riforestazione oggi abbiamo un fiume con maggiore biodiversità, più pluricursale e più ricco di patrimonio arboreo. Anche se sono stati opportunamente previsti cinque anni di manutenzione sulle nuove piantumazioni, l’evoluzione del fiume dipenderà dal comportamento del fiume stesso ed è proprio questo uno degli aspetti più rilevanti di questo progetto».
Invecchiare è diventato qualcosa da prevenire, rallentare e correggere. Botox, filler e lifting raccontano una società sempre più ossessionata dalla giovinezza.