Produzione industriale ad aprile in calo dell’1,9%. -7,2% annuo
Quarto calo consecutivo. Male i settori energivori (carta, chimica e metallurgia). Dall’inizio dell’anno la frenata è del 2,9%
di Luca Orlando
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La farmaceutica. Punto.
Scorrendo l’elenco dei settori, nei dati di aprile è questo l’unico comparto in cui la produzione industriale cresce rispetto al mese precedente, solitaria eccezione che racconta già molto del mood complessivo della nostra industria.
Istat registra infatti per l’output il quarto calo mensile consecutivo, frenata dell’1,9% che riguarda ogni macro area: beni di consumo, intermedi e strumentali. L’energia per una volta migliora le medie e se si guarda alla sola manifattura il calo mensile sale al 2,1%.
Frenata che diventa molto più robusta se il confronto è fatto su base annua, con una riduzione che sale al 7,2%, per trovare dati peggiori occorre tornare ai tempi del lockdown nel 2020.
In coda alla classifica, come accade da mesi, si trovano ancora una volta i settori più energivori (come capita anche in Germania), anche se la recente frenata dei prezzi del gas ha allentato la morsa nelle bollette. Legno e carta cedono su base annua oltre 17 punti, chimica e metallurgia quasi 11. Altrove va un poco meglio ma anche nel confronto annuo i casi di crescita sono limitati a mezzi di trasporto e farmaceutica.








