Worldwide Developers Conference

Privacy e Ai-on-device, tutto quello che sappiamo sulla strategia di Apple

Cosa dicono finora i “rumor” sulla Conferenza degli sviluppatori del 10 giugno

di Alessandro Longo

Meta Llama 3 e Google Gemini 1 5 Pro e quello che c'è da sapere sull Ai on device

3' di lettura

3' di lettura

Meta Llama 3 e Google Gemini 1 5 Pro e quello che c'è da sapere sull Ai on device

Una intelligenza artificiale pratica, in grado di cambiare in meglio – poco o molto, si vedrà – la nostra vita quotidiana. È il succo di quello che Apple presenterà, in ambito AI, alla Worldwide Developers Conference, in base ai diversi rumor emersi sulle testate internazionali.

È anche un modo per Apple di recuperare il terreno perduto sull’IA. È la sola big tech a non avere presentato nulla in merito, finora, ma il suo stile, che confermerebbe in questa occasione, è di lanciare innovazioni che hanno raggiunto un certo livello di maturità e di utilità. Così Apple sceglie di non inseguire le altre big tech nel diluvio di annunci finalizzati a stupire ma apre un campo diverso. Altra particolarità: l’AI vivrà (in toto o per gran parte) sul dispositivo dell’utente, a tutela della privacy ma anche per accelerare l’elaborazione e permettere il servizio in assenza di internet (una via che in realtà Microsoft ha già inaugurato in ambito personal computer con gli annunci dei giorni scorsi).

Loading...

Che Apple avrà molto di IA nella Conference, poi, ci sono pochi dubbi.

Molteplici indizi portano a questa conclusione: dalle dichiarazioni del ceo Tim Cook, che ha promesso grandi novità nell’ambito dell’AI entro la fine dell’anno, ai chiari riferimenti al tema da parte del chief marketing officer Greg Joswiak, che ha descritto l’evento come “Absolutely Incredible” - un chiaro gioco di parole su AI (per l’acronimo).

Nome in codice, Project Greymatter, un insieme di strumenti di intelligenza artificiale che l’azienda integrerà nelle applicazioni principali come Safari, Foto e Note. La spinta include anche funzioni del sistema operativo come le notifiche migliorate.

Meta Llama 3 e Google Gemini 1 5 Pro e quello che c'è da sapere sull Ai on device

Sistema operativo con AI

L’AI entrerebbe quindi su Mac, iPhone e iPad, ossia su sistemi iOS 18 e macOS 15. Per la parte di AI sul device ci penseranno gli ultimi chip per iPhone, iPad e Mac (non sembra che Apple lancerà chip appositi, al momento, a differenza di Microsoft, ma secondo alcuni rumor potrebbe potenziare la parte ram degli iPhone al tal scopo). La componente cloud, invece, sarà alimentata da chip M2 Ultra situati in datacenter Apple. Hanno caratteristiche di sicurezza speciali con cui Apple vuole rassicurare gli utenti sul rispetto della privacy e integrità dei dati anche nei servizi che hanno bisogno di appoggiarsi al cloud per l’AI.

Alcune funzioni con AI

Tra le funzioni più interessanti, tra quelle di cui si “rumoreggia”: trascrizione di memo vocali, ritocco di foto con l’intelligenza artificiale e ricerche più veloci e affidabili nella funzione Spotlight. Apple mira anche a migliorare la ricerca web in Safari. Suggerirà inoltre automaticamente le risposte alle e-mail e ai messaggi di testo.

L’AI ci darà anche riepiloghi delle notifiche perse e dei singoli messaggi di testo; di pagine web, articoli di notizie, documenti, note e altri media.

Tutte funzioni, beninteso, che è già possibile trovare con Google e Microsoft o OpenAI e in parte i nuovi smartphone Samsung, ma Apple come sempre mira a integrare bene il tutto negli strumenti per un (facile e comodo) utilizzo di massa.

Molti utenti troveranno divertente la possibilità di creare emoji personalizzate al volo, che si genereranno in base a ciò che scrivono. Avremo insomma emoji sempre nuove, adatte al contesto, per esprimere meglio emozioni e idee.

Apple Music dovrebbe avere un generatore di playlist con AI, che le personalizzerà in base all’input dell’utente (“mi sento triste”, “ho bisogno della carica per correre” eccetera). Lo fa già Spotify, da notare.

Anche l’assistente personale Siri riceverà un aggiornamento. Avrà una voce dal suono più naturale e conversazioni basate su vari modelli linguistici di grandi dimensioni utilizzati da Apple (ma fatti da terzi, a quanto sembrerebbe, come OpenAI e Google). Ci dovrebbe essere anche una forma più evoluta di scorciatoie con Siri, per consentire agli utenti di automatizzare attività complesse o in più fasi utilizzando comandi vocali. Anche Amazon lavora in tal senso con Alexa, ma le aziende adotteranno con prudenza questa novità: le “allucinazioni” sui comandi vocali connesse a scorciatoie potrebbe portare a spiacevoli conseguenze negative.

Questo Siri avanzato dovrebbe sbarcare anche sull’Apple Watch, per sport e fitness. Anche gli strumenti per gli sviluppatori, tra cui Xcode, riceveranno miglioramenti grazie all’intelligenza artificiale.

Non è in vista invece un chatbot targato Apple, che però sembra non averne bisogno. L’azienda ha avuto colloqui sia con Google che con OpenAI per integrare i loro chatbot in iOS 18.

Solo il 10 giugno avremo contezza di quanti e quali novità, tra queste, si realizzeranno nell’immediato. È chiaro però che Apple avrà una forte iniezione di intelligenza artificiale, per la prima volta. Sempre secondo i valori di utilità, maturità, sicurezza e affidabilità, com’è tipico di questo marchio.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti