Priolo, Urso (Mimit): soluzione del governo entro metà dicembre
Tre le strade percorribili per salvare le raffinerie Isab Lukoil: copertura Sace per nuove linee di credito, richiesta all’Ue di deroga all’embargo per il petrolio russo, acquisizione
di Sara Deganello
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«Abbiamo preso l’impegno a rivederci entro metà dicembre con delle soluzioni che noi pensiamo di poter mettere in campo per quella data». Lo ha affermato il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, al termine dell’incontro sulla raffineria Isab Lukoil di Siracusa al Mimit insieme al ministreo dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ai rappresentanti delle istituzioni locali e alle parti sociali. «L’impianto di Priolo è un asset strategico per la nostro sistema produttivo per la nostra filiera industriale del settore chimico in modo specifico e quindi è un interesse nazionale», ha detto Urso.
Il ministro ha spiegato quali sono le strade percorribili: «La prima via è quella ulteriore confronto con il sistema bancario, per capire se innalzando il livello di copertura Sace, le banche sono disponibili a finanziare l’investimento». Altra ipotesi è una «strada che dobbiamo percorrere in sede europea, per capire se è possibile utilizzare gli stessi strumenti concessi da altri paesi europei che si sono trovati nelle stesse condizioni», in particolare la deroga all’embargo. Infine «ove ci fossero investitori che intendono rilevare l’impianto, noi garantiremmo un livello di prescrizione, che lo strumento golden power consente quando si tratta di asset strategici» a patto che vengano mantenuti «i livelli occupazionali, produttivi e gli investimenti per la salvaguardia dell’ambientale».
Renato Schifani, presidente della regione Sicilia presente all’incontro, ha aggiunto di giudicare «opportuna l’iniziativa del ministro di interloquire con Abi, con l’intera associazione bancaria italiana».
I sindacati
«Non abbiamo ricevuto alcuna garanzia concreta per mantenere la continuità produttiva e quindi occupazionale della raffineria. I ministri hanno preso l'impegno di riconvocare il tavolo in tempi strettissimi vista la volontà di percorrere ogni strada», hanno commentato i Cgil nazionale, Filctem Cgil, Fiom Cgil al termine dei lavori: «Chiediamo al Governo, non solo ai ministeri, di agire in tempi strettissimi su tutti i livelli, compreso il confronto europeo, e di usare tutti gli strumenti nazionali, a partire dalla golden power e dalla garanzia Sace necessaria per assicurare le linee di credito. Da questo punto di vista è grave l'assenza del sistema bancario al tavolo di questa mattina».
La manifestazione
Il 18 novembre è stato anche il giorno della mobilitazione generale. «Chiediamo l’intervento di Sace! Chiediamo la nazionalizzazione» e «Il tempo è finito! Adesso lo stato faccia da garante. I lavoratori Isab» sono alcuni degli striscioni arrivati a Roma con una delegazione dei circa 10mila lavoratori del gruppo di Priolo e dell’indotto siracusano. «Auspichiamo che attraverso Sace il governo possa dare continuità lavorativa a tutto l’indotto», ha detto un lavoratore, occupato nel gruppo da 20 anni. Altrimenti «sarebbe una catastrofe, una bomba lavorativa e sociale per tutto il territorio».









