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Primark punta sull’Italia: piano da 150 milioni di investimenti al 2030

L’obiettivo è raddoppiare il numero dei punti vendita arrivando a circa 35 negozi

di Enrico Netti

3' di lettura

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Passare dagli attuali 17 punti vendita a 34 o 35 nell’arco di un quinquennio. Una corsa al raddoppio per Primark che vuole essere presente con la propria insegna in tutta Italia investendo nei prossimi anni circa 150 milioni di euro, operazione che porterà alla creazione di 2.500 posti di lavoro diretti.

L’insegna della multinazionale irlandese che fa capo al gruppo inglese Ab food, tra i marchi in portafoglio Ovomaltina e Twinings, ha un piano per aprire in media tre o quattro punti vendita l’anno, negozi di abbigliamento per la famiglia che si sviluppano su grandi superfici che oscillano tra i 3.500 e i 4.500 metri quadri. «Giovedì 12 dicembre verrà inaugurato punto vendita nel centro commerciale Maximall a Salerno Pontecagnano - spiega Luca Ciuffreda, responsabile di Primark Italia -. Nel 2025 sarà poi la volta di quello a Cosenza. Nel 2026 apriremo anche nel centro di Genova e in un centro commerciale a Parma». Per ogni negozio l’investimento è in media tra gli 8 e i 10 milioni di euro mentre il personale impiegato oscilla tra i 150 e i 500 addetti nel caso delle superfici più grandi come quella nel Centro ad Arese, nei dintorni di Milano.

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Il mercato italiano, insieme a quello francese, sono tra i migliori in termini di performance con un aumento delle vendite del 12% nel periodo fiscale 2023-2024 chiuso lo scorso 14 settembre. Dal punto di vista della produttività, il valore delle vendite per metro quadro, quella dei negozi italiani è tra le migliori della multinazionale. A livello di gruppo Primark prevede una crescita delle vendite a una cifra mentre dal programma di nuove aperture nel mondo ci si attende un +4 o +5% del fatturato.

Nell’implementare questa strategia di sviluppo si punta sulla flessibilità nella scelta delle aree da presidiare. Se il modello consolidato è quello dei grandi negozi nei centri commerciali è anche stato sviluppato un format alternativo e relativamente più light per il centro città, con una superficie di vendita di circa 2.500 metri quadri come quella del negozio di Livorno. «Nel Regno Unito offriamo l’esperienza del click & collect e ci sono buone possibilità che venga implementata anche in Italia - continua il top manager -. Il digitale guida le scelte dei clienti ma il core business per noi è l’esperienza fisica nel punto vendita. Il 40% dei clienti che ordinano online al momento del ritiro nel negozio acquistano altri prodotti».

Si lavora inoltre per arricchire l’esperienza di vendita portando sul mercato italiano novità testate all’estero. «Si punta sulla cura della persona e la caffetteria - spiega Ciuffreda - con spazi dedicati alla nails spa, parrucchiere per donna, barber shop oltre a bar tematizzati come quelli di Disney Cafè o l’Hello Kitty bar. Tutte attività gestite da partner».

Progressivamente i negozi della penisola permetteranno il self check out mentre si interviene sull’offerta. «Stiamo esplorando nuove merceologie ma oltre il 60% di quello che viene venduto è per tutti i giorni» precisa il top manager. Tra le particolarità dell’abbigliamento Primark ci sono le partnership con brand legati all’universo giovanile e lo sportware come quelli con le licenze delle franchigie Nba e Nfl, Kappa oltre ai personaggi dell’universo Disney e dei videogiochi.

A livello mondiale Primark è presente in 17 paesi, principalmente europei, in Irlanda si utilizza anche lo storico brand Penneys, e negli Stati Uniti, con 453 negozi in cui lavorano oltre 80mila persone.

Nel periodo fiscale 2023-2024 chiuso il 14 settembre il fatturato aggregato è stato di 9,45 miliardi di sterline (+5% sul periodo precedente), circa 11,4 miliardi di euro con un utile operativo di 1,1 miliardi di sterline (+53%) poco più di 1,3 miliardi di euro.

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