Prima superare i divari territoriali
1' di lettura
1' di lettura
«L’Italia differenziata. Autonomia regionale e divari regionali» (Rubbettino Editore), è il titolo del libro di Vittorio Daniele e Carmelo Petraglia dedicato alla riforma del Titolo V della Costituzione e alla legge Calderoli. Definizioni, analisi e, sullo sfondo di vicende politiche e istituzionali di oltre 20 anni, interessanti comparazioni: fra Italia e Spagna, Italia e Belgio, Italia e Germania.
«Il problema non è il regionalismo, ma quel pasticcio della legge Calderoli». Sono più o meno tutti concordi con Francesco Aiello, docente di Politica economica all’Unical, gli economisti, i giuristi e i sindacalisti presenti nel dipartimento di Economia, Statistica e Finanza dell’ateneo calabrese. Al tavolo dei relatori anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto. Il testo ha sollevato un acceso dibattito, con gli interventi di Guerino D’Ignazio, docente di Diritto regionale e degli enti locali, fra i più ferventi regionalisti calabresi, dei prof. Damiano Silipo e Massimo Costabile, dei sindacalisti Angelo Sposato (Cgil) e Maria Elena Senese (Uil). Per concludere tutti con uno degli autori, Vittorio Daniele, che il pericolo sono i divari territoriali: «Fino a quando i princìpi di coesione sociale non troveranno realizzazione, non ci sono motivi per pensare che l’autonomia differenziata produca esiti diversi».

