Previdenza a misura di giovanissimi
3' di lettura
3' di lettura
Il 2024 è stato un anno d’oro per Solidarietà Veneto, che in 12 mesi ha aggiunto quasi 10mila adesioni, portando il totale degli iscritti a quota 162mila, in crescita del +8,8% (meglio della media Italia, al +5,7%) e le aziende oltre la soglia delle 19mila. Al traguardo dei 35 anni di attività, il fondo regionale - nacque infatti nel 1990, primo a livello territoriale in Italia, promosso ed amministrato dai rappresentanti dei lavoratori (Cisl e Uil) e dei datori di lavoro (Confindustria, Confapi, Confartigianato, Cna, Casartigiani e Federclaai) - si conferma la forma di previdenza complementare di gran lunga più diffusa nelle sette province. La dinamica è alimentata dalle nuove adesioni, che rappresentano il miglior risultato di sempre (escludendo il 2007 quando entrò in vigore il silenzio–assenso), oltre alle “contrattuali” nell’artigianato.
Il balzo è trascinato dai giovani, a conferma della tendenza degli ultimi anni: dal 2020 al 2024 sono infatti quasi 13mila gli under 30, che hanno scelto Solidarietà Veneto, appena iniziata l’attività lavorativa. Ma cresce anche la pattuglia di bambini e ragazzi con età media di 11 anni, iscritti da mamme e papà. L’anno scorso sono stati 778 i soggetti fiscalmente a carico per cui è stata aperta una posizione. Significa che ora i genitori si preoccupano da subito della pensione dei figli. Una sensibilità che caratterizza in particolare le mamme. Infatti in testa per questa tipologia di versamenti è il Bellunese, dove le tante dipendenti delle aziende di occhialeria hanno scelto di sostenere la posizione previdenziali dei figli ancora piccoli.
Ne deriva un generale abbassamento dell’età media degli iscritti, che attualmente è inferiore ai 44 anni (47 anni la media nazionale): quasi un quarto ha infatti meno di 35 anni (24,67%).
In generale, l’andamento positivo delle adesioni si conferma su tutto il territorio ed è attribuibile anche alla
capillare diffusione della rete di sportelli, 150, attivati in collaborazione con sindacati e datori di lavoro, ai quali si aggiungono altri infopoint aziendali, che forniscono consulenze. Decisiva la comunicazione effettuata a tappeto, che presto verrà portata anche nelle scuole superiori, per fare breccia sugli studenti, futuri lavoratori.


