INFORMAZIONE SCIENTIFICA a cura di GRUPPO SAN DONATO

Prevenzione donna: i sintomi da non ignorare e quando rivolgersi al ginecologo

Dall’endometriosi all’infertilità femminile passando per infezioni a trasmissione sessuale (Ist), il ginecologo Prof. Massimo Candiani di Casa di Cura La Madonnina (Gruppo San Donato) spiega come prevenire disturbi e patologie ginecologiche

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

La prevenzione ginecologica è uno dei pilastri fondamentali della salute femminile e richiede un’attenzione costante nel corso di tutte le fasi della vita della donna, dal menarca alla menopausa. Non riguarda solo controlli periodici, ma anche la capacità di riconoscere e interpretare correttamente i segnali del proprio corpo, con sintomi anche lievi o apparentemente aspecifici che, però, richiedono di essere approfonditi per evitare possibili evoluzioni nel tempo.
Il prof. Massimo Candiani, specialista in Ginecologia della Casa di Cura La Madonnina, primario dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e responsabile del servizio Gynecological Fast Care della Casa di Cura La Madonnina, spiega come comportarsi ed effettuare una prevenzione adeguata.
I sintomi ginecologici da non trascurare
«Alcuni disturbi possono manifestarsi in modo sporadico o con intensità variabile, ma non per questo dovrebbero essere ignorati», spiega il professore.
«Tra le principali manifestazioni cliniche da monitorare – sottolinea – in particolare possono rientrare:
- dolore pelvico o genitale costante;
- perdite di sangue anomale tra un ciclo e l’altro o in gravidanza;
- irregolarità mestruali;
- perdite vaginali associate a prurito o secrezioni anomale;
- disturbi urinari;
- nausea in gravidanza persistente e invalidante;
- dolore o sanguinamento durante i rapporti;
- noduli, arrossamenti cutanei o alterazioni dei genitali esterni».
«Queste manifestazioni cliniche possono essere collegate frequentemente a condizioni benigne, ma anche a patologie che vanno esaminate e trattate più approfonditamente come, per esempio, ma non solo, i fibromi uterini e l’endometriosi», spiega l’esperto di Gruppo San Donato.
«In alcuni casi, infatti, i disturbi evolvono lentamente in una patologia più complessa ma, se individuati precocemente, possono essere gestiti in modo più semplice ed efficace. È proprio per questo che la prevenzione passa anche dall’ascolto attivo del proprio corpo e dalla tempestività nella richiesta di una valutazione specialistica», continua Candiani.
Il ruolo della visita ginecologica
La visita ginecologica rappresenta uno degli strumenti più importanti per la prevenzione, come sottolinea il ginecologo: «Se associata all’ecografia pelvica transvaginale, consente una valutazione completa dell’apparato genito-riproduttivo femminile e permette di prevenire o individuare eventuali anomalie anche in fase iniziale. A questo si affiancano esami diagnostici come pap test, test HPV e tamponi vaginali, fondamentali per identificare infezioni o condizioni asintomatiche, incluse quelle legate all’HPV (papilloma virus)».
È fondamentale sottolineare, infatti, che la prevenzione va effettuata sia in presenza di sintomi per evitare complicanze (prevenzione secondaria), sia per cercare di ridurre il rischio di insorgenza di alcune patologie (prevenzione primaria).
Quando rivolgersi al medico
In assenza di problematiche specifiche, spiega il professor Candiani, è consigliato sottoporsi a una visita ginecologica di routine almeno una volta all’anno, a partire dall’adolescenza, per monitorare lo stato di salute generale e aggiornare il piano di prevenzione in base all’età e alla storia clinica.
Momenti della vita come l’inizio dell’attività sessuale, la ricerca di gravidanza, la gestazione e la menopausa richiedono, poi, controlli mirati e personalizzati.
Accanto alla visita, le linee guida raccomandano l’adesione ai programmi di screening: pap test a partire dall’inizio dell’attività sessuale e test HPV in alcune situazioni da valutare con lo specialista, così come la valutazione di un’eventuale vaccinazione HPV.
Questi esami permettono di individuare precocemente eventuali alterazioni, anche senza sintomi evidenti, ma è importante rivolgersi al ginecologo ogni volta che si percepisce un cambiamento rispetto alla propria normalità o semplicemente per un confronto specialistico.
«Non è necessario attendere che una situazione diventi rilevante: un consulto tempestivo chiarisce dubbi e permette un percorso di approfondimento», chiarisce il professor Candiani.
Prevenzione e qualità della vita
Le stime indicano che il pap-test a intervalli regolari riduce il rischio di carcinoma cervicale invasivo di almeno il 70%, mentre il test HPV è ancora più efficace nella prevenzione secondaria. Tra il 2 e il 10% delle donne in età riproduttiva è colpito da endometriosi, che può manifestarsi anche dopo la menopausa. Una diagnosi precoce arresta la progressione, riduce dolore e sanguinamenti, aiuta a cercare di preservare la fertilità (30-40% delle donne colpite da questa patologia potrebbe avere problemi nella ricerca prole) e permette una gestione terapeutica mirata limitando, dove possibile, interventi complessi.
«Adottare un approccio attivo significa prendersi cura della propria salute senza aspettare che i disturbi diventino invalidanti. Riconoscere i segnali e sottoporsi a controlli regolari consente di intervenire precocemente e vivere consapevolmente la propria femminilità», conclude il Prof. Candiani.
La prevenzione ginecologica è un percorso strutturato che tutela la qualità della vita, mettendo al centro la donna, il suo benessere e la conoscenza del proprio corpo.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti